Carriera parlamentare per i condannati?

Continua la discussione da Liste Locali:

Secondo me no, perché rappresentare il popolo è un privilegio e che il popolo non sia in grado di discernere chi merita essere candidabile nonostante una condanna te lo illustra già il caso Berlusconi. Forse sono altre le misure che bisogna prendere per ridurre la probabilità di manipolazione del elettorato. O forse invece è giusto includere l’incandidabilità tra le possibili sanzioni per persone protendenti verso reati politici.

https://it.m.wikisource.org/wiki/Dichiarazione_Universale_dei_Diritti_dell'Uomo_-_UNGA,_10_dicembre_1948

4 Mi Piace

no, non è un privilegio. Si tratta di un diritto che deve essere esercitabile

per me una cosa del genere è davvero fuori da ogni cognizione. Chi ha pagato deve poter fare politica a prescindere dal fatto che si chiami Berlusconi o Tresa Faccio un passo avanti e ti dico che il carcere per me è una aberrazione. Non dovrebbe esistere un luogo in cui si viene rinchiusi per poi essere re-inseriti in società, preferirei esistessero dei programmi di reintegro della persona e più norme che facciano da deterrente. Per farti un esempio pratico preferisco la funzione dissuasiva dell’autovelox piuttosto che della multa

6 Mi Piace

E niente… la Costituzione (prima parte) questa sconosciuta…

Facciamo una colletta per comprare una bella edizione commentata della Costituzione a @lynx e un corso serale di Fondamenti dello Stato di Diritto?

Brava @Tresa: Abolire il carcere, questa sì che sarebbe una bella compagna pirata.

2 Mi Piace

basterebbe partire dall’abolizione dell’ergastolo e del 41 bis. In Italia non esiste partito di sinistra che abbia portato avanti queste istanze a parte PaP in fase di elezioni parlamentari

3 Mi Piace

Io sono d’accordo col discorso carcere e sul suo malfunzionamento… Sono d’accordo sul fatto che anche chi ha precedenti deve potersi candidare, però sta cosa dell’abolizione dell’ergastolo non la comprendo, il 41-bis credo siano tutti d’accordo…

Perchè abolire l’ergastolo? C’è qualcosa che mi sfugge?

Banalmenbte l’ergastolo è contrario all’art. 27 della costituzione.

«Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato »

Se è ergastolo (=fine pena mai) allora stai affermando che la rieducazione non è possibile.

Questa è una notevole (e notevolmente dibattuta) aporia del nostro sistema penale.

4 Mi Piace

Cioè anche in questo dibattito costituzionale spunta prima o poi l’osservazione che nella prassi poi la costituzione non viene presa sempre alla lettera… se l’infrazione della costituzione è quotidiana, o si deve cambiare la prassi o la costituzione. Presumo valga per vari aspetti che stiamo discutendo in questo forum… la Realpolitik che si scontra con le idee dei filosofi che hanno scritto una costituzione tanto tempo fa.

1 Mi Piace

Forse sarebbe meglio parlare di ergastolo ostativo. C’è stata anche una pronuncia della cedu a riguardo. Questo tipo di regime carcerario è contrario alla nostra costituzione e alla dichiarazione universale dei diritti umani

5 Mi Piace

Grazie per la precisazione, sono andato a vederlo e capisco le incongruenze. Perchè comunque sapevo che l’ergastolo ormai non era più “senza fine”, perciò non capivo. Questo ergastolo ostativo veramente mi era sfuggito, per fortuna sta in fase di abolizione da quello che ho capito. Grazie agli “spiegatori e spiegatrici” :+1:

3 Mi Piace

[quote=“lynX, post:1, topic:3028”] O forse invece è giusto includere l’incandidabilità tra le possibili sanzioni per persone protendenti verso reati politici. [/quote]Questo punto è comunque da prendere in considerazione, ma non è già così? (ovvio che si dovrebbero valutare attentamente le circostanze dei reati politici commessi)


Riporto questa frase di @Tresa dall’altro thread, dato che è inerente a ciò che ho detto sopra…

E’ vero, però scusa sul regolamentare questa cosa che ne pensi? Io sono d’accordo che i carcerati non devono essere trattati come degli appestati, però credo sia giusto che se hai la “fedina penale politica” sporca, ci può stare che non fai politica, credo anche che nessuno se ne lamenterebbe, riguarderebbe solo la politica non altro.

Se non sbaglio non puoi entrare nell’arma se hai commesso determinati reati, e si può ancora capire, non lo trovo così scandaloso…

Perchè non potrebbe essere lo stesso per la politica?

@Lynx, e tu cosa vuoi cambiare, la prassi o la costituzione?

1 Mi Piace

Perché la politica è militanza non militarismo. Prova ad immaginare se nei reati “politici” rientrassero reati legati all’attività politica come manifestazioni o lobbying a quel punto la magistratura avrebbe potere sull’esecutivo e sappiamo bene cosa succede quando uno dei tre poteri fondamentali prevarica su uno o su entrambi. Immagina un esecutivo che per silenziare preventivamente un oppositore allarga la rosa dei reati politici.

2 Mi Piace

Che le regole devono essere poche chiare e univoche e che non immagino strumenti che possano superare la discrezionalità affidata a chi giudica.

2 Mi Piace

Dato che non mi piacciono i slogan ideologici, io voglio approfondire la questione abbastanza da capire davvero cosa deve cambiare. Perché la realtà spesso non è semplice ed anche la Costituzione non può che semplificare certe cose — a volte fa bene, a volte forse no.

Aspé, non ti seguo. Per allargare la rosa ti ci vuole un intervento legislativo e una magistratura che ti da retta, solo allora puoi silenziare l’oppositore — cioè una cospirazione dell’intero stato di diritto. Mi pare che allora è tutto apposto, no?

Non capisco la discussione: già da ora per alcuni reati è prevista l’ineleggibilità e la decadenza. Penso dipenda dal fatto che la moglie di Cesare debba non solo essere ma anche apparire al di sopra di ogni sospetto.

L’incandidabilità per qualunque reato era uno dei punti fondamentali del M5S: questo avrebbe evitato di eleggere Gesù ( @briganzia sarebbe stato contento :slight_smile: ), Gandhi, Pertini, …

Alle elezioni dei candidati per le prime regionali in Lombardia a scopo dimostrativo presentai una persona che era stata condannata in primo grado per resistenza a pubblico ufficiale in una manifestazione contro la TAV. Venne votato a scopo dimostrativo, ma sapendo che “dall’alto” sarebbero intervenuti si ritirò.

1 Mi Piace

Toh, guarda, un utente del forum che si appella allo stato di diritto in Italia, paese che è notoriamente uno stato di polizia.

E per questo ci sta pensando anche il PP?

Poi che c’entra l’Italia ora?

Gesù non è stato condannato da un regime democratico sotto stato di diritto. Gandhi e Pertini cosa hanno fatto? Manca giusto che citi Mandela.

condannata in primo grado per resistenza a pubblico ufficiale

Ovviamente non il tipo di reato che sarebbe adeguato sanzionare con l’incandidabilità, ma piuttosto la corruzione nei municipi… quella si.

Non simpatico ci sarai se fai questi confronti populisti e demagogici.

Intanto direi che appellarsi allo stato di diritto mentre si chiede una violazione esplicita della DUDU non è una cosa simpatica.

Sullo stato dello stato italiano, eviterei sicuramente di attribuire nuovi poteri o di suggerire altre operazioni in violazione della stessa DUDU a un’organizzazione che ha ben dimostrato di non avere per niente a cuore lo stato di diritto.

Credimi stiamo sulla stessa frequenza d’onda, infatti con questa frase:

[quote=“marcat90, post:11, topic:3028”] (ovvio che si dovrebbero valutare attentamente le circostanze dei reati politici commessi) [/quote]intendevo proprio evitare questo caso da te sottolineato. :+1:

[quote=“Tresa, post:14, topic:3028”] Che le regole devono essere poche chiare e univoche e che non immagino strumenti che possano superare la discrezionalità affidata a chi giudica. [/quote]Verissimo, il problema più grande per una modifica del genere… Però credo che ci si possa lavorare, ad esempio già il punto da te citato è d’aiuto per regolamentare tutto ciò… Io credo sempre che nel mezzo ci sia la verità, e credo che questo caso ci rientri perfettamente…

Purtroppo la società è quella che è, e quindi bisogna prendere delle precauzioni in questi casi perchè poi per favorire qualcuno portando parità di diritti, si va a favorire anche chi usa ciò per portare ancora ingiustizie. Su queste cose si deve lavorare nella costituzione.