Cloniamo il fenomeno pirata: Partito + Associazione

Quando scrissi che l’associazione deve essere controllata dal partito o comunque rispondere ad esso, perchè ora si è in pochi e le cose sono condivise, ma nel momento in cui si crescerà le due realtà potrebbero avere visioni differenti su alcuni elementi e questo a mio avviso inficerebbe di molto sia l’una che l’altra realtà oltre che i vari rapporti tra le due.

Inoltre creando un associazione si potrebbero anche recepire fondi da enti locali o finanziamenti europei (cosa purtroppo in Italia ancora piuttosto sconosciuta, tornano indietro all’europa molti fondi cui siamo destinatari)

Non so se l’associazione in quanto tale potrebbe poi rigirare in forma di donazione o in altra maniera fondi allo stesso partito per permettergli di sostenere spese vive, sono abbastanza ignorante in materia

Beh dal punto di vista legale inutile che vi dica che ci sono 26272782 varianti tra cui scegliere, riconosciuta, non riconosciuta, ci stanno da fare discorsi legati a responsabilità extracontrattuali, regimi fiscali e così via.

Vero. Questi però sono aspetti che valuterei in seguito, se no rischiamo di perdere di vista lo scopo. Intanto mi concentrerei su cosa vogliamo che faccia, come vogliamo che funzioni e che tipo di legame pensiamo debba avere col partito.

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Hai ragione anche tu, era un appunto. In tutto ciò, però, prima di pensare ad un’associazione (che comunque se la si fa è perché si vuole che la gente partecipi) bisogna allora chiarire bene in che modo il PP intenda muoversi di cui ad un termine “x” (innanzitutto per allargarsi sul territorio ed essere sempre più considerato, attraendo persone [lynX non riesco a taggarti]) in modo tale da poter ragionare bene sul rapporto che intercorre(rà) tra i due enti. Se il PP non ha ben chiaro in che modo strutturarsi sulla scena politica -iniziando ad allargarsi- allora mi pare pericoloso parlare di associazione, perché potrebbe crearsi uno squilibrio tra le due cose mentre in realtà (seppure uno squilibrio minimo debba esserci) quello che deve intercorrere tra i due enti è un rapporto di accessorietà in tutto e per tutto. Altrimenti si finirebbe con il fare l’associazione e ritrovarsela con la stessa ed identica gente che scrive qui (ed a quel punto non so quanto senso avrebbe).

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my2cent

L’associazione dovrebbe essere “partecipata” dal partito stesso, ovvero inserendo nella struttura organizzativa dell’associazione un numero di membri votati all’interno del partito stesso e rinnovabili a cadenze stabilite, i quali saranno l’interfaccia tra partito e associazione. i.e. Consiglio composto da 7 persone, 4 devono essere votate all’interno del partito, mentri gli altri 3 verrebbero votati all’interno dell’associazione, entrambi con durata stabilita ma rieleggibilità infinita.

(Questa cosa all’inizio potrebbe non avere molto senso, ma nell’ottica di un espansione sia dell’associazione sia del partito stesso permetterebbe di avere sempre una maggioranza decisa dal PPI. Mentre i membri non votati dal consiglio potrebbero essere scelti su chi fa parte dell’associazione ma non è all’interno del PPI)

Le cose che potrebbe fare sono molteplici, sia quanto diceva @Ronin riguardo le piattaforme LQFB, sia la creazione di eventi su aspetti tecnici (hacking, privacy, sicurezza informatica) sia meno tecnici (conferenze su tematiche attuali e generali). Inoltre potrebbe crearsi all’interno dell’associazione un gruppo dedicato ai media (creazione canale YT, rivista online etc)

Il come farlo è un problema leggermente più difficile da affrontare, poichè (a parte la zona di roma come leggevo in giro) non siamo omogenei sul territorio nazionale

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Se pensassimo alla costituzione di una fondazione?

Perché mai?

E quale sarebbe lo scopo dell’associazione?

Mah, onestamente mi pare che “clonare” ora sia in primis molto dispendioso in termini di forze, e soprattutto di dubbia utilità. Di associaizoni che trattano i temi “core” ce ne sono a dozzine (dai LUG ai gruppi hacker, cui s’aggiungono spesso anche i FabLab & simili; sui temi della trasparenza basta pensare a tutte le associazioni che hanno promosso il FOIA; etc.); quello che manca è proprio qualcosa che provi a portare questi temi su un livello politico. E lì interverremmo appunto noi (a tal proposito, quello che bisognerebbe fare un po’ di più nei prossimi mesi è forse qualche proposta di legge: io tempo fa buttai giù questa, si potrebbe pensarne una sulla legalizzazione del file-sharing ad esempio). Le attività citate -diffusione di LQFB, organizzazione di convegni etc. - le possiamo fare anche come partito. Se poi “là fuori” c’è gente che al solo sentir pronunciare questa parola gira la testa e se ne va, beh, è semplicemente carente d’intelligenza. Dire “i partiti sono il male per definizione” è qualunquismo in stile grillino.

Io in realtà sarei per lasciare proprio solo “Partito pirata”. Quel “per le libertà digitali” è un complemento di limitazione che lascia intendere che non si ragiona d’altro, mentre ormai mi pare assodato che molti qui vorrebbero ampliare gli orizzonti. Quanto alla parola “Associazione”…pare messa lì come per dire “tranquilli, siamo un’associazione (quindi buoni), la parola “partito” fa solo parte del nome”.

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In realtà questo non è del tutto vero. Ad esempio offrire un servizio come quello prospettato non lo potremmo fare. Un’amministrazione comunale o un’associazione non comprerebbe mai un’istanza di LQFB da un partito, a meno di essere politicamente associata a quel partito (e anche così non sarebbe corretto). Se un Comune si comprasse il servizio Rousseau dal M5S che ne penseresti?

Comunque non è prioritario, e sicuramente ora sarebbe troppo dispendioso in termini di tempo ed energie, ma per evitare di ritrovarci un domani a fare le cose in fretta e furia diamoci tempo per approfondire e rimuginarci con calma.

Il nome della pagina FB mi pare si volesse cambiare già da tempo, ma se non ricordo male vorrebbe dire ripartire da zero in quanto non è possibile cambiarlo su quella esistente. I dettagli io non li rammento, forse @Felynx o @solibo

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Serve un’associazione senza scopo di lucro, indipendente, che diffonda gli strumenti per una migiore autorganizzazione democratica. Immagino una specie di servizio come riseup, autistici/inventati, loomio, airesis…

Il servizio potrebbe essere incentrato su liquid feedback, e strumenti complementari di dibattito democratico (discourse, vilfredo). Si potrebbe offrire anche una rete di certificazione trasversale alle varie associazioni servite: così gli utenti, una volta certificati, possono iscriversi all’assemblea che preferiscono.

La democrazia liquida è la novità centrale della proposta politica dei pirati: è uno strumento concreto per l’autogoverno delle comunità. In pochissimi però ancora lo conoscono e lo capiscono. Fioccano infati i tentativi fallimentari di “piattaforme online” da parte dei partiti (openDCN per Possibile, Commo per Sinistra Italiana, Rousseau per M5S). Fallimentari sia perché non c’è una vera volontà di democratizzare il partito, sia per ignoranza (abbastanza vero per Possibile e un po’ anche per SI).

Che l’associazione sia formalmente legata al PP è inaccettabile. Deve essere indipendente, trasparente, senza doppi fini. La sua vicinanza con il PP dipenderà dalle persone che lo animeranno.

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Un’amministrazione comunale o un’associazione non comprerebbe mai un’istanza di LQFB da un partito, a meno di essere politicamente associata a quel partito (e anche così non sarebbe corretto). Se un Comune si comprasse il servizio Rousseau dal M5S che ne penseresti?

e’ proprio così

Finora è emerso che l’associazione avrebbe come obiettivo la diffusione di LQFB (o genericamente strumenti di Democrazia Diretta) ed essere completamente indipendente dal PP. E’ corretto?

avrebbe come obiettivo la diffusione di LQFB (o genericamente strumenti di Democrazia Diretta)

No, sono solo esempi perché il thread nasce da quel tema.

completamente indipendente

No, non è emerso. Si è detto che il livello di indipendenza è una cosa su cui occorrerebbe ragionare

Allora ripropongo: Qual sarebbe la missione dell’associazione? Quale il legame con il PP?

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###Missione Associazione che fornisce strumenti di partecipazione democratica digitali. Primariamente crea un liquid feedback che funzioni come un social network unico, con autonomia delle sezioni (come tanti mini-liquid separati in un unico macro-liquid, come i gruppi su Airesis o facebook). Altre associazioni sperimentano la democrazia liquida, e nel frattempo tutti gli utenti possono interagire anche in una grande macrocamera. Lì si potrebbero proporre sondaggi agli esterni del PP.

###Legame con il PP L’associazione apre una sezione liquid a chiunque lo richieda, a patto che sottoscriva un manifesto politico dell’associazione (vicino ai principi pirata). Per es. autistici/inventati non da servizi a tutti. Dopo di che ogni mini-liquid viene gestito in autonomia dai suoi mini-amministratori (iscritti, policy, aree, sottosezioni). Questa potrebbe essere la connessione sentimentale con i pirati che cercavamo.

Gli amministratori dei miniliquid scelgono i livelli di

  • sicurezza dell’unicità dell’utente:
  1. solo utenti certificati dal vivo o teleconferenza (max sicurezza); oppure tramite SPID (ma non conosco i dettagli)
  2. utenti certificati anche in modo automatizzato (via sms…)
  3. utenti non certificati (registrati via mail).
  • e il livello di accessibilità:
  1. libero
  2. previa accettazione dell’admin, o di altri utenti
  3. con parola d’ordine

Il livello di sicurezza/accessibilità del miniliqui è segnalato pubblicamente. Così massima libertà.

Potrebbe collegarsi con la proposta di un liqui feedback per i curiosi dell PP

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Perplesso, mi sembra che potenzialmente si configuri un carico eccessivo di lavoro per gli admin della piattaforma. Fornire servizi di questa natura su grandi numeri rischia di essere un impegno gravoso da sostenere. Io poi non strutturerei un’associazione così strettamente legata a LiquidFeedback. Se qualche associazione necessita di una istanza Liquid allora procediamo come abbiamo fatto in passato, gli si fa prendere una droplet su Digital Ocean (quindi si smazzeranno le questioni del dominio e della responsabilità ad esso connessa), gli si installa Liquid e lo si fa gestire direttamente a loro. Per quanto riguarda la vicinanza con il PP non mi preoccuperei troppo. Piuttosto, sullo stile A/I, elaboriamo criteri per la fornitura di un servizio. Se serve un nome pronto all’uso io posso mettere a disposizione il marchio “Rizomatica”. Ho già un dominio e una pagina facebook. Inoltre, come Rizomatica, ho già fornito il servizio di bilancio partecipato tramite Liquid al comune di Desio (questo è il secondo anno consecutivo), per cui avremmo qualcosa già da mettere in curriculum. Bene il focus su “partecipazione democratica digitali” nei quali però vedo non solamente strumenti di voto ma strumenti che allargano la partecipazione democratica e la trasparenza.

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sì facciamo l’associazione, io posso fare il sito web, come si fa a prendere il 5 per mille?

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Richiedere/Iscrizione+elenchi+5+per+mille+2016/InfoGen+5permille2016/

ok allora facciamo l’associazione