Sul partito di dirigenti, diritto al voto e Tim Berners-Lee

Io mi sono avvicinato al PP, per la democrazia liquida, , perché penso che sia l’unica alternativa alla DR, non solo per il partito ma per tutta la UE. Pensavo che l"idea del PP fosse sfruttare la DR per eliminare un giorno la DR. La DL per me era un segno di distinzione, il marchio di fabbrica.

Se devo stare in un partito con venature ecologiste, impegnato contro il cambiamento climatico, europeista, federalista e contro i monopoli me ne vado in +EU,dato che tutte queste premesse li ci sono,solo che almeno sono democratici, cosa che credo stia venendo meno qui.

3 Mi Piace

ma la democrazia liquida continuerebbe ad essere parte del progetto pirata, come prenderebbero le decisioni altrimenti i pirati? oppure stai dicendo che il compito del partito pirata è quello di abbattere la democrazia rappresentnativa? Perché in quel caso sarebbe un progetto eversivo, sicuro che è quello che cerchi?

Io credo che la DR sia un problema, e dico altro, che se il PP non avesse l’idea di portare la DL in Europa sarebbe molto, ma molto simile agli altri partiti “libertari” europeisti.

Io il concetto di eversione francamente lo accosto solo a chi vuole instaurare una dittatura, un totalitarismo, nell’altro caso, il 90% della mia libreria è piena di autori eversivi, uno tra tutti Murray Bookchin.

1 Mi Piace

mmm, mi sfugge il senso del “portare la DL in Europa”. In che senso? Possiamo utilizzarla in determinati ambiti ma come pensi di cancellare le democrazie rappresentative per imporre quella liquida?

Quando un partito con la DL raggiunge una maggioranza schiacciante e tutti i suoi elettori votano nella DL, di fatto il paese è guidato dalla DL senza aver fatto niente di eversivo

1 Mi Piace

Devo ammettere che tutto l’intervento che va da qui

a qui

andrebbe stampato negli annali della Costituente permanente del partito pirata. E anche la parte che va da qui

a qui

per quanto presenti molti, troppi punti A mio parere discutibili rappresenta comunque un interessante punto di vista. Ho molte perplessità invece, per usare un eufemismo, su tutta la parte che vada qui

a qui

In quanto la cooptazione, che è pur sempre un metodo per ampliare la comunità, è comunque uno dei metodi più pericolosi perché tende a privilegiare quelli che sono in grado di fare una bella figura, i più affascinanti e, a volte, proprio quelli più belli esteticamente parlando, facendo leva su alcuni meccanismi delle teste migliori che trovano fondamento proprio nella parte meno eccellente di quelle teste. In caso estremo di ladylike, è sintomatico proprio di questa tara selettiva… Basta vedere come non solo il buon Bersani si sia fatto infinocchiare dall’approccio giovanilista passivo e accomodante della propria portavoce, ma come anche lo stesso paraculissimo Rignanese a causa dell’eccessiva fiducia attribuita alla veneta signora abbia con ciò perso il Veneto e (ironia della sorte che lo ha visto dare eccessiva fiducia anche a un altro illustre omonimo) portato alla quasi distruzione del principale gruppo industriale pubblico del comparto difesa… Pertanto… Cooptazione? No grazie!

per capire: per passaggio a DL, prendendo l’Italia come esempio, intendi un LQFB aperto a 50M di persone che discutono / votano mozione per mozione?

1 Mi Piace

Non saprei veramente cosa risponderti. Penso che in questo momento al di là del valore della democrazia liquida il compito principale di ogni Democratico ancora sul campo sia quello di combattere fino alla morte nella battaglia di retroguardia che deve difendere la democrazia rappresentativa dagli attacchi delle peggiori oligarchie

certamente la cooptazione ha i suoi punti deboli, però puoi sempre cercare di agire con lucidità e mettere in campo difese per limitare gli effetti più negativi. D’altronde non è che le persone non siano comunque sensibili al fascino dei candidati, stiamo parlando di fenomeni che appartengono alla natura umana e non sono propri della cooptazione. Comunque io la ritengo un’ opportunità per casi come il nostro, soprattutto perché la risorsa “partito” è replicabile e non detiene alcun monopolio, quindi non ne farei una questione di democrazia ma di modalità organizzativa efficiente.

No, penso ad ogni municipio che si auotgestisce in questo modo, quindi ad una democrazia diretta su base municipale, su base nazionale con delegati.

i delegati come e da chi vengono scelti? nomina / elezione / altro?

la durata della delega è temporale / per cluster di mozioni / altro?

Non dico che questo non sia necessario,anzi tutt’altro, ma se questo è il fine, allora ci sono già altri partiti con strutture più avanzate per farlo.

1 Mi Piace

Quali? Quelli che hanno votato la modifica costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari? O quelli che hanno provato a farlo nell’ultima legislatura eliminando il Senato elettivo? Oppure quelli che se ne escono ogni tre per due dicendo che dovrebbero votare solo quelli intelligenti? O Forza Italia? Oppure la sinistra e la destra extraparlamentari (come lo siamo noi…)? Il punto è che questi partiti di cui parli non esistono o stanno lavorando esattamente nella direzione opposta…

1 Mi Piace

Veramente contrari erano PD, Leu, +EU, Verdi e se non erro anche Volt e Diem

PD Montiani e Boniniani hanno già dato alla legislatura precedente con la riforma del #bastaunsì e quelli di LeU hanno assecondato la riforma costituzionale fino a quando non è passata in parlamento e poi l’hanno combattuta solo per dare addosso a Renzi… Volt e Diem, non so chi siano ma non sono in parlamento, vero?

Ti manca +EU che si è schierata contro questa porcata.

Non lo sono, ma sono anch’essi movimenti pan-europeisti, al pari del Pp

Sulla carta, sulla carta…

Ma che, se non sbaglio, è costituita da personaggi che si sono sempre schierati a favore della vecchia riforma renziana e che non mancano mai di far notare Come Bisognerebbe togliere il voto all’elettorato meno avveduto…

Trovami una dichiarazione di un esponente di +EU in favore dell’epistocrazia

Si presentano alle elezioni in più paesi europei con il solito programma, non mi pare solo sulla carta. Il punto è non rinunciare a ciò che ci differenzia.