Abolire il suffragio universale, spingere per l'epistocrazia

@Cal mi offre questo splendido assis (si scrive così?) definendo Trump fascista psicopatico.

Io credo sia piuttosto ingenuo affidarsi alla narrazione anti-trump per giudicare Trump.

Trump è semplicemente un miliardario statunitense, impregnato dell’ideologia calvinista/capitalista che ai suoi occhi lo rende “migliore” di tutti gli altri. Pensare che sia stupido o ignorante solo perché manipola persone più deboli offrendo soluzioni che non funzionano alle paure che alimenta, è veramente ingenuo.

Trump, come il nostro Berlusconi, è tutt’altro che scemo. Nel suo sistema di riferimento è “migliore” degli altri.

In fondo, che cos’è il Capitalismo se non un Epistocrazia basata su una misurazione oggettiva del valore degli uomini?

Ebbene, per me il problema non è che il Capitalismo abbia sbagliato metodo di misura (il denaro): l’errore è pensare di poter ordinare il valore le persone.

Per passare da monarchia a democrazia c’è voluta una guerra (civile e mondiale).

E non era la prima volta.

Una guerra civile ha portato la dittatura di Silla a sostituire il senato.

Una guerra ha portato Cesare a sostituire il triumvirato.

Una guerra ha reso Augusto imperatore.

Fidati: spingere l’epistocrazia vuol dire auspicare una guerra.

Nulla di quanto hai scritto su Trump contraddice quanto ho detto.

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Vedi, credo sia riassunto tutta in questa frase il nocciolo del problema. Io comincio a credere che, alla fin fine, nell’era moderna le vere grandi correnti di pensiero sono solo 2, e si distinguono in base alla risposta che hanno dato alla seguente domanda: la società si fonda sui singoli individui o sul popolo?

Se pensi che la risposta giusta sia la prima, allora sei un liberale, e, dal mio punto di vista, sei nel giusto; se pensi sia la seconda, sei nel torto. Questa pur semplicissima distinzione mi deriva dalla mera osservazione della storia umana: le rivoluzioni ispirate dalla difesa dei diritti dell’individuo hanno portato progresso (a partire dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino), mentre tutte quelle condotte sulla narrazione popolo vs. elite hanno portato dittatura, repressione, guerra e altre nefandezze.

Comunismo, fascismo e il populismo moderno nelle sue mille varianti (dall’Ungheria di Orbàn alla Russia di Putin, passando per le dittature arabe a quelle dell’estremo oriente etc.) si basano tutte sull’assunto che c’è un’elite malvagia/privilegiata/arraffona/ dedita a depredare un Popolo onesto, lavoratore e di animo puro, e che per porre fine a questa situazione occorre che il Popolo scelga un Leader carismatico pronto a guidare la riscossa. E il suddetto Leader dovrà disporre di poteri pressoché assoluti per compiere la sua missione e guidare il suo Popolo alla vittoria.

La cosa tragicomica, in tutto ciò, è la definizione stessa di “popolo”. Per il dittatore e la sua fan-base, il popolo è composto esclusivamente dai sostenitori del regime; chiunque vi si opponga non sarà considerato parte del popolo, fosse anche un povero cristaccio che si spacca la schiena come tutti gli altri.

Ogni volta che qualcuno ha cercato di “creare un popolo” (cioè di forgiarlo a propria immagine e somiglianza, tipicamente attraverso la scuola pubblica) son successi disastri. Non per nulla la riforma Gentile è passata alla storia come la più fascista di tutte.

Non si può “creare un popolo di curiosi”, così come in generale è una pessima idea inculcare un’etica di Stato negli individui. Si può (anzi si deve) fornire a tutti un’istruzione di base, ma dopodiché l’individuo dev’essere trattato come adulto e responsabile; se sceglie di informarsi e di partecipare attivamente alla vita politica bene, ma se sceglie di non farlo dobbiamo accettare la sua decisione (così come lui dovrà accettare che siano gli altri a decidere per lui, nonché il fatto che la comunità pretende che lui s’informi un minimo, se vuol partecipare alla vita politica della comunità).

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Io ho parlato di altre forme di limitazioni e tutte di epoche recenti, per altro l’epsitocrazia sarebbe comunque democrazia.

urca se sarebbe interessante! :joy:

[quote=“macfranc, post:118, topic:2124”] Vieni eletto parlamentare? Ok. Ora vieni formato dai migliori docenti in circolazione, studi e sostieni esami OBBLIGATORÎ ogni sei mesi/due anni.

Se non li sostieni, DECÀDI. Sì, qui è bloccante ma lo sarebbe per dolo.

Se li sostieni, sia che li superi o che non li superi, tu continui a fare il parlamentare naturalmente MA i risultati che hai conseguito saranno pubblici. [/quote] secondo te chi dovrebbe calendarizzare, votare ed approvare questa proposta di legge? Proprio quei parlamentari che col cavolo se s’informano spontaneamente anche solo di sguincio sulla loro materia di competenza. Questa è fantascienza!

per me è molto più profondo di così. Io parlo frequentemente con queste persone che si lasciano manipolare profondamente nei loro giudizi e nel loro voto. Sai cosa hanno in comune? Il fatto di non percepirsi proprio ne persone ne cittadini. Sono talmente abituati a pensare di se che non hanno nessun potere, nemmeno decisionale, che alla fine preferiscono illudersi di potersi autodeterminare seguendo chi gli sembra il più forte. La manipolazione può avverarsi esclusivamente quando la persona è ridotta all’impotenza, non viceversa. Se vogliamo combattere la manipolazione politica dobbiamo necessariamente rendere consapevole queste persone che non sono totalmente impotenti. E’ il processo di empowerment che libera la mente e crea senso critico.

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La società si fonda su singoli individui che vanno a formare il popolo… (Il Tutto è uno, e Tutto è uno)

Cosa sono? Mica liberale? Spero di no :smile:


Comunque con questa tua divisione della società più o meno mi trovi d’accordo… Io la vedo in questo modo:

  • Ci sono persone che pensano a sé
  • E persone che pensano a sé e agli altri

Questa è la mia personale idea su come si dividono gli individui, nessuno dei due gruppi è in errore, a meno che non si va a danneggiare la vita del prossimo.


@macfranc porca miseria se ti sei spinto oltre :slight_smile: più che altro diventa un problema perchè il parlamentare dovrebbe essere così impegnato che non dovrebbe avere tempo per un esame… Però l’acculturamento/insegnamento per il parlamentare sarebbe interessante, una specie di corso di aggiornamento… (off-topic lo so) Ad esempio io trovo ridicolo che un parlamentare non sappia la costituzione quasi a memoria… Dovrebbe far parte di ogni parlamentare

Sì può essere che tu abbia colto la ragione del nostro dissenso.

Tu assumi una dicotomia fra individuo e collettività, che io propongo di superare attraverso l’etica hacker.
Infatti nella mia frase il “popolo” è “di cittadini”.

Come scrissi tempo fa ad @erdexe, io propongo una sintesi dinamica con cui superare questa dicotomia.

Senza leader massimi, capi carismatici o élite.

ed intanto un altra minorenne senza diritto di voto sta dimostrando al mondo che anche i “bambini” sanno fare la vera politica: https://www.lastampa.it/esteri/2019/08/02/news/olga-17-anni-e-la-costituzione-come-arma-e-lei-il-simbolo-della-protesta-anti-putin-1.37290022?fbclid=IwAR2NllWrL-trALSYGcQO1Ro62KAXBIEJhnxIyLHE3qftigdZx4RUhlvrP0s

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Questa notizia mi era sfuggita. Molto interessante

Quelli come noi o quei parlamentariche potrebbero darci retta. Io credo che un movimento di opinione che si muove in questa direzione potrebbe trovare consenso sia tra la gente comune sia tra tutti coloro che ritengono la conoscenza un valore fondante della politica Ma che non vogliono usarla per limitare la democrazia e il suffragio universale

A dire il vero, mi sembra assurdo anche che non la sappia io…

È vero ma non devono mica sostenere l’esame di diritto costituzionale… giusto quelle 20 paginette di educazione civica, un po’ di test di cultura sociale (i salari medi e gli affitti in qualche area nazionale, l’impatto attuale della tassazione e il numero dei detenuti in attesa di giudizio o quello dei cancellieri nei tribunali) e qualche semplice test di logica…

Questo può essere vero per alcune persone, ma in linea di massima il problema è l’opposto, si percepiscono come cittadini, vogliono votare, si interessano di politica, ma non hanno l’umiltà di ammettere che non sanno. Non è perché non si percepiscono cittadini che votano quel razzista psicopatico di Salvini, ma perché sono ignoranti e credono che in Italia il 30% della popolazione siano dei migranti, credono che un migrante che muore sotto il sole a raccogliere pomodori li stia rubando il futuro ed il lavoro e sono convinti che tutti i mali provengono dalla UE; e questo non perché, non si sentono cittadini, ma perché si sentono cittadini in cerca di un salvatore. Se queste persone si disinteressassero della politica e non votassero, avremmo tutti da guadagnarci, anche loro stessi.

Il popolo è un astrazione.

Come qualsiasi altro termine che usi per comunicare.

Dunque? Smettiamo di comunicare?

Il popolo è un’astrazione come lo è l’individuo: il primo è un insieme di persone, il secondo è un insieme di cellule.

Forse siamo però d’accordo sulla sostanza: antropomorfizzare il popolo (o lo Stato, o la Chiesa, o un’azienda o qualsiasi altra organizzazione umana) è sempre un artificio retorico finalizzato a manipolare qualcuno.

No il linguaggio è la reificazione del pensiero,tutta un altra storia.

Veramente l’individuo al contrario del popolo è l’unico soggetto reale,il paragone con l’insieme di cellule non c’entra proprio niente, una cellula da sola non è niente, non è un soggetto pensante, un individuo lo è. Il popolo al contrario non è un soggetto pensante,è un astrazione che ci riporta al tribalismo.

Mi sa che stiamo andato ot.

no: dicono di “sentirsi cittadini” perché s’illudono che seguendo il capo possano acquisirne le potenzialità, un po’ come succede con i bambini che indossano le scarpe dei genitori per “fare i grandi”.

Il meccanismo è identico ma quei bambini sono consapevoli di essere bambini, soprattutto perché sono profondamente consapevoli di essere totalmente impotenti ed in balia di qualsiasi evento.

Stanno solo recitando.

Crescere per un bambino significa acquisire la consapevolezza di essere in grado di… fare delle cose anche senza la protezione ed il supporto di un adulto. Questa gente ha bisogno di acquisire consapevolezza di essere in grado. E per essere in grado occorre possedere del “senso critico”.

Definire “senso critico” adesso è un po’ difficile ma sono certa che sia perfino misurabile…

Concordo e per questo devono volerlo, devono avere la volontà, se non sono in grado è perché non gli interessa, non perché gli manchino degli strumenti.

no @Atlas82 no! Se tu non sei nemmeno consapevole di avere degli strumenti come fai??

Guarda che c’è una maggioranza in Italia che nemmeno si chiede se possano esistere degli strumenti di difesa del cittadino…ma senza guardare il cittadino basta andare a guardare la legislazione creata dai Governi dell’ultimo decennio: tutta roba che già esisteva legislativamente ma riproposta in salsa nazionalpopolare: dall’omicidio stradale, al femminicidio…tanto per dirne un paio.

si potevano modificare migliorandoli articoli di leggi già esistenti ma difficilmente applicabili rendendoli più fruibili ed invece si è scelto di fare delle leggi nuove che riproducevano la stessa solfa con qualche ritocchino qua e la per dire alla gente di aver inventato una legge che prima non c’era! Ed un sacco di politici che quelle leggi le hanno votate e fatte approvare ne sono ancora convinti…

Cioè secondo te un tizio convinto che i migranti siano il 30 o il 40% degli abitanti in Italia, non sa di avere come strumento la rete o dei libri per sapere se quel dato spacciato dai leghisti è reale? Se è convito che sia colpa della UE ogni legge di merda, non sa di poter accedere il PC e controllare? Perché di questo si parla, di voto informato, di aver voglia di verificare due dati e di informarsi prima di poter votare.

ma tu lo sai che c’è gente che questi strumenti non li sa usare? C’è gente che non è in grado di fare una ricerca su internet nemmeno per sapere come si fa una ricetta culinaria, c’è gente che pensa che deve scaricare un app per ogni cosa, anche solo per far fotografie e non sa che ci sono app collegate ai social e, quindi, tutte le fotografie che scatta finiscono in pubblico sui social. C’è una maggioranza di gente alla quale è stato messo in mano un cellulare o un tablet, più che altro come status simbol, e non ha nemmeno una vaga idea di come funzionano questi strumenti.

Io ne conosco moltissimi, anzi la maggioranza. Anche tra quelli che consideriamo giovane e, quindi, facenti parte della cosiddetta generazione digitale. E non stiamo parlando di persone che non sono andate a scuola, o vivono in contesti sociali degradati.

Esempio chiarificante: sei mai stato in un ufficio pubblico? Beh un gran numero di impiegati pubblici sa utilizzare il mezzo informatico solo in due maniera: limitato all’espletamento ristretto del suo lavoro e così, scaricando app a rotta di collo senza essere in grado nemmeno di effettuare una ricerca con google.

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