Mohamed è morto per i nostri pomodori

@Ronin l’altro giorno spiegava che i Pirati vogliono hackerare la società, mettendo in condivisione le risorse. Che vogliamo hackerare la cultura, ma anche la terra. Non è arrivata l’ora di un bell’attacco hacker contro lo schiavismo?

Boicottiamo i pomodori senza garanzie di provenienza (al momento quasi tutto). Facciamo una campagna per un’etichetta di certificazione etica. Costruiamo gruppi di acquisto solidali. Attacchiamo frontalmente gli schiavisti, con nome e cognome. Con campagne comunicative. Occupando le loro proprietà.

«Moha­med lavo­rava per 3,50 euro a cas­sone — spiega Sagnet, sin­da­ca­li­sta della Flai — Cia­scun cas­sone pesa 3 quin­tali, e più ne riempi, più vieni pagato. La gior­nata di lavoro ini­zia alle 5 del mat­tino e fini­sce tra le 17 e le 18: si pas­sano 12 ore sotto il sole, a fati­care come bestie. Moha­med pro­ba­bil­mente non era abi­tuato, era la prima volta che rac­co­glieva pomo­dori, e i 42 gradi, la pres­sione psi­co­lo­gica, sono stati fatali. Non si cono­sce ancora il motivo esatto della morte, le auto­rità hanno dispo­sto un’autopsia».

In questo caso è stato facile associare una morte a un prodotto che consumiamo, perché è accaduto dietro l’angolo di casa nostra. Ma troppi ce ne sono e tanti altri i danni a persone, anche se non causano direttamente la fine di una vita. Più difficile è conoscere i danni provocati da produzioni più distanti, danni alle persone ma anche al pianeta nel senso più lato. I Gruppi di Acquisto Solidale è una delle buone pratiche che hanno come vantaggio, tra le altre cose, di facilitare un rapporto diretto tra produttore e consumatore. Io col mio GAS i produttori li andiamo a trovare direttamente in campagna parlando anche con i dipendenti (anche se in genere si tratta di micro aziende a conduzione familiare e con pochissimi lavoratori). In generale, più che il boicottaggio, sarei per cercare, sperimentare, promuovere vie che di fatto vanno ad agire sul piano della prevenzione, alternative alle aberrazioni causate dalle logiche di profitto che causano i danni di cui sopra.

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Ciao, segnalo il progetto “Filiera Sporca” ([www.filierasporca.org]) che racchiude associazioni che si battono contro lo sfruttamento nel campo dell’agricoltura. Pubblicano un rapporto annuale. Li ho conosciuti su Facebook. Potrebbe essere interessante per iniziative comuni.

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