Reddito di XXX: spiegone

Quelli che seguono sono perlopiù fatti. Le opinioni personali stanno in fondo, e mi paiono semplicemente la logica conseguenza dei fatti.

Il Reddito di Esistenza non esiste in nessun posto al mondo

Perlomeno se per RdE si intende ciò che in inglese chiamano UBI (Universal/Unconditional Basic Income), ossia una somma di denaro sufficiente a coprire la soglia di povertà, elargita su base individuale a tutta la popolazione residente in un determinato territorio, dalla nascita (o per i più “realisti” a partire dai 18 anni) fino alla morte, indipendentemente da qualunque condizione.

Sono stati fatti, quello sì, diversi esperimenti, ma già il definirli tali è un ossimoro. Per definizione un esperimento è limitato nel tempo e circoscritto nello spazio e -in questo caso- nella platea di persone beneficiarie.

In India l’esperimento riguardò alcuni villaggi tra i più poveri e durò pochi mesi.

In Kenya l’ONG Give Directly ha cominciato ad elargire -e lo farà per i prossimi 9 anni- un Basic Income a circa 3000 persone, scelte tra i villaggi più poveri del Paese (quindi NON a tutti e NON per sempre).

Peraltro, in entrambi i casi si tratta di esperimenti ancor più “farlocchi”, per il semplice fatto che i soldi dell’esperiemento sono arrivati dall’esterno. Non è il governo Keniota che ha finanziato il Basic Income, ma una ONG occidentale che ha raccolto 50 milioni di dollari da donazioni volontarie.

E veniamo subito all’Alaska, visto che viene sempre tirata in ballo in questi casi. Se scrivete “Alaska reddito di cittadinanza” su un qualunque motore di ricerca troverete nei titoli cose come “2000$ a testa”, “Il Basic Income non disincentiva dal lavoro” e altre analoghe frasi a effetto ai limiti del click-baiting. Bene, sappiate che quei 2000$ sono A N N U I, non mensili. Il che permette di liquidare gli “eureka!” per il fatto che la gente non lascia il lavoro con un solenne “Grazie al cazzo”, visto che 166$ al mese dubito possano coprire la soglia di povertà in Alaska.

[Piccola parentesi. Qualcuno di voi ha visto il film dei Simpson? Beh, per chi non l’avesse visto ecco la trama: Homer combina un casino più grosso del solito, talmente grosso che è costretto a lasciare Springfield con tutta la famiglia per sfuggire al linciaggio. E dove scappano? In Alaska. C’è una scena del film in cui Homer arriva al casello, e il tizio gli dà 2000$ in contanti dicendo “Benvenuto in Alaska”. Homer risponde “Era l’ora! A proposito: perché?”, e il tizio risponde qualcosa come “E’ la cifra che ci danno le compagnie petrolifere per permettere loro di devastare il nostro splendido paesaggio”. Lo dico giusto per offrire un punto di vista diverso -e particolarmente prezioso: quello della Satira, scritto volutamente maiuscolo visto che si parla dei Simpson- su questa storia di finanziare l’UBI con i soldi delle tasse delle multinazionali, ad es. quelle del petrolio].

Il reddito minimo garantito

also known as RMG. Questo sì che esiste in svariati Paesi europei: anzi, è da diversi anni che l’Europa chiede -invano- all’Italia di dotarsi di uno strumento analogo. Il RMG si basa sul principio che lo Stato integra la parte mancante del denaro che manca all’individuo -o al nucleo famigliare- per arrivare a coprire la soglia di povertà, senza ulteriori criteri. Ergo, se Tizio guadagna 400€/mese e la soglia di povertà è 600€, lo Stato ci mette i mancanti 200. E’ di questo che si parla quando si cita il “reddito di cittadinanza” alla finlandese, misura introdotta non a caso da un governo di centro-destra e giustificata principalmente con la volontà di snellire l’apparato burocratico e dunque il costo dello Stato (vd articolo a riguardo).

Ergo, il RMG si rivolge non a tutti, ma solo a chi non arriva alla soglia di povertà; e tuttavia, in quest’ultima categoria, non fa distinzione tra chi lavora e chi no (con ciò ammettendo che lavoro e reddito al giorno d’oggi non sono più consequenziali).

In Italia un RMG sarebbe economicamente sostenibilissimo (come ha spiegato Fumagalli in diversi articoli, soprattutto QUESTO: costerebbe tra i 15 e i 20mld di euro l’anno), “semplicemente” accorpando le svariate forme di sostegno al reddito che già esistono ed eventualmente integrando con pochi altre correzioni -tutte comunque trovabilissime in un bilancio come quello italiano, dove gli sprechi e le clientele varie non hanno mai smesso di far danni).

CONCLUSIONI

  • Cosa succederebbe se in un Paese venisse introdotto l’UBI? Quali effetti avrebbe sul lavoro? La verità è che non possiamo saperlo, visto che -ripeto- in questi termini non è mai stato sperimentato da nessuna parte. Possiamo fare delle ipotesi, cioè che la gente smetterebbe di lavorare, o che non smetterebbe affatto. Ma si tratta appunto di ipotesi.

  • Se il Partito Pirata vuole avere anch solo una minima chance di essere preso sul serio, dovrebbe proporre poche e semplici cose per riformare il welfare, il lavoro e l’economia in generale:

  • Introduzione del RMG al posto di tutte le varie forme di sostegno al reddito (famlistiche, paternalistiche, burocratizzate e talvolta anche clientelari e soggette a corruzione) che già esistono

  • Riduzione drastica del cuneo fiscale (che è ciò che davvero funziona per creare posti di lavoro. Gli ultimi anni lo dimostrano. Anche qui: basterebbe accorpare tutti i vari incentivi alle imprese che già esistono e ridurre complessivamente per tutti il cuneo fiscale)

  • Riduzione a 2 o 3 delle forme contrattuali previste, con l’obiettivo comunque di far sì che TUTTI i rapporti di lavoro siano tutelati e con diritti precisi, e possibilmente duraturi

  • Eliminazione di monopòli e oligopòli, nonché di tutte quelle rendite di posizione (in ciò s’inserisce la revisione delle leggi sulla proprietà intellettuale) e degli albi professionali, cosicché la gente più che “cercare” un lavoro possa “farselo”.

Tutto ciò è quello che Falkvinge chiama Swarm Economy, l’economia dello sciame. Uno scenario in cui la gente, “di default”, si chieda “cosa voglio fare” e abbia la possibilità di provarci, senza l’incubo di finire a rovistare nell’immondizia se le cose vanno male.

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Mi sembra un buon riassunto del problema, però l’articolo che posti è del 2011. Qui mi sembra che Fumagalli stia correggendo il tiro

In realtà no. Quell’articolo su Comune Info è un estratto dal QR8 (che sta qui). Il suo intervento sta a pagg. 54 e seguenti. Segnatamente, a pag. 58 spiega:

Tra queste due alternative, riteniamo che una terza proposta possa farsi strada e fa riferimento alla definizione di un criterio di accesso. Il reddito di base rimane incondizionato dal punto di vista degli obblighi e delle contro- partite ma è vincolato solo dal livello di reddito percepito nel presente. Ciò significa introdurre un criterio di gradualità, che inizialmente limita la pla- tea dei possibili beneficiari solo a coloro che si collocano al di sotto di una certa soglia di reddito (comunque non inferiore alla soglia di povertà rela- tiva). Come sottolineato nel precedente punto 4, tale soglia deve esser fis- sata in termini relativi, così da crescere nel tempo e ampliare la platea dei beneficiari.

Poche righe sotto conclude che costerebbe una 30ina di miliardi di euro l’anno. Insomma, se ne rende conto anche lui che tra i desideri e la realtà ci sono di mezzo cose come il debito pubblico colossale, la situazione internazionale etc.

Hey ma con il nostro piano di recupero del sommerso col Taler quei 30 miliardi li raccogliamo in due mesi :smile:

Comunque direi che attorno alla proposta sul RdC o RMG è giusto fare il punto e chiarire bene (almeno per ora) qual è la nostra proposta. Prendiamoci qualche settimana per studiare meglio il problema, possiamo anche contattare quelli di BIN e poi formalizziamo la posizione del Partito, magari con una mozione su LqFb. Che ne dite?

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La faccina sorridente in chiusura direi che é il miglior commento alla parte precedente

oi, ma guarda che io ripongo grande fiducia nel Taler. Ci si vede domani c/o Diem25 :wink:

Un buon artiolo che spiega perché il reddito di esistenza continua a rimanere un obiettivo ma anche perché pragmaticamente occorre partire dal RMG. Credo che questa posizione dovrebbe essere parte della nostra proposta.

D’accordo sull’elenco dei dati di fatto. Ma cosa ne è dei seguenti potenziali problemi di questa PdL RMG per esempio?

Critica al Reddito Minimo Garantito

  1. L’RMG viene erogato solo a chi non ha lavoro. Questo farà da incentivo a non prendersi un lavoro di seconda scelta e piuttosto darsi al lavoro in nero. In Germania è un problema serio.
  2. Di conseguenza lo stato introdurrà misure di sorveglianza dei sussidiari, un ulteriore passo verso 1984. in Germania già adesso i poveri richiedenti di Hartz IV hanno subito gravi perdite di privacy.
  3. “Non aver maturato i requisiti per il trattamento pensionistico” significa che chi ha lavorato una vita per la sua pensione è svantaggiato. Nel caso del reddito d’esistenza, chi è qualificato per la pensione riceve un reddito superiore di chi non lo è.
  4. Col “contributo parziale o integrale per fronteggiare le spese impreviste” si introduce arbitrato. Ci saranno burocrati (come è già il caso in Germania col HartzIV) che decideranno del benessere dei sussidiari.
  5. “La proposta, infine, prevede che il reddito minimo decada se […] si rifiuta una proposta di lavoro offerta dal Centro per l’impiego territorialmente competente, che non sia congrua al salario precedente, oppure che disti più di 50 km dal luogo di residenza e alla professionalità acquisita.” <- in pratica il RMG non soddisfa l’articolo 22 dei diritti umani.
  6. Particolarmente grave per coloro col titolo di lavoro, che saranno persone di minore qualificazione, i burocrati, a decidere della qualifica del lavoro a loro assegnato.
  7. Trattandosi di dati privati dei cittadini è impossibile rendere trasparente l’operato della burocrazia che li tratta, perciò non può esserci una possibilità per i cittadini di controllare il corretto funzionamento di tale sistema di welfare - un invito agli sprechi, agli abusi, all’arbitrio, alla ruberia. Alla fine tutti risulteranno nullatenenti eccetto i poveri.
  8. Per poter usufruire di sostegno come nei testi di proposte di legge circolanti si attende un anno e mezzo per dichiararsi povero, mostrando dichiarazione redditi. In quel periodo la copertura manca. Questo approccio, senza adattare le premesse del mercato lavorativo, riduce ulteriormente la competitività di questo paese invece di migliorarlo.
  9. “Nessun intervento correttivo nella situazione dei lavoratori può funzionare se non si interviene correttivamente anche per chi il lavoro lo fornisce. Solo una proposta equilibrata sui due lati della medaglia può funzionare. Senza dimenticarsi del terzo incomodo, le banche e la finanza.” dice gianppit

Critica alla proposta di San Precario

Dopo avere letto l’articolo su FQ la critica è sostanzialmente la stessa come al RMG, visto che anche San Precario è inteso ad essere erogato solo a chi è sotto una soglia: Si presenta lo stesso problema di dimostrazione della propria povertà, il pericolo di arbitrio da parte delle autorità, di possibilità di truffa e di mancata motivazione a lavorare (visto che comunque si integra a 600 mensili). In pratica la proposta di San Precario è molto simile al Hartz IV tedesco, nonostante il nome che indica il contrario (reddito di base incondizionato). La genialità nella proposta di San Precario è che tutti questi problemi non vengono nemmeno accennati.

Fumagalli saprà sicuramente elencare le differenze del suo modello con il Hartz IV, ma se non prevede di erogare il reddito a tutti senza eccezioni sta chiedendo di creare una burocrazia che per natura dei dati che tratta non sarà trasparente e controllabile e perciò potenzialmente il più grande incubo di corruzione dal dopoguerra. Se funziona male in Germania non mi aspetto certo di meglio in Italia.

L’idea fondamentale dell’UBI/BGE/RdE è di erogare i soldi senza alcuna burocrazia a tutti i cittadini in vita e di adattare i parametri del sistema economico per compensare all’apparente “spesa”. Pistono ci ha presentato i dati per il quale tutti i sistemi che erogano solo dopo intervento burocratico generano costi più elevati e problemi di implementazione (il modo gentile per dire corruzione).

Certamente il RdE è finanziabile solamente con la ridistribuzione e come sappiamo da tutti gli economisti tale ridistribuzione è necessaria per recuperare il sistema economico a prescindere del welfare. Perciò non esiste alcuna ragione per orientarsi a misure di welfare che peggiorano la situazione come il RMG. Non so come Fumagalli abbia potuto pensare che un RdE non implichi la ridistribuzione dall’alto, ma se non lo ha fatto è un problema suo e del gruppo milanese.

Se riorganizzi l’economia democraticamente in modo che ci siano 600€ per tutti gli individui, sempre, non ci sta alcuna perdita… prendi i soldi dall’alto e li distribuisci equamente. Se invece dai il potere ad una burocrazia di distribuire i soldi a chi considerano legittimo avrai milioni di abuso ed ingiustizia garantita. L’RMG non è un passo intermedio ragionevole dato che causa danni e riduce la predisposizione ad introdurre un RdE.

La differenza tra i due modelli è che nel RdE non ci sono perdite, perciò non importa quanto la somma può sembrare astronomica – finchè resta sempre all’interno dell’economia del paese non esiste alcuna perdita, solo un aumento di giustizia economica.

Critica al Reddito di Cittadinanza

Purtroppo anche il “Reddito di Cittadinanza,” come proposto dal M5S, intende solamente integrare chi non guadagna abbastanza, piuttosto di essere veramente “incondizionato” e riformare l’intero apparato economico - perciò anch’esso soffre del problema della nuova arbitrazia senza trasparenza.

Visione globale

Se lasciamo che il mondo progredisca come sta facendo ora, aumenteranno i fenomeni climatici (alluvioni, terremoti, siccità), la perdita di terreno fertile (desertificazione e l’aumento del livello del mare) e la conseguente incapacità di sfamare l’umanità e si arriverà alle guerre per i privilegi e le risorse.

Il consumo globale di gas, petrolio e carbone è raddoppiato dagli anni 70. Mentre le risorse scarseggiano, la sete di energia è prevista di raddoppiarsi entro il 2030. Tutti gli sforzi che abbiamo fatto per limitare l’uso del nucleare e gli sforzi che faremo per fermare la pratica del fracking saranno futili dal momento che la sete di energia sormonta qualsiasi ragionamento morale.

Il RdE in combinazione con la rivoluzione lavorativa e l’introduzione di un modello economico veramente sostenibile che incanali la sete di guadagno delle multinazionali in un corsetto di ragionevolezza ambientale e sociale è l’unico progetto che conosco che potrebbe disinnescare la miccia al pianeta. Per realizzarlo dobbiamo cacciare la democrazia rappresentativa dalle poltrone e conquistare il mondo con la democrazia ragionevole e scientifica.

Vedi anche: — [i1888: Reddito d’esistenza: Un ‘new deal’ economico] (https://agora.partito-pirata.it/initiative/show/1888.html) del 2012-10. — i4719: posizione partito pirata italiano su reddito esistenza x confronto europeo — Tabella di prova: http://my.pages.de/rde-calc.htmlFattibilità del reddito di esistenzaReddito minimo, di cittadinanza, di dignità, di esistenza, di inclusione attiva, di inclusione socialeSussidiarietà e Federalismo in rapporto al libero mercato

Sono anni che non avete apportato argomenti convincenti ad introdurre una mostruosità di burocrazia che introduce incentivi alla corruzione ed al lavoro in nero solo per evitare che si faccia ridistribuzione dall’alto…

In realtà per come l’hanno presentata il RMG è una integrazione al reddito, cioè lo puoi prendere anche se hai un lavoro ma è ovvio che avrebbe senso soltanto se poni anche un salario orario minimo (altrimenti avresti diminuzione degli stipendi). Sono d’accordo sul fatto che il RMG significherà un mare di burocrazia e clientele, nonché corruzione. Questo è scuramente il punto debole di questa proposta. Ma l’laternativa è quella di partire con un contributo universale di 40 euro. Ora, questo RdE dovrebbe coprire e sostituire alcuni aspetti del welfare, come vari sussidi di disoccupazione ecc…, come puoi presentare una proposta politica che mette sul piatto 40 euro? Attenzione perché tu parli di una economia convertita in maniera democratca, che secondo me è quello che dovrà succedere, ma i tempi per compiere questa transizione potrebbero essere più lunghi del previsto. Ricordati anche che, a differenza della germania, in italia non ci sono forme di sostegno al reddito su base universale (sebbene condizionata) per cui sarebbe un passo epocale per questo paese sancire che non puoi avere un reddito inferiore ad una determinata soglia. Io ribadisco che rimango favorevole all’UBI e credo che questo dovrebbe essere il nostro faro, ma come forma transitoria dovremmo puntare su qualcosa di immediatamente disponibile. I soldi per un RMG ci sono, e avrebbero un impatto forte sulla società sopattutto perché non sarebbe quella sorta di workfare proposto dal M5S. Infine sarà difficile sostenere una riforma diversa se non c’è nessun economista italiano che la supporta e se persino Fumagalli che è partito dal RdE è stato costretto a dirottare sul RMG, al netto delle debolezze che giustamente tu sottolinei, un senso ci sarà pure. Queste discussioni sono intriganti però facciamo anche uno sforzo di concretezza, dobbiamo presentare proposte che abbiano credibilità e coperture, dobbiamo essere attendibili, proviamoci.

Perché? Ho proposto in varie occasioni di fare la modifica dei contratti esistenti al giorno 1. gennaio 20XX in contemporanea con l’introduzione del RdE. Fatto. Problema risolto.

Ma quello è un discorso completamente diverso, no? I sussidi e lo stipendio minimo.

Mi pare che qui siamo in quel partito dove i dati si danno alla mano.

Stai offendendo @Silvan che ha scritto mezzo libro a riguardo, e noi che non lo abbiamo ancora letto e discusso…

problema risolto? se hai un contratto in essere non lo puoi modificare di imperio così per così, e poi fino al 20XX che fai?

no, sono collegati. Il RMG (o il RdE) sostituirebbero molti degli attuali sussidi

appunto, nella propsta di BIN i dati sono pubblicati e li posso vedere, ci fai vedere i tuoi con tanto di coperture finanziarie?

questa non l’ho capita :slight_smile:

Una cosa che renderebbe molto più appetibile - e forse anmche sostenibile - il RdE sarebbe permettere ai datori di lavoro (aziende e Stato) di abbassare corrispondentemente i salari.

Del tipo : lo stato da 600 euro al mese incondizionati ad ogni cittadino. Se io lavoro, questi 600 euro li prende il mio datore di lavoro. Se io non lavoro, li prendo direttamente.

Un regalo alle aziende? Si, ma considerate alcuni punti:

  • uno dei maggiori datori di lavoro è ko stato stesso
  • si potrebbe in parte compensare questo regalo eliminando svariate forme di contributo alle imprese volte a ridurre il costo del lavoro, cosa che un provvedimento del genere indubbiamente farebbe
  • si rdurrebbe il costo del lavoro, rilanciando l’economia e generando maggiori entrate per lo stato
  • se l’azienda mi offre una miseria come stipendio (tipo 200 euro aggiuntivi al mese per un lavoro di 30 ore alla settimana ) io posso sempre licenziarmi, tenermi i 600 euro e cercare altrove un lavoro migliore. Quindi le aziende che vogliono assumere dovranno competere tra di loro sulle condizioni di lavoro (economiche e non), Quindi non ci dovrebbe essere sfruttamento. Non dovrebbe esserci neanche bisogno di una paga minima oraria.

Quali sarebbero i difetti di una cosa del genere ?

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non funziona così, se vuoi aiutare le aziende le devi detassare, invece nel modo che suggerisci rischieresti di far pagare alla collettività il costo di imprese tenute in piedi al solo scopo di raccattare retribuzioni. Ad esempio io ho un’azienda e assumo chiunque non riesca a trovare un lavoro e mi spartisco il grano con il risultato di togliere il reddito pieno alla persona e intascarmene la metà, droghi il mercato e non so se tutto ciò verrebbe considerato un aiuto di stato non consentito. L’idea che per rilanciare l’economia dei paesi occorra abbassare i salari è smentita dalle economie più fiorenti (es Germania) che hanno elevati welfare e gli stipendi più alti di europa. E il costo del lavoro non è poi così tanto inferiore a quello italiano. Per quanto riguarda la potenzialità di contrattare con l’azienda il RdE è già di per sé un buon punto di partenza dalla parte del cittadino. Se ho garantito 600 euro al mese e me ne offri 200 per un mese di lavoro rinuncio allo stesso modo. Infine perché non contempli il fatto che con un RdE le persone potrebbero intraprendere loro stessi un percorso di auto imprenditorialità? Magari mettendosi assieme e utilizzando il gruzzolo per far partire una attività autonoma.

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E chi si farebbe assumere per 300 euro sapendo che da disoccupato ne percepisce 600? Gli italiani sono pure familisti amorali, ma scemi no. Un azienda per assumere dovrà necessariamente offrire uno stipendio superiore al reddito di esistenza. Il contributo alle aziende lo si potrebbe anche dare in forma di defiscalizzazione, così si evita un giro inutile di denaro.

Aiuto di stato indebito? Forse, ma allora lo sarebbe qualunque forma di incentivo all’occupazione.

Certo, i cittadini possono anche effettuare attività in proprio, continuando a percepire il reddito. Ho parlato di reddito incondizionato, no?, Quindi andrebbe anche ai milionari. Questo può risultare impopolare ma comunque non impatta più di tanto sui conti totali, visto che sono pochi e comunque restituire berlo in tasse la metà di quanto percepito.

avevo frainteso un passaggio del tuo post, ad ogni modo l’idea che l’azienda si tenga il reddito destinato al lavoratore non la capisco.

Una cazzo di legge, magari europea, certo che può modificare i contratti di lavoro esistenti. Sono questi i blocchi mentali che impediscono ad alcuni di noi di immaginare come potrebbe funzionare. Fino al 20XX? Beh per me 20XX può anche essere 2019— dipende dal resto della politica se vuole risolvere 'sto problema o no. Se lo vuole risolvere, ecco un modo di farlo che non è indecente.

Si, ma lo stipendio minimo in senso di minimum wage non è un sussidio, è uno strumento per provvedere garanzie a chi il lavoro ce l’ha. Uno degli strumenti per rendere meno peggio il mercato lavorativo odierno, ma nessuna soluzione a lungo termine. Grazie alla pressione esercitata dalla globalizzazione alla fine neanche funziona perciò si va a finire a fare i posti di lavoro ad 1€ l’ora, integrati con i sussidi. Tanto vale lasciare stare di lavorare, no?

Ci sono incluse le perdite per corruzione e lavoro in nero? Sono quantificabili? Se non ci sono, allora quelle cifre sono fuffa. Distrazione. Il dipinto di un’Italia onesta che non esiste.

La differenza tra i due modelli è che nel RdE non ci sono perdite, perciò non importa quanto la somma può sembrare astronomica – finché resta sempre all’interno dell’economia del paese non esiste alcuna perdita, solo un aumento di giustizia economica.

Ti accorgi che c’è un vantaggio strutturale fondamentale?

Le cifre e le cifre sono approssimative e simulate, ma alla fine non sono importanti se non c’è modo che si manifesti alcuna forma di fuga. La cosa sulla quale ci dobbiamo concentrare è che il nostro modello non offra sotterfugi e possibilità di creare ingiustizia. Se possiamo garantire ciò, è impossibile che le cifre non tornino.

Si, l’RdE permette questa cosa, ma non nel modo che descrivi. Dato che i salari non hanno più lo scopo di sostenere l’esistenza possono variare liberamente sul valore reale del lavoro svolto — e i lavoratori possono scegliere liberamente se ritenere lo stipendio adeguato. La legge che adatta gli stipendi al giorno di attuazione è solo per rendere la vecchia economia compatibile con quella nuova, poi da li tutti si può evolvere…

Si, ma anche no dato che la proposta che abbiamo teorizzato in passato contiene anche nuove tasse sui materiali primi, specialmente quelli che arrecano danni ecologici o salutari. Gli altri vantaggi che elenchi sono tutti anche nella nostra proposta.

Si ma appunto smentita perché la Germania ha introdotto strumenti economicamente equivalenti al RdE (HartzIV, Minijobs, 1€-Jobs, sussidi integrati del cazzo ecc), ma senza introdurne i vantaggi logistici quali l’eliminazione della burocrazia, l’eliminazione dell’incentivazione del lavoro in nero — di quelli etici neanche a parlare. Perciò l’RdE avrebbe lo stesso effetto di rilanciare l’economia dato che abbassa le spese per le ditte che non fanno porcherie senza abbassare la qualità di vita dei cittadini. È la stessa cosa, ma fatta meglio— molto meglio.

Rispondiamo anche a questa classica FAQ. I milionari ci pagano molto di più che ci guadagnano, dato che sono coloro che in futuro non ricevono più i dividendi bensì lo stato per finanziare l’RdE. Si può anche chiamarle tasse — economicamente cambia poco, ma hanno ragione quelli di DiEM che i “dividendi dell’automazione” sono una narrativa più azzeccata. Perciò per loro l’RdE è una spesa più che un reddito.

In passato abbiamo anche discusso come l’RdE può essere coperto dal recupero del nero. L’RMG no, dato che incentiva ulteriore lavoro in nero — l’RdE invece si, dato che alle ditte non conviene più il lavoro in nero, e neanche ai cittadini. In pratica con l’introduzione di una tale legge, il nero evapora nel giro di pochi mesi: troppo costoso oppure troppo poco soddisfacente e comunque troppo rischioso di essere beccati dalle autorità per così poco guadagno.

ok però non prenidamoci in giro, non esiste un modo per quantificare in maniera attendibile il costo della corruzione, mentre sul sommerso abbiamo dati più attendibili. Comunque io ho capito che tu utilizzi il RdE per bypassare questo problema ma a rigor di logica dovremmo tenere questi problemi separati l’uno dagli altri.

Ma non abbiamo la sovranità monetaria per stampare tutta la moneta che vogliamo, questo ragionamento avrebbe potuto essere valido 20 anni fa, al netto dell’inflazione che scatenerebbe, ma oggi non lo puoi fare. Se vuoi finanziare il reddito di esistenza devi avere coperture finanziarie.

A rigor di logica il bello del RdE è che il problema del nero e della corruzione non si manifesta, perciò non c’è nulla di più miope che di ignorare questo vantaggio a prescindere di qualsiasi acrobazia matematica. Considera che gli acrobati della matematica dell’economia sono quelli che ci hanno apportato questa merda di economia mondiale che abbiamo. Sono i Friedman della situazione con le loro balle astronomiche presentate in modo talmente demagogico ed accattivante che hanno fatto applaudire intere generazioni… ma non c’era nulla di real-politico al loro fondamento. Hanno costruito un’economia di cifre e numeri sulle follie false dichiarate assiomi.

Il piano RdE non contiene alcun intervento di questo tipo. Si adatta automaticamente alla quantità di contante in circolazione.

Anche tu con questa idea fallacia che la ridistribuzione delle ricchezze scatenerebbe un’inflazione? Ma te la sei mai guardata la mia tabella? Mi spieghi da dove salterebbe fuori l’inflazione se una famiglia invece di 4300€ al mese ne avrebbe 4450€ ?

Quanti anni stiamo discutendo e non riesci a staccarti da questa prospettiva sbagliata. Stiamo parlando di una ridistribuzione. Non esiste alcuna spesa, di conseguenza non esiste alcuna necessità di copertura. Stiamo parlando degli stessi soldi che nel nuovo mercato lavorativo-sussistenziale sono distribuiti meglio che nell’attuale. Continui a cascare nelle trappole mentali degli oppositori al UBI/BGE/RdE… quelli che fanno finta come se la riorganizzazione dei soldi non avrebbe conseguenze per i soldi esistenti, e perciò ne servono nuovi. Basta! Studiati questo cazzo di modello UBI e comprendilo finalmente! Sono anni che stiamo qui, come è possibile che ancora non sai di cosa stiamo parlando? :frowning:

Lo sai che ti voglio bene, ma non so se sentirmi coglione che neanche alle persone più vicine riesco a spiegare questo concetto, o se sentirmi offeso che tali persone da anni non si stanno impiegando a studiare bene la proposta e comprenderne la logica e matematica.