Riepilogo delle proposte economiche del PP-IT (mashup)

Consiglio: ho appena letto, ho appena sentito, udito non si usa in questo contesto. Fonte? Grazie.

:rofl::joy::rofl: e se il signor x , felice di non pagare le tasse, venisse linciato dai vicini di casa?..cosa potrebbe mai fare, denunciarli in un tribunale che , se fosse per lui, non esisterebbe? Se non paghi le tasse, non benefici dei servizi … almeno questo … Ma si gioca qui o si riflette con un minimo senso di realtà?

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c’è da chiedersi se ci immaginiamo un mondo dove le persone lavorino per passione e/o responsabilità civile o per semplice denaro…perchè se è la seconda, va benissimo il mondo per come già é

Le aziende possono essere benevole o malevole, possono produrre oggetti utili e relazioni sociali, in armonia con l’ambiente, possono anche schiavizzare i lavoratori/trici e/o affamare il mondo e/o distruggere l’ambiente I ricchi ricalcano le qualità delle aziende “malevole” di cui sono a capo - perchè se non sfrutti uno tra consumatori e lavoratori/trici ricco non diventi, solo benestante- ma nessun accanimento! Sono persone malate , incapaci d’empatia con il prossimo: passano la vita accumulando denaro che non riuscirebbero mai spendere: gli va solo tolto dalle mani quel giocattolo di cui sono tanto gelosi (l’economia mondiale )

Li proteggi perchè sei ricco vero? o forse perchè Parenzo ti ha conquistato? :slight_smile:

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Le persone hanno sempre lavorato per la propria sopravvivenza, è ciò che è sempre successo fin da quando l’uomo era nelle caverne. Prima vi era il baratto, poi si è passati ai sistemi monetari per gli scambi. Gli uomini nelle caverne cacciavano per passione o per semplice voglia di sopravvivenza? Il mondo non è composto da ideali, è ingenuo questo tipo di atteggiamento. Si lavora per guadagnare. Se poi si trova anche un lavoro che ti piace, ben venga.

E senza di loro l’economia mondiale non esisterebbe, così come non esisterebbe il concetto stesso di azienda.

Alla prima domanda preferirei non rispondere perchè potrei tranquillamente far partire una serie di insulti inutili e controproducenti alla conversazione, esattamente come questa domanda. Questo tipo di domande sono fatte solo per buttar su confusione nei discorsi e dovrebbero essere evitare come la peste.

Alla seconda domanda, invece, non so chi sia questa persona.

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David Parenzo, giornalista che secondo me é affetto da coprofilia, visto che in passato ha lavorato in radio con Cruciani e attualmente conduce (si fa per dire) In onda su La7, assieme a Luca Telese (scusate il termine). A me però Parenzo piace ricordarlo soprattutto per i suoi “dialoghi” con Gaetano Saya :heart_eyes:

ma io non comprendo tutta questa idiosincrasia verso il lavoro…sarà che ho iniziato a lavorare a 11 anni, e non vedevo l’ora, d’estate a far la lavapiatti e la baby sitter. E poi la cameriera, e la bracciante nelle vigne, ed ho perfino pulito i cessi con fierezza ed entusiasmo perché guadagnavo ed ero indipendente. Cioè ma veramente che c’avete contro il lavoro? Per me il lavoro non è mai degradante se è pagato adeguatamente. Il guadagno è pari al rispetto che si ottiene per le competenze acquisite: è il riconoscimento della mia prestazione lavorativa. Che non può e non deve essere in tutto e per tutto simile a quella di un altro perché a quel punto sul serio basta un robot a sostituirti. Ma invece non è proprio così, perfino nella pulizia dei cessi non è così: il valore aggiunto umano nello svolgimento di un lavoro non può essere valutato come una routine qualsiasi.

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Nella responsabilità civile , forse erroneamente, integravo il provvedere al sustentamento della società, ma va bene anche aggiungere “la sopravvivenza.”

Passione, responsabilità civile, sopravvivenza. Non siamo più una società di raccoglitori, cacciatori ( potremmo anche tornarne ad esserlo come teorizza Zerzan, ma per quanto sia lui un pensatore interessante, non credo sia una prospettiva possibile.)

Questo è il punto: per la PRIMA VOLTA della storia dell’umanità abbiamo la possibilità di affrancarci MONDIALMENTE dalla mera lotta per la sopravvivenza ( ci sono sempre state piccole enclave di privilegiati a cui era concesso aspirare a ben altro).

C’è infatti una buona nuova, la produttività mondiale è a livelli mai raggiunti, anche troppa ( tant’è che per alimentarla si ricorre a mezzi come i bisogno indotto o l’obsolescenza programmata; si vendono ormai sentimenti: il marketing dice nulla o quasi del prodotto in sè, perchè il prodotto in sè è per le sue caratteristiche intrinseche , spesso e volentieri, di dubbia utilità)…Ieri si lottava contro la natura, adesso si lotta tra uomini, prima era per scarsità di risorse, oggi per una loro cattiva distribuzione.

Il punto , quindi , non è più sopravvivere, ma vivere; c’è , finalmente, abbastanza per tutto il genere umano ( e qui ci si ricollega al caposaldo del reddito d’esistenza) Il punto non è come siamo ora, ma come potremmo e vogliamo essere…altrimenti un partito , un movimento politico, a cosa servirebbe?

Torniamo all’incipit : un mondo in cui si lavora per passione è possibile, mossi da amore per la vita è una gioia anche , semplicemente, provvedere ai più banali bisogni della società …e se non è amore è necessità.

Cos’è che odiamo? odiamo lavorare sottopagati, con orari improbabili, lavorare per non morir di fame quando c’è già cibo per tutti … non certo il lavoro in sè.

Quanti danni economici e fattivi può fare un lavoratore/trice che non ama quel che fa, costretto dal ricatto del mondo del lavoro ad alzarsi la mattina? Stiamo svendiamo le nostre menti , il nostro sudore per i guadagni di pochi , non per il progresso generale: questa è una bestemmia che perpetriamo!

io non voglio fare il marxista a tutti i costi, ma anche sputargli addosso non è cosa bella. Le multinazionali funzionano grazie al lavoro del loro staff, dei propri manager, dell’ufficio marketing e ultimo, ma non per importanza, per il lavoro d’ogni singolo dipendente. Gli azionisti ( i ricchi) semplicemente riscuotono a fine mese. E’ parassittismo e nulla più.

Finmeccanica è un azienda statale, mi sembra che il suo lavoro , nel bene , ma anche nel male, lo faccia egregiamente. Le migliaia di cooperative , anche giganti, che popolano il mondo? Scherziamo?

Tornando al discorso di qualche messaggio fa: quella che questa società “aziendalista” nega è , paradossalmente la libertà di fare azienda e concorrere con le proprie idee… come ci vorrebbero pari diritti di accedere alle risorse prime, ci dovrebbe anche essere pari diritto ad accedere al credito … è un problema di … banche " direttore! quindi che fa?! se io ho un miliardo , le mi presta cento milioni? e se non ho un miliardi no? … ma direttore! se avessi un miliardo glieli darei io cento milioni ! "

non vedo insulti da parte mia ( ci sarebbe anche uno smile )…

si credo che sbagli nelle argomentazioni. Forse le hai maturate da solo, ma le tue idee seguono pedissequamente una retorica neoliberista , vecchia come il mondo, di cui il signor Parenzo ( La Thatcher? Berlusconi? ) si fa portabandiera. Una retorica, ma sopratutto il modello economico, che ha portato alla situazione in cui siamo.

Credo che confutarti sia nei miei dirirtti , no? :wink:

mi fa soridere che difendi a a spada (e proponi) il modello di sviluppo che è già in vigore… in linea di massima questo mondo ti dovrebbe già sembrare un paradiso!..:sweat_smile:

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che modo di leggere la questione limitato ed anacronistico, permettimi!!

Qua non si tratta più di sfamarsi ma di avere una vita di QUALITA’ per TUTTI. Già, qualità e per tutti.
E quindi quando si parla di risorse non ci si può riferire solo alla nutrizione o alla sopravvivenza. E non c’entra nulla il marketing con il desiderio ed il diritto di avere un abitazione dignitosa ed adeguata alle necessità (e già qua cominciano i guai, perché sarà pur vero che ci sono appartamenti in eccedenza, ma quando vai a valutare la dignità nell’abitare in un grattacelo dormitorio grande come una stanza allora il numero delle abitazioni che si possono chiamare tali cala vertiginosamente!), c’è il diritto di vivere in salute (ed anche qua i guai aumentano a dismisura, perché la salute non appartiene nemmeno ai ricchi e tutti vogliono curarsi e curarsi fino a guarire e col cavolo che questa è qualcosa alla portata di tutti! dalla ricerca alla distribuzione delle cure i costi sono enormi e non solo per il marketing) c’è il diritto a poter avere una famiglia dei figli e garantirgli un’istruzione adeguata ed un futuro alla portata dei loro sogni e speranze…Come capperi si può ridurre tutto questo ai desideri indotti dal marketing?

E mi spiace non si lavora per sopravvivenza, perché se così fosse i ricchi ricchi non lavorerebbero, ed invece finiscono a lavorare anche più degli altri. Perché il lavoro è il SALE dell’esistenza.
E già, mi spiace ribadire l’ovvio: o almeno è l’ovvio per chiunque sia stato costretto ad un periodo di forzata disoccupazione. Quello che manca non sono solo i soldi…magari! Quello che manca è proprio avere un ruolo riconosciuto, un compito, una prestazione che ti viene richiesta, il sentirsi parte di un ingranaggio che ha valore anche per il contributo che dai. Perfino i ladri lavorano! E non si può ridurre tutto a desideri indotti al marketing…

Lo so, ma l’hai piazzata come se fosse una risposta a quello che ho detto io mentre parla di quanto abbiamo detto prima ed al quale ti ho già dato conferma. WTF?

Se tu fossi capace di gentilezza lo manderesti in msg privato, ma dato che vuoi solo attaccare le persone fai questi gesti miseri in pubblico. In cambio mi elimini messaggi che sono in tema. Ma che razza di moderazione è questa?

Era un semplice link per rafforzare ciò di cui stavamo parlando, tutto qui

E senza quel capitale tutta la macchina aziendale non funziona. L’azienda è composta da forza lavoro e capitale, non c’è nulla da fare. Vogliamo fare “auto-gestire” le aziende dai lavoratori? Facciamogli comprare i pacchetti azionari ai loro stessi dipendenti allora, non ti ostacolerei se proponessi questo. Non ne sarei entusiasta, però non ti direi di no.

Finmeccanica è UNA aziende statale. UNA. Anche Alitalia, con tutti i soldi ed i salvataggi fatti è essenzialmente un’azienda statale…

E questo è un punto da cercare di risolvere il prima possibile, e l’Europa ha già provato ad avviarsi su questa direzione, all’inizio fallendo poi ha aggiustato un minimo il tiro con i LTRO. C’è ancora molto da fare sotto questo aspetto e se hai ulteriori idee anche migliorative a quelle sono ben accette.

No, non è assolutamente un paradiso ma è il migliore modello di sviluppo che possa esistere al momento ed è per questo che è necessario modificarlo e smussarne le criticità, non distruggerlo e passarne ad un altro.

Sembra tu no mi abbia letto ! :slight_smile:

Qui vorrei specificare:

-avere uno smarthphone è bene

-dover cambiar uno smartphone ogni due anni perchè il sistema operativo di ultima generazione non ci “gira” sù e quello preinstallato senza più compatibilità con le app … è male. (obsolescenza programmata)

-Acquistare un iphone X da 1000€ in quanto status simbol … è male ( bisogno indotto)

indubbio e indubbio…abbiamo le risorse necessarie per una salute di qualità ed accessibile ( non aprirei qui un panegirico sui famosi “big pharma” e sui brevetti…insomma, siamo nel forum del p.p. :slight_smile: ) ed anche quella per produrre abitazioni decorose ( A Roma, ad esempio, i “colpevoli” e le cause che hanno portati ad un urbanizzazione selvaggia son ben noti: mancanza d’un nuovopiano regolatore, continue d’eroghe a quello esistente, rapporti torbidi tra funzionari comunali e costruttori; cito un classico https://www.einaudi.it/catalogo-libri/arte-e-musica/architettura/roma-moderna-italo-insolera-9788806208769/)

non mi hai proprio letto…:see_no_evil:

nota al margine: i ricchi vivono di rendita, non lavorano … . https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_agosto_01/armellini-paghera-50-milioni-tasse-1243-case-mai-dichiarate-fisco-278fae68-194c-11e4-91b2-1fd8845305fa.shtml

https://roma.repubblica.it/cronaca/2014/01/30/news/intervista_angiola_armellini-77257367/ (ho dato voce anche alla “difesa” ) eccoli i ricchi :wink: son fatti così, basta saperli riconoscere!

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…una policy democratica all’interno delle grandi aziende è una battaglia di civiltà…ma per quali meriti i memebri della famiglia Agnelli dovrebbero rivestire ruoli di responsabilità all’interno della FCA (ex-Fiat) ? … la risposta fa accapponare la pelle: perchè hanno il sangue blu, perchè sono figli di…Viviamo in un mondo che segue per larga parte logiche medioevale e non ce ne rendiamo conto … Non si riserva una maglia da titolare al figlio di Maradona … Maradona sapeva giocare a pallone, suo figlio , se vale, lo dimostrerà in campo. Qui non si parla , ribadisco, di panettieri, ristoratori, meccanici, ma di aziende di migliaia e migliaia di dipendenti , con bilanci pari a quelle di uno stato.

Lo propongo :slight_smile: … ma che non li comprassero, che li ricevano! morto il/i fondatori il futuro d’una azienda dovrebbe essere in mano a tutti coloro che conocorrono al suo successo…che perlomeno abbiamo il diritto di sfiduciare i massimi dirigenti qualora questi si dimostrassero indegni del ruolo che hanno, che concorrino ad elezione d’una parte della dirigenza invece che accontentarsi delle semplici, spesso inconcludenti, rappresentanze sindacali.

C’è bisogno di capitale! Il cortocircuito odierno è il medesimo: tanto più alto è il mio capitale inziale, tanto più alte le mie probabilità di accumularne ulteriore; una spirale senza fine (e demoniaca) che porta a dei trsut inviolabili, a dei monopoli de facto. Non si tratta di abolire il capitale (qui di nuovo ti invito a leggere Marx , è lui stesso a dire il capitale NON è eliminabile) … ma di realizzare una società che non ne sia schiava… in cui tutti possano aver diritto d’accedervi … infatti non riesco proprio a capire come tu possa dire

una riforma del sistema bancario come , mi sembra, anche tu auspichi … sarebbe una pugnalata al cuore all’odierno sistema , non un “correttivo” .

mah XD

non sono assolutamente per una statalizzazione forzata , ma lì il problema è tutto politico, non economico ( e qui andiamo nell’ovvio, sistema dei mass media, leggi elettorali inique, conflitti d’interesse etc etc ) Tendenzialmente mi auspico , come credo sia chiaro, l’istituzione di bene comuni economici in una serie di settori strategici, il che è ben diverso d’una loro , mera, nazionalizzazione…

Chiudo dicendo … c’è un liberismo democratico ed uno “borghese”… quello odierno è il secondo dei due…il primo , fin’oggi è stato solo annunciato. Un sistema come quello di oggi è fintamente liberale, mai libertario: segue leggi e regole ferree che imbalsamano la società piuttosto che permetterne lo sviluppo. I capitali non girano, ma rimbalzano tra poche mura, l’economia cresce , ma spesso a scapito di ambiente e lavoratori. Qualcosa non va … no? :slight_smile:

p.s.

onorato d’aver il Suo permesso :exploding_head:

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Con questa frase mandiamo all’aria il concetto di “proprietà privata” e di “leggi sulla successione”. Ottimo.

Toh grazie, andrò sicuramente a leggere di questo scrittore a me sicuramente sconosciuto. Ah, aspetta, non conosci i miei studi e dai per scontato che non abbia letto tutti “il capitale” più volte. Il fatto che Marx disse che il profitto (quale remunerazione del capitale) deve esistere e che non deve esistere l’extra-profitto (ossia il surplus “estorto” agli altri fattori produttivi, per farla molto semplicistica) non significa che abbia ragione. A questo punto, visto che ci stiamo dicendo di andare a leggere autori vari, ti consiglio un libro qualsiasi di macro-economia, nelle pagine relative alla concorrenza perfetta, ti ci potresti ritrovare benissimo in quell’ideologia. Peccato poi che, nella realtà, tale situazione è impossibile da realizzare proprio perchè gli assunti di base alla stessa sono impossibili da avere nella realtà.

Ok, ora, invece di tirare questo tipo di frecciatine ancora inutili… Quale è la tua idea per migliorare l’economia europea? Cosa dovrebbe fare l’Europa per far entrare in circolazione più soldi bypassando le banche? I LTRO sono stati fatti male a quanto pare. Perfetto, proponi allora.

Messo li ad apparire che fosse una risposta alla parte del testo mio che hai citato, mentre non c’entrava niente. È manipolativo uno stile del genere.

Qui nessuno ha proposto di eliminare la ricchezza, solo a limitarla perché il pianeta va allo sfascio se non è equilibrata. L’attuale direzione ci sta portando all’estinzione della specie umana. Un limite alla ricchezza è il meccanismo più importante per arrestare questi sviluppi. Se hai letto HANDY, non ti opporrai, dato che non sto esponendo opinioni ma riflettendo dati scientifici.

Se ci sta portando all’orlo dell’estinzione direi che la tua convinzione è PROFONDAMENTE sbagliata, ma nonostante ciò non stiamo promuovendo di distruggerlo bensì di regolamentarlo tenendo conto di quanto ci insegna HANDY. Considera che la teoria economica vigente è solo teoria, e pure dimostratamente falsa, mentre la scienza dice benaltro. Urge ribaltare certe convinzioni granitiche, specialmente in ambito economico.

Questi ultimi scambi di battute tra @FrancescoAnam e @Mark8 sono particolarmente interessanti. Per quanto paradossale possa apparire, a me pare che siano su posizioni meno distanti di quanto possano apparire a prima vista.

Il punto fondamentale è ciò che sul C4SS chiamano “differenza tra libero mercato e capitalismo”. In estrema sintesi, la tesi di quella gente (che si autodefinisce leftwing pro-market anarchist) è che possa esistere un anticapitalismo di mercato, laddove con capitalismo intendono il sistema economico attualmente dominante. Il quale, secondo loro, non è un mercato davvero libero (nonostante si proclami tale), perché viziato da alcune storture che derivano dall’esistenza e dall’azione degli Stati (del resto sono anarchici). Gli esempi tipici che citano sono (in ordine sparso): proprietà intellettuale, licenze, affidamenti senza gare d’appalto, imperialismo, azioni di lobbying “estremo” e capacità di tenere a libro paga politici e amministratori. Sarebbero queste, e non altre, le ragioni principali del successo economico degli attuali colossi multinazionali (indipendentemente dal settore in cui operano). Rimossi tali privilegi, il mercato sarebbe liberato (usano l’espressione mercato liberato in contrapposizione a libero mercato, usato nell’informazione mainstream). La tesi di fondo (anche se non esplicitamente espressa) è che nel mercato liberato la ricchezza si redistribuirebbe da sola, o quantomeno ci sarebbero molti meno squilibri e concentrazioni di ricchezza.

Ho sempre trovato interessante questa tesi, anche se così a naso mi pare un tantino estrema. Resta comunque il fatto che, come novità “ideologica”, qui perlomeno si pongono i presupposti per una sinistra che non è ostile al mercato e non crede che l’unica soluzione sia lo statalismo e il controllo dirigista centralizzato.

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vedi è proprio questo che non mi convince nel tuo argomentare (e…ti ho letto bene :wink: ) tu stai ragionando in termini di “costo” non in termini di “opportunità”. Si è vero che molti comprano il cellulare come status simbol ma leggere ed interpretare una scelta di costo solo inerente all’idea della proposta di marketing non ti permette di valutare con attenzione le scelte economiche indirizzate al benessere di una popolazione.
Per esempio un cellulare non serve solo a restare in contatto con gli altri ma si usa per lavorare, per garantirsi una sicurezza e per mille altre ragioni. Per esempio alcune funzioni di sintetizzatore vocale non sono presenti nei cellulare più economici. Acquistare un cellulare con sintesi vocale è indispensabile per un non vedente ma diventa indispensabile, per esempio, nella valutazione costi/benefici per chi professionalmente parlando ha la necessità di leggere grandi quantità di documenti e poco tempo per farlo, ed attraverso la sintesi vocale riesce a farlo.

anche in questo hai guardato il contesto solo da un punto di vista, complottista, ma per esempio, e ti faccio un esempio molto pratico, una delle caratteristiche della richiesta di salute del mondo moderno riguarda le cosiddette “patologie rare”.
Attenzione perché la caratteristica di queste patologie rare non è solo quella di essere, in teoria, poco diffuse, ma è soprattutto quella del fatto che su di loro non si fa ricerca, ovvero non si cercano dei farmaci per curarle, proprio soltanto per una questione di costi. Ricercare delle soluzioni sanitarie per una fascia di popolazione contenuta impone, in termini di costo d’investimento, una scelta escludente per una popolazione minoritaria che ne determina, però, la privazione del sul benessere, e della possibilità di essere curati. Ma questa privazione potenzialmente si ripercuote anche sulla maggioranza, perché ciò che è raro oggi potrebbe non esserlo in futuro e, soprattutto, ciò che rappresenta la scoperta di una cura rara oggi potrebbe rappresentare un primo passo per un benessere allargato alla maggioranza per il futuro.

bah…mi spiace ma non sono d’accordo. Forse i figli di papà vivono di rendita (ed in genere il loro “lavoro” è soprattutto quello di consumare la ricchezza creata dai genitori), ma chi fa impresa investendo la propria ricchezza per creare altra ricchezza in genere arricchisce anche la popolazione dove si investe. Il punto è che non è la ricchezza ad essere sbagliata ma, semmai, la mancanza di un sistema di regolazione sullo sfruttamento (di un territorio, dei lavoratori ecc) che occorre incentivare. Chi crea ricchezza non è il nemico e non si può guardarlo come un nemico, perché è una visione limitata che finisce per guardare come nemico ogni contesto che si differenzia anche di pochissimo dalla linea piatta di un livellamento minimo che elimina la libertà dell’individuo.
Una politica economica dovrebbe avere come scopo fondante quello di rendere più libero l’essere umano, non più schiavo…

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Assurdo perché chi rifiuta lo stato non può essere di fatto di sinistra, dato che sono le leggi ad assicurare concetti fondamentali di sinistra come il welfare. Il mercato necessita essere regolamentato per essere di sinistra. Se non lo è, diventa inevitabilmente strumento di ingiustizia ed ineguaglianza, cioè profondamente di destra.

Il mondo è dominato di figli di papà. Quasi tutti gli straricchi del pianeta hanno iniziato la loro carriera col supporto finanziario dei loro padri. Ci sono studi documentati per i quali la ricchezza rimane sempre nello stesso giro ereditario. Medio evo 2.0.

Qui si mettono parole in bocca agli opponenti politici. La ridistribuzione è una necessità scientificamente comprovata per salvare il genere umano, e non rende i straricchi perciò nemici. Che scopo ha drammatizzare un semplice dato di fatto?

Posso citarti una letteratura sterminata, che di complottista ha … ben poco :wink: http://www.nograzie.eu/ … loro sono una delle associazioni più attive in Italia sul tema.

un classico https://www.lafeltrinelli.it/libri/ben-goldacre/effetti-collaterali/9788804629269?channel=desktop

(p.s. informati bene, non dico/scrivo di argomenti che non conosco . p.p.s. sono un medico. )

si, una quota parziale, sono “rare” (:sweat_smile: ) … ovviamente va finanziata la ricerca pubblica con un sistema che premi i dipartimenti e le equipe che portano risultati ( basterebbe che il criterio del “premio” sia equamente ripartito tra malattie epidemiologicamente impattanti, e malattie a prognosi invalidante ) … Vietando la speculazioni sulla salute , le risorse liberate sarebbero tanti e tali da fronteggiare ben altri problemi … ( perchè il punto non è solo quali dispositivi medicali son oggi disponibili, ma quali e quanti il sistema nazionale può permettersi di acquistare).

ma non hai capito che i grandi patrimoni personali nascono proprio dallo sfruttamento? … aiuto, le basi! I ricchi “creano” il lavoro perchè sono gli unici ad avere il capitale da investire ( ma più spesso, anzi quasi sempre, lo fanno “creare” da tecnici lautamente pagati)
Citami per cortesia una , dico UNA multinazionale che non abbia delocalizzato in paesi praticamente privi di tutele sindacali, senza salario minimo e/o che non sfrutti materie prime estratte da paesi privi di norme di tutela ambientale e tutele democratiche democratico e/o non abbia mosso le sedi legali in "zone a fiscalità speciale ". (Si è vero, le aziende della silycon Valley; non ne hanno bisogno, ma depredano dati esponendoci al tecnocontrollo, a propaganda subdola e pervasiva. ) … e c’è , sottolineamolo, una grande differenza tra ricchi e ricchezza (auspicabile)

Perchè dimmi in una città con migliaia di persone in emergenza abitativa come fai , avendo un cuore , a difendere una donna come la Armellini ( figlia di papà)?

sono d’accordo con te, non mi sembra d’aver detto il contrario !