Costo della vita, quantificare reddito base

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Gli affitti sono un costo tremendo, a meno che uno non sceglie delle soluzioni condivise, però è accettabile per studenti in una soluzione temporanea, altrimenti è un disgregamento della famiglia, un “pollaio di lavoratori”… Quindi considererò i costi di un appartamento singolo (chi può vivere nella casa di proprietà, ha una bella fortuna).

Euro all’anno

Affitto in città con mezzi pubblici 11000 Appartamento singolo in città (bollette comprese) [Dati divergenti, dipende da vari fattori] 300 Mezzi pubblici (abbonamento annuale) - Fonte

Affitto in paese con automobile 7000 Appartamento singolo paese (bollette comprese) [Dati divergenti, dipende da vari fattori] 3200 Automobile (assicurazione, imposte, manutenzione, benzina) - Fonte

Casa di proprietà con mezzi pubblici 2400 - Bollette in una casa di proprietà [Stima personale] 300 Mezzi pubblici (abbonamento annuale) - Fonte

Casa di proprietà con automobile 2400 - Bollette in una casa di proprietà [Stima personale] 3200 Automobile (assicurazione, consumi, benzina) - Fonte

Tutte le situazioni 2700 Cibo - Ho fatto una media tra qui e qui 1800 Altro (cure, altre necessità) [Ho ricavato questa voce sulla base della soglia di povertà ISTAT]

Reddito necessario (escluso l’aiuto di genitori o il beneficio di un nucleo famigliare) 600 € sono necessari nella condizione piú fortunata per sopravvivere 850-1300 € sono necessari e variano in base alle situazioni di affitto e auto

Guadagno netto: risparmio e libera spesa Naturalmente il reddito necessario serve per vivere, ma se stiamo lavorando, dobbiamo aggiungere un margine di risparmio o spese libere (dalle necessità) perché altrimenti è una prospettiva soffocante. Le esigenze di guadagno netto dipendono fortemente da persona a persona, cosí come l’accettazione di compromessi. Inutile dare un valore a questa voce, semplicemente porta lo stipendio di un lavoro sopra le soglie indicate, affinché risulti umanamente accettabile.

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Più che fare dei conti mi pare necessario stabilire il metodo/processo con cui devono essere fatti. Se crei un programma non metti i valori all’interno del codice.

Il metodo è abbastanza semplice che lo davo per scontato. Si tratta di fare un elenco delle spese quotidiane e necessarie che un cittadino deve sostenere. Questo elenco avrà delle varianti significative in relazione alla situazione abitativa e ai mezzi di trasporto e il termine “necessario” va naturalmente inteso con buon senso (se qualche voce desta perplessità, non penso sia troppo difficile risolvere la faccenda). Il grosso è conoscere questi valori e ovviamente avremo valori indicativi, non esatti.

Preciso ulteriormente che ho escluso costi iniziali di formazione, acquisto di un automobile, di una casa… i costi iniziali vanno in parte sostenuti dalla famiglia che ha deciso di avere un certo numero di figli in relazione alle sue possibilità e intenzioni, ed in parte lo Stato dovrebbe impegnarsi a potenziare l’offerta formativa a prezzi contenuti e quando possibile videolezioni online (in parte già lo fa e col tempo penso sempre di piú).

il senso di quello che dicevo è:

  • come determini quali voci vanno e quali non vanno incluse nel conteggio? Ad esempio “automobile” mi lascia alquanto perplesso. Quando parli di “inteso con buon senso”, è proprio lì che devi tradurre questo buon senso in una regola chiara e “non raggirabile”
  • come determini l’importo di ciascuna voce? Ci dev’essere un criterio oggettivo che mi dice “dove vado a prendere i valori”

Un criterio assolutamente preciso non penso sia fattibile formularlo. Possiamo decidere voce per voce cosa si debba considerare.

L’automobile (e non parlo di auto costose, viaggi lunghi…) è spesso necessaria per lavorare, soprattutto se vivi nei paesi. I mezzi pubblici funzionano (o si possono far funzionare meglio) dentro le grandi città, ma se devi muoverti in una provincia tra casa, lavoro, qualche corso, non c’è rete di mezzi pubblici che non renda la cosa un incubo.

Se c’è chi ha la fortuna di avere un buon collegamento tra abitazione e lavoro, non prenderà la macchina, del resto l’aiuto finanziario copre i costi, non è che ti fa risparmiare di piú perché per possedere una macchina bisogna averla comprata, occorre sostenere i costi della patente, si aggiungono: la guida, il rischio multe, i parcheggi. Se uno decide di prendere l’auto non lo fa con leggerezza solo per un bonus, lo considera necessario. Aiutare lo spostamento delle persone significa anche aumentare i clienti in chi si trova in posti meno centrali.

Purtroppo trovare una metodologia ottimale per calcolare un reddito base che sia “valido” per chiunque è complicato, viste le differenti necessità di ogni persona. Si può partire però secondo me dalle soglie di povertà calcolate dall’Istat, anche se pure queste hanno alcune cose che mi convincono poco (a partire dai famosi “panieri”)

Un individuo che mensilmente deve essere in grado di pagarsi: mutuo prima casa cibo ed acqua energia casa automobile energia automobile assicurazione automobile tasse automobile tassa casa vestiario e calzature quotaparte vacanza, benessere e tempo libero accessori e materiali strumentali alla creativita/arte/sviluppo intelletto/cultura quotaparte social real life (ristorante,bar,aperitivo,birretta,pizzata,cazzeggi vari) sport ed attezzature per lo scopo include anche abbonamento palestra/piscina/corsi (ok il deltaplano costa tanto ma la bicicletta si puo fare) internet/reti e tecnologie digitali informatiche per la creativita/gioco/comunicazione (linea dati,pc,smartphone) SALUTE e tutte le sue declinazioni scientifiche e parapsicotiche

questa é una parte del potenziale paniere sul quale ragionare da subito perche si confronta con la quotidianità di una spessa parte di questa societa

Ci sono 2 livelli di garanzia, uno riguarda la sopravvivenza ed è una soglia piú bassa, mentre un’altro livello di reddito riguarda una vita soddisfacente (attraverso una garanzia sui contratti di lavoro che non possono retribuire sotto un certo minimo).

Visto che facendo due calcoli siamo facilmente arrivati a 500 miliardi di euro all’anno (almeno nella prospettiva di un RdE) e visto che si concede ai cittadini di vivere anche senza un lavoro (sempre in quella prospettiva), per risparmiare soldi potrei eliminare affitto e automobile dalla garanzia di reddito. Perché? Effettivamente il RdE è un sostegno per chi non trova lavoro nel proprio Paese o città. L’obiettivo non è permettere a tutti i costi di far lavorare qualcuno (anzi, la prospettiva è che il lavoro diventa facoltativo), per cui non ci si deve caricare del problema dell’affitto e degli spostamenti autonomi. Se uno ha la fortuna di trovare un lavoro che permetta di pagare tutto questo e avere dell’altro, allora valuterà se spostarsi, ma lo Stato non deve aiutare a far fare questo salto: deve solo garantire la sopravvivenza e normalmente uno vive in una casa di cui è proprietario o lo è il nucleo famigliare.

Quindi, rimarrebbe dà garantire la prospettiva meno dispendiosa che è quella coperta dalla soglia di povertà dell’ISTAT, 600 € al mese (il finanziamento indicativo necessario è sui 320 miliardi di euro). Soldi che darebbero comunque un aiuto alle aziende per assumere, perché potrebbero pagare meno i singoli lavoratori e assumerne di piú (almeno il doppio).

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@mutek, fanno 3,5k euro a month (al netto di tasse ed altri errori).

In base a come lo quantifichi, puoi ottenere una grossa inflazione, oppure un ritorno della popolazione ai paesi (con i conseguenti diminuzioni di prezzi immobiliari in città, ed un nuovo equilibrio).

Imho non devi pensare alle diverse situazioni. E neanche alla sopravvivenza. Devi considerare una soglia di vita soddisfacente in provincia. (Magari ci sopravvivi anche a Roma, ma se ti trasferisci lì saranno anche cazzi tuoi, ci andrai per lavorare, spero.)

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Teniamoci aperta nella pianificazione anche l’opzione che si rilancino i servizi pubblici… se funziona in Baviera e in Brandenburgo, perché non si dovrebbe riuscire a riformare il servizio in modo tale che sia buono anche nei monti della Sardegna? Meglio investire una somma ragionevole nei servizi ecologici piuttosto che di calcolare una somma spropositata per sovvenzionare la mobilità anti-ecologica!

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Ho l’impressione che stiamo sbagliando strada. Stiamo ipotizzando di mantenere invariato tutto il resto. Ritengo che la garanzia di un’esistenza dignitosa dovrebbe accompagnarsi ad una profonda revisione del sistema, altrimenti i conti non tornano.

Se ipotizzassimo di estendere un RdE che garantisca ad ognuno un reddito tale da consentirgli di vivere secondo gli standard che state ipotizzando sopra, non ci basterebbero 4 pianeti. Calcolate la vostra impronta ecologica: http://www.footprintnetwork.org/it/index.php/GFN/page/personal_footprint/ Vi mostrerà come non si possa pensare di garantire a tutti uno standard di vita “occidentale”, in quanto questo stile di vita è altamente dispendioso a livello di risorse.

Quindi RdE deve necessariamente andare a braccetto con un radicale cambiamento di rotta a livello economico e culturale. Non si può avere RdE senza questo cambiamento.

Penso che più che di reddito si dovrebbe parlare di condizioni minime garantite. Paradossalmente potrei avere bisogno di pochi euro per vivere dignitosamente, se ad esempio fossi uno studente a cui viene fornito un alloggio in casa dello studente ed avessi accesso gratuito ad istruzione ed altri servizi.

Occorre quindi garantire sì condizioni di vita dignitose a tutti, ma per farlo non possiamo prescindere dal mettere in discussione lo stile di vita occidentale improntato al consumismo.

Ritengo quindi che abbiamo bisogno di una combinazione di:

  • aumento dell’efficienza e diminuzione degli impatti ambientali della produzione da un lato
  • rivoluzione culturale che ci porti a separare ciò di cui abbiamo realmente bisogno per essere felici da tutto ciò che invece è un bisogno indotto da pubblicità, media e pressione sociale.

Ad esempio, ho davvero bisogno di un’auto di proprietà? Probabilmente no, se la società si riorganizza in modo da eliminare questa necessità inefficiente, come accennava anche Lynx nel post precedente.

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Sono d’accordo con la tua osservazione Ronin, davo per scontato che il RdE non è da solo una soluzione; sarebbe uno spazio di libertà dal lavoro e dalle necessità, concesso alla gente, per (si spera) potersi attivare liberamente, aggregarsi (indipendentemente dalla necessità di fare compravendite) produrre una nuova cultura, ripensare gli ambienti di vita, prendere contatto con il territorio (descriverlo, annotare i danni e i problemi subiti, decidere possibili interventi da attuare con l’aiuto di esperti, aziende ed eventuali finanziamenti). Anche per riequilibrare la ricchezza, rimediare alla disoccupazione, aprire uno spazio di attività che non sono mercato.

Stai parafrasando il nostro programma politico… :smile:

Ma ti ringrazio di ricordarlo a chi vorrebbe una soluzione semplice, veloce e fallibile.