M5S, Di Maio: “Democrazia digitale? Che fine hanno fatto i pirati con LiquidFeedback?”

Uno dei mali dell’età contemporanea è quello di confondere gli strumenti con gli obiettivi. Il Liquid Feedback è il miglior strumento mai proposto per l’organizzazione di un partito politico. Non ci sono paragoni. Ma per fare un partito politico ci vuole anche una idea della società che si vuole costruire.

Alcuni dei partiti che stanno vincendo le elezioni a sorpresa in Europa hanno cominciato combattendo le ingiustizie giorno dopo giorno, lottando a fianco dei più deboli. Penso che sia l’unica strada percorribile per un partito che vuole essere credibile. Infatti i Pirati stanno combattendo contro il TTIP e stanno andando nella direzione giusta.

Poi, i pagliacci in TV possono dire quello che vogliono, anche che la Terra è piatta.

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Dobbiamo sfruttare questa finestra di visibilità inaspettata offertaci dal M5S. Occorre far sapere che il partito piirata esiste e che si sta organizzando, come ogni realtà autogranizzata ha i suoi tempi, ma sono i tempi della democrazia vera… potranno mai capire?

On sabato 30 maggio 2015 18:59:37 CEST, briganzia wrote:

Concordo. Pensavo a una lettera aperta, e già che c’ero ho buttato giù una prima bozza https://pad.partito-pirata.it/p/dimaio

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Bella, l’ho letta e per me andrebbe via così com’è.

Il giorno 31 maggio 2015 22:08, Exekias cto@lists.partito-pirata.it ha scritto:

Per non perdere troppo tempo, ho aperto una issue su LQFB, riportando il testo scritto da exekias con una mia piccola modifica. https://agora.partito-pirata.it/initiative/show/6100.html?tempstore=623q7ks3h12wb89fwr9dbws199

Come sapete, sono contrario a rispondergli direttamente. La lettera di Exekias mi piace, ma secondo me sarebbe meglio modificarla in modo da renderla qualcosa che parla di noi senza fare confronti con il M5S.

Inoltre ci sono alcune inesattezze nel testo:

  1. Il “sindaco pirata” svizzero è sempre sindaco, ma non è più pirata;
  2. L’AP da noi ha potere sulle esclusioni solo come organo di appello.

Ho modificato togliendo l’accenno alle espulsione e al sindaco svizzero…

Rimango dell’idea che invece bisogna cogliere l’occasione per farsi sentire: non stiamo facendo alla fine un confronto fra i risultati, ma lo stiamo aggiornando su dove siano i pirati nel mondo; e visto che la polemica è nata sull’argomento “democrazia digitale” trovo giusto fare accenno al fatto che per noi la loro non lo è. Siamo sconosciuti, la gente non sa cosa facciamo nè chi siamo. Una discussione diretta fra noi e il vicepresidente della camera non può farci altro che pubblicità. Come detto in confero, se anche un solo iscritto leggendo la risposta verrà sul sito a vedere e informarsi su chi siamo, sarà una cosa a favore per noi. Nel bene o nel male, l’importante è che se ne parli.

Rispondo a storno su suo invito riportando il commento che ho fatto in liquid @storno: non so se siamo fuori tempo massimo, forse hai ragione nel dire che le elezioni hanno già spostato l’attenzione su altro, ma questo non dovrebbe automaticamente impedirci dal rispondere.

Storno dice che non dobbiamo stare zitti ma invece di un comunicato in risposta produrre un articolo. FIn qui tutto bene ma la domanda che faccio a questo punto è: come pensate di convincere il giornale a pubblicare un articolo? Un conto è una risposta ad una domanda pervenuta attraverso il giornale (per il quale una risposta / smentita è quasi scontata) ma un articolo pirata scollegato dalla vicenda, per quale motivo dovrebbe trovare spazio tra il giornale?

Io credo che un tentativo lo si potrebbe fare con questo testo (che lo si chiami comunicato stampa o che si chiami articolo. Personalmente l’avevo pensata come una “lettera aperta”). Un giornale ha interesse ad attrarre lettori (o, nel caso delle testate online, ad aumentare il numero di visualizzazioni), e secondo me ad esempio su Il Fatto Quotidiano qualche possibilità di pubblicazione c’è (lì in genere tutto ciò che riguarda il M5S ottiene molte visualizzazioni)

Credo di essere stato poco chiaro: cosa intendo con risposta? Rispondere puntualmente alla domanda di Di Maio. L’unica risposta onesta è: “io speriamo che me la cavo”, perché salvo un paio di paesi, Islanda e Repubblica Ceca (mi sembra anche in Lussemburgo), che non mi sembrano di così grande importanza, il movimento pirata sta arretrando in tutta Europa. La risposta proposta è l’unica possibile, ma francamente è ridicola e, per certi aspetti, grillina.Che un partito politico dica che non contano i voti, visto che non stiamo partecipando alle olimpiadi, … Ed il seguito è ancora peggiore: un attacco della mosca all’elefante dicendo: “fate schifo”.

Cosa intendo con articolo: un qualcosa che cominci con …Di Maio ha messo in dubbio la validità della Democrazia Liquida … e continuare parlando della Democrazia Liquida, di LF e riconoscendo onestamente le difficoltà in cui oggi ci dibattiamo, senza confronti polemici con i M5S ma soltanto, se riusciamo, a criticarli in maniera molto, molto, molto indiretta.

Concordo: ci ha tirati in ballo lui. Noi abbiamo i nostri problemi, nessuno lo nega; ma visto che chiede dove siamo finiti glielo facciamo sapere. E facciamo capire a chi legge che se loro hanno sempre detto di adottare la democrazia partecipativa, per poi sconfessarla ogni volta, noi invece ci crediamo e la attuiamo, andando avanti nonostante le difficoltà.

Propongo casomai, se Exekias è d’accordo, visto che è l’autore del testo, un’ulteriore modifica per “limitare” la polemica diretta: rimuovere la parte delle domande

Quando avete votato per decidere con chi allearvi in Europa, chi ha stilato le possibili opzioni? Chi ha deciso che tra le opzioni doveva esserci lo UKIP di Nigel Farage ma non i Verdi? Se domani qualcuno della vostra base proponesse qualcosa di gradito alla maggioranza della base ma sgradito a G&C, che succederebbe? Anche queste, caro Gigi, temiamo siano domande retoriche. A cui, comunque, non ci farebbe schifo avere risposta.

Francamente sarei per mantenerle, quelle domande. Portare degli esempi concreti è fondamentale, quando si argomenta, e queste mi parevano due vicende esemplari dei limiti del modo in cui il M5S usa la Rete. La loro base si può esprimere, ma su quali temi lo decidono dall’alto. Togliere le domande significa porre la questione in termini più che altro “teorici”

Mi sfugge dov’è che si dica una cosa del genere. Anzi, mi pare che traspaia invece qua e là un certo (sincero, almeno da parte mia) rispetto (e il link alla lettera di qualche anno fa credo tolga ogni dubbio). Più che altro si potrebbe aggiungere alla fine una frase del tipo:

Allora tornando alla tua domanda “Che fine hanno fatto i Pirati?” ti rispondiamo: Stanno costruendo un partito veramente democratico, dove veramente uno vale uno: il processo che porta alla democrazia reale però è un processo lungo, non si costruisce su un blog. La speranza, in ogni caso, è di potersi ritrovare, in un futuro non auspicabilmente non troppo lontano, a condividere nelle Istituzioni alcune battaglie che abbiamo in comune, che di certo non sono poche. Un saluto, l’Assemblea Permanente del Partito Pirata.

Cosa intendo con articolo: un qualcosa che cominci con …Di Maio ha messo in dubbio la validità della Democrazia Liquida … e continuare parlando della Democrazia Liquida, di LF e riconoscendo onestamente le difficoltà in cui oggi ci dibattiamo, senza confronti polemici con i M5S ma soltanto, se riusciamo, a criticarli in maniera molto, molto, molto indiretta.

ok, adesso ho capito. Quello che non capisco è, hai intenzione di inviare un articolo al giornale dicendo “questa è la nostra riposta alle dichiarazioni rilasciate da Di Maio” oppure emettere un comunicato stampa con il contenuto dell’articolo e chi se lo piglia se lo piglia?

Tutto il possibile, pure ad otto e mezzo: chissà che non vogliano invitare un pirata!

Il giorno 2 giugno 2015 10:49, briganzia cto@lists.partito-pirata.it ha scritto:

Sarebbe cosa buona e giusta.

anche la proposta di storno non è male, ho però la sensazione che in questa modalità indiretta sarà più difficile diffonderla sui media. giusto cmq il richiamo al gdl redazione che dovrebbe agire velocemente e in autonomia, altrimenti arriveremo sempre troppo tardi

Non potendo modificare su LF la “risposta indiretta” a Di Maio propongo qui una versione più completa:

Dopo il preambolo (ad esempio all’HP potrebbe essere di questo tipo) Passate le elezioni amministrative e regionali, che hanno giustamente attratto l’attenzione, anche se non i voti, dei cittadini, vogliamo ritornare sulla domanda formulata da Di Maio nel corso della trasmissione otto e mezzo: “dove …” in risposta all’intelligente provocazione della vostra giornalista. Vogliamo dare una risposta che non sia una polemica ma una doverosa difesa di Liquid Feedback c fra l’altro oggi utilizzato da molti movimenti al di fuori dei partiti pirata, sottolineando le difficoltà e le carenze dei partiti pirata, non attribuibili a quello che, per quanto importante, è solo uno strumento a disposizione di chi vuole gestire un gruppo con modalità il più possibile democratica, senza lasciarlo in balia di chi ha maggiori risorse in termini di tempo a disposizione per farsi conoscere e denaro per spostarsi e così partecipare alle varie riunioni su un vasto territorio

bisognerebbe dire qualcosa di simile: Come tutte le novità che attirano i curiosi anche il Partito Pirata dopo il primo momento di crescita ha un periodo di assestamento da cui spera di uscire, stavolta grazie alle sue proposte ed ai suoi attivisti con una crescita certo molto più lenta di quella iniziale. Per di più oggi in Europa stiamo vivendo un momento di grave crisi, soprattutto sociale, ed in momenti come questi le persone si vedono impotenti e sono quindi portate a sperare nel “deus ex machina” che risolva la situazione. E’ successo anni fa col fascismo, col nazismo, con il Berlusconismo, … succede e succederà ancora. E’ ovvio quindi che quei movimenti come il nostro che si basano sulla responsabilizzazione dei cittadini conoscano grandi difficoltà ad essere compresi. Ci troviamo quindi a navigare controvento, ma, anche se essendo un partito - cosa di cui siamo orgogliosi, perché organizzarsi dedicando la preziosissima ed oggi scarsa risorsa tempo alla gestione del bene comune (certo non per appropriarsene) riteniamo sia cosa lodevole - non possiamo dimenticare che l’efficacia della nostra azione è molto legata al consenso ricevuto, riteniamo non sia sia utile a nessuno, tanto meno ai cittadini, invertire la rotta e seguire quella di tutti gli altri, concetto ribadito anche dall’europarlamentare pirata Julia Reda intervenendo all’incontro organizzato da … Noi crediamo in un altro modo di fare politica, che non sia all’ossessiva ricerca di voti tramite la frustrazione che rende i cittadini manovrabili o tramite il dialogo con le pance che rende i cittadini tifosi e quindi schiavi della squadra per cui tifano. Noi crediamo nella crescita dei cittadini grazie alla comunicazione della conoscenza, un processo complesso, perché non basta partecipare ma occorre formarsi. Noi crediamo nell’ascolto e nella fantasia perché le soluzioni efficaci non sono mai la prosecuzione del passato che ha generato la crisi. Non sono certo concetti oggi popolari, ma riteniamo che siano oggi l’unico modo per permettere alla nave di cambiare la rotta che oggi appare quella tanto bene descritta dal Manzoni con i polli di Renzo (se fossimo 5 stelle avremmo scritto Renzi)

A tutte queste difficoltà esterne se ne aggiunge un’altra interna, indipendente da Liquid Feedback ma non dalla democrazia liquida: le persone che si imbarcano nella flotta pirata (oggi sono ben … le nazioni che hanno un partito pirata in Europa e ben … nel mondo) sono tendenzialmente portate alla discussione ed alla riflessione, più che allo spettacolo e questo le rende poco visibili nel mondo di oggi e per di più l’orgoglio impedisce loro di accettare risorse (di ogni tipo, dal danaro ai servizi, all’immagine, …) che creerebbe comunque dipendenza da chi le fornisce, indipendentemente anche dalla volontà del “fornitore”.

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Ho modificato il testo presente nel pad https://pad.partito-pirata.it/p/rispostadimaio relativo alla risposta indiretta votata in AP. Se si arriva ad un documento condiviso, per velocizzare i tempi, un membro di GDL com1 potrà perlomeno inviare il testo alle testate giornalistiche.

Qui la versione video:

Ecco qua un articolo del 2012 (scovato solo ora) che invece documenta come i Piraten hanno fallito prima di attuare la democrazia liquida, per le ragioni che ho spiegato qui e forse qui. Casaleggio lesse le scemenze che al tempo scrissero Morozov e Bauwens e gli faceva comodo di crederci, come anche a Di Maio. Intanto Bauwens si è scusato per essere cascato alle semplificazioni di Morozov, mentre Di Maio continua a non sapere che è vittima di disinformazione. Oppure non gliene frega veramente della partecipazione digitale, come sospetta Angela.