Oggi al voto l'abolizione della Convivenza: I danni in tutta la loro splendida potenza

Volevo dare ragione al post di @exedre, perché in ambito del voto segreto elettronico stavolta ha ragione… ma poi hai generalizzato infrangendo le regole comportamentali, oltre a dire una cosa falsa:

Noi non siamo quelli che dicono “falZo” e finisce lì — noi siamo quelli che spiegano in lungo e in largo quando qualcuno si sbaglia…

Cavolo, possibile che non si riesce a parlare di un tema X senza finire sul tema dei problemi di convivenza? Pare stiano a monte di ogni dibattito in questo forum. A pensare che per l’assurdo in AP in questi giorni si vota l’abolizione della convivenza (perché se non è obbligatoria in tutti i gruppi ed in tutte le chat, sarà di fatto obliterata). A tutti coloro che ancora non hanno accesso all’AP, avete ragione di arrabbiarvi… si sta demolendo lo Statuto in vostra assenza.

Ah, cosa buffa che ho trovato in Rete… riguarda le mondiali di calcio femminile, ma forse è applicabile a tutto:

In fondo lo sport preferito dagli italiani è questo: esprimere opinioni non richieste, su temi non di loro competenza, per dimostrare una conoscenza che non possiedono.

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non c’è bisogno di chiamare alla rivolta i nuovi arrivati. Io voterò contro l’abolizione della convivenza, se non altro perché ho avuto modo di constatare durante tutto il lasso di tempo elettorale quanto sia utile garantirsi un responsabile della convivenza sui canali “ufficiali”. Mentre sono assolutamente d’accordo che i pirati possano riunirsi come vogliono e con le modalità che desiderano quando le discussioni sono gestite spontaneamente sui canali non ufficiali. Per fare un esempio, se il PP apre una chat per discutere di un progetto, in quel canale ci dovrebbe essere un RDC per garantire a tutti un ambito rispettoso di confronto. Se i pirati x, y, z e k si aprono una chat per prendersi a mazzate, cazzi loro, e chi decide di entrarvi lo fa a proprio rischio e pericolo.

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Ma questa separazione nitida e limpida non ci è mai stata… i canali “ufficiali” a volte sono stati retroattivamente dichiarati privati, nonostante la presenza di candidati elettorali ecc, mentre i canali “non ufficiali” poi spesso diventano luoghi con un impatto di fatto nel partito, e con inclusioni di persone esterne che meritano essere protette dalla responsabilizzazione della convivenza.

Non è necessario cambiare alcuna cosa dello Statuto dato che chi vuole farsi una chat davvero privata lo farà comunque… ma se la chat diventa pubblica, è chiaro che deve avere le protezioni da Statuto.

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Ma qual è esattamente il problema con i responsabili della convivenza?

Che si protende alla pigrizia di non eleggerli, e poi sarebbe colpa di tutti che non li si ha eletti e nel frattempo sono caduti i cristi dalla croce…

Ci vorrebbe un’abitudine o una regola che impedisce di cominciare a parlare di politica senza prima avere eletto un RdC. Tanto è facile… chi lo fa? Io, tu… tu… okay.

Ok ma mi piacerebbe leggere anche l’analisi di chi ha proposto la modifica.

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Premetto che non ho proposto io la modifica, ma a me sembra valida.

Io credo che quell’art. (il 24 dello statuto) sia scritto (come altri d’altronde) eccezionalmente male da risultare prima ancora che inapplicabile totalmente incomprensibile. In particolare io non capisco cosa voglia dire attività dell’Associazione e quindi a cosa è applicabile, da lì discende tutto il resto.

Ma al di là di questo credo che il motivo sottostante è che prevede di normare qualcosa che può essere ampiamente lasciato alla discrezione di chi fa le cose nella pratica.

Per esempio durante le elezioni era stato votato un comitato elettorale nel quale non c’è mai stato un responsabile di convivenza, c’è stato qualche scazzo ma il comitato ha sostanzialmente funzionato in modo efficace essendo tutti “pari”. Se ci fosse stato un responsabile probabilmente non ne saremmo mai venuti fuori con polemiche e contro polemiche ancora di più con la possibilità di ricorrere a collegi arbitrali e via dicendo.

D’altro canto, sempre nelle elezioni, è stato definito una differente struttura, quella di comunicazione, che di fatto aveva un responsabile (Rosaria) che, come si è detto, non aveva «l’ultima parola», ma «l’unica» sulla comunicazione. E anche questo ha funzionato.

In più c’era anche un’altra struttura (che possiamo definire come “il collettivo dei candidati”) che non era di fatto una struttura del partito (includendo quindi anche persone esterne giacché gran parte dei candidati erano esterni). Anche questa senza un RdC, anche questa con qualche tensione (qualcuna anche grossa), ma anche questa sostanzialmente funzionale (se non funzionante) all’obiettivo.

Io credo che i promotori di questa proposta vogliano semplicemente eliminare una norma superflua, problematica e inutile, per lasciar modo a chi fa le cose di auto-organizzarsi nel migliore dei modi.

Non mi ricordo chi aveva pubblicato le regole di convivenza di Netflix dove c’era «avoid rules» ecco, dovremmo imparare da questo. Non sempre le regole sono utili se uno può agire semplicemente con il buonsenso.

Da quello che posso capire io si sta tentando di seguire una strada diversa. Invece di inserire regole generali (spesso inapplicabili alla realtà), si sta provando a usare bene il meccanismo di delega dato dall’assemblea pemanente (ad esempio i comitati citati, il gdl per in gruppo contro la discriminazione “affidato” a @sarabiemme, ecc.).

[quote=“lynX, post:1, topic:2793”] In fondo lo sport preferito dagli italiani è questo: esprimere opinioni non richieste, su temi non di loro competenza, per dimostrare una conoscenza che non possiedono[/quote] Standing ovation e 52 minuti di applausi.

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Se metti in dubbio gli RdC, stai dubitando della prassi nonviolenta.

E proprio questa assunzione che si è dimostrata sociologicamente falsa. La gente crede che con l’empatia si risolve tutto, ma poi capita di colpo che c’è un litigio a sangue e due pirati che dovrebbero collaborare intensamente non si possono più vedere per i prossimi due anni.

Fammi capire, la prassi nonviolenta che nel PRNTT vi portate nel nome tu la vorresti rendere opzionale in modo che sia permissibile anche infrangerla di brutto?

Questa è un opinione interessante, ma gli studi sociologici citati nelle apposite linee guida confermano l’opposto.

Cioè in pratica avete creato una struttura simile a quella prevista dallo Statuto, ma meno formale. Mi pare una conferma che sarebbe meglio attenersi a tale art. 24.

Se ci sono state tensioni grosse, come fai a dire che dei partecipanti non si siano tirati indietro dal partecipare in pieno a causa di questi disguidi? Non sarebbe stato meglio assicurarsi che in quel gruppo non si scenda mai sul personale? Non sarebbe stato meglio praticare la nonviolenza? Secondo i manuali di nonviolenza servono i facilitatori e da noi i facilitatori della nonviolenza si chiamano RdC.

La prassi nonviolenta non credo preveda che ci si auto-organizzi in modi contrari al metodo nonviolento, con potenziali conseguenze violente.

Netflix è un canale televisivo. In quale modo necessita regole? Di quali regole stiamo parlando? E mi domando quanto rappresentativo sia estrarre due parole da tali regole senza citare il contesto?

Non sempre le regole sono utili se uno può agire semplicemente con il buonsenso.

Questa è una tua opinione. Le scienze sociologiche arrivano a certezze ben diverse.

Veramente avevamo constatato nell’altro thread che dovremmo smettere di fare elezioni in LQFB a causa del voto palese che le rende ricattabili, oltre ad eliminare la democrazia liquida in favore ad una cosiddetta democrazia “rappresentativa” con i suoi noti difetti.

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Non ci sta analisi. @solibo ha semplicemente detto che secondo lui i facilitatori della nonviolenza non funzionano:

La figura del responsabile della convivenza è stata un totale fallimento in questi anni di esperienza, in quando laddove è esistita ha creato più problemi di quelli che avrebbe dovuto prevenire. Credo che sia meglio che i gruppi di lavoro tra i pirati si autoregolino e si formino in base all’empatia tra i pirati stessi, piuttosto che soggiacendo a regole forzate imposte dal responsabile della convivenza di turno. La figura del RdC quindi sarà facoltativa e non più obbligatoria.

Notasi la falsa declamazione delle “regole forzate imposte dal responsabile della convivenza di turno.” Come se un RdC avesse il potere di imporre regole che non siano strettamente correlate alla pratica nonviolenta, al codice comportamentale ed alle linee guida ratificate dall’assemblea.

Mentre io ho contrapposto come segue:

Attraverso l’introduzione dei moderatori (RdC) in forum siamo passati da una condizione di litigi ed insulti continui ad uno stato di dibattiti prevalentemente pacifici nel giro di pochi mesi. L’RdC si è dimostrato efficace, eccetto quando i partecipanti ad un gruppo di pirati avevano un interesse personale a non eleggere alcun RdC. Tutte le chat pirata nelle quali si esibisce un rifiuto ad eleggere RdC, i litigi continuano come negli anni antecedenti l’introduzione del nuovo statuto. La colpa è dei partecipanti che insistentemente non rispettano lo statuto e poi si mostrano sorpresi che la convivenza non si instaura magicamente… seguendo concetti disfunzionali per un partito politico come per esempio l’empatia. Un partito non può funzionare a base di empatia dato che darebbe sempre una posizione di potere in più a colui che abusa dell’empatia altrui. Una persona che si prenda tale ruolo si trova sempre. Anche diminuendo ulteriormente il numero di pirati iscritti.

Ma dato che ora sono presenti molte persone che in una vita passata hanno conosciuto l’importanza della nonviolenza, basta mettere in chiaro che l’assenza di RdC equivale a buttare quella conoscenza al gabinetto. Le dinamiche sociali sono tali che presumo che se mai qualcuno in chat dovesse dire, per evitare ulteriori litigi vorrei eleggere un RdC, gli altri non gli daranno retta. E per questo con questa mozione eliminiamo la prassi nonviolenta che finora formalmente nello Statuto esisteva, nonostante non è stata rispettata, per arrivare alla condizione che il disrispetto sia di nuovo normale, cioè per tornare alle condizioni sociali del 2012.

Aggiungo che questa proposta è stata creata di getto da parte del proponente che fu accusato di impedire al RdC eletto di esercitare le sue funzioni (rifiutando di lasciare che il RdC eletto (che ero io) sia autore e moderatore della chat di coordinamento strategico ed elettorale — io avevo creato una chat ppCoordinamento ma solibo rifiutò di parteciparci) con la conseguenza che l’intera campagna elettorale si è protratta in modalità non facilitata, nonostante lo Statuto prevede diversamente. In pratica si vuole retroattivamente legittimare un abuso dello statuto modificando lo statuto invece di correggere i comportamenti, eliminando quella funzione chiave necessaria affinché il PP non ritorni allo stato di perenne violenza interna che abbiamo vissuto nel 2012-2013.

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Nel PRNTT non ricade sull’iscritto alcun obbligo, se non l’accettazione (non il rispetto, le parole sono importanti) dello Statuto come mera condizione per l’iscrizione.

Non è ovviamente obbligata alcuna disciplina di partito (nemmeno quindi il rispetto dello stesso statuto che non norma il comportamento dell’iscritto, ma piuttosto l’azione della dirigenza). Questo è tutto quello che viene detto sugli iscritti nello statuto (ci sono poi le norme relative alla quota d’iscrizione e alla partecipazione alle associazioni radicali).

La nonviolenza (che non è considerata in quanto ideologia, ma in quanto forma di lotta) non è parte dello statuto ma richiamata nel preambolo (che è una sorta di manifesto del partito pirata diciamo così).

In definitiva sì, se un iscritto volesse infrangere la prassi nonviolenta, potrebbe farlo senza alcuna conseguenza. Ma in realtà il problema non si pone praticamente. Come potrebbe fare a infrangere la prassi nonviolenta? Non facendo un digiuno in una iniziativa del partito? È ovviamente nelle sue possibilità in quando non obbligato ad una disciplina di partito. Impedendo agli altri di digiunare, anche questo è parte delle sue possibilità purché non usi mezzi violenti cioè se cercasse di convincerli (in Congresso) a non farlo. E se invece usasse mezzi violenti per impedire ad altri di usarne di nonviolenti non sarebbe il partito a dover scendere in campo quanto piuttosto la forza pubblica. È tutto molto più semplice in un partito liberale rispetto ad un partito autarchico che vuole sostituirsi agli altri poteri dello stato come quello che mi sembra hai in mente tu @lynX.

Chi volesse piuttosto usare mezzi violenti per raggiungere gli stessi obiettivi del Partito, i famosi «compagni terroristi» degli anni '70-'80 che volevano sovvertire lo Stato, in una analisi teorica però quasi perfettamente sovrapponibile a quella del regime dei radicali, sono piuttosto da convincere alle forme della nonviolenza con il dialogo che non da combattere.

Tutto questo è perfettamente consequenziale al fatto di non essere nonviolenti teorici che però non vedono l’ora di bullizzare gli altri per farli diventare nonviolenti esercitando una violenza che loro considerano buona (ma non è sempre quello il problema: la violenza dei buoni?), ma essere nonviolenti gandhiani, in grado quindi di ammettere la violenza come forma umana e accettarla in quanto tale agendo sull’unica cosa su cui possiamo veramente agire, cioè noi stessi, senza imporre ad altri l’oggetto delle nostre idee, accompagnandoli eventualmente verso la comprensione rischiando anche, se vuoi, l’eliminazione violenta, anzi in un certo senso agevolandola, attraverso la non collaborazione.

La si è praticata infatti. Chi ha sentito prevaricazioni si è infatti sottratto a questo dolore, ha agito su se stesso in modo efficace per evitare i problemi che lui sentiva (e che altri eventualmente non sentivano con tale urgenza), anche abbandonando il violento solo al proprio esercizio di potere e prevaricazione. Senza necessariamente imporre al violento alcuna lezione se non quelle che è riuscito a darsi da solo, proprio per essere rimasto da solo Nessun RdC è necessario per fare questo. Gli RdC non risolvono i conflitti che invece spesso vengono generati dalla loro sola esistenza.

Questa è una tua personale interpretazione della letteratura di genere basato su un approccio paternalistico e sostanzialmente autoritario. Tutto ciò parte da una, per me, superficiale interpretazione del principio di Popper sull’intolleranza degli intolleranti.

Comunque il PP-IT non ha introiettato le caratteristiche di un’organizzazione nonviolenta e i RdC previsti dallo statuto che si vuole emendare, non richiedendo competenze né storia in questo campo ma sarebbero interpretati come forma gerarchica (giustificato peraltro dalla previsione di “ricorso” all’autorità superiore). La presenza dei RdC non fa che creare un modello gerarchico-funzionale dell’organizzazione che proprio nulla ha a che vedere con la nonviolenza.

La nonviolenza stessa non è una dimensione minimamente richiamata dai documenti costitutivi del partito, mai una volta la parola nonviolento è richiamata nel manifesto, nello statuto o nel regolamento. Ho grande piacere che tu vi faccia riferimento, ma purtroppo sei solo su questo tema (al limite siamo in due, dai).

Nei fatti il partito pirata NON si presenta quale organizzazione nonviolenta.

Evidentemente fino ad oggi gli estensori dei documenti basilari di questo partito non hanno considerato fondamentale quest’elemento. Forse l’hanno dato per scontato, ma una cosa così importante non dovrebbe essere scontata.

Questo è un dato di fatto penso non opinabile.

Peraltro per scrupolo sono andato a vedere su AP e vi ho trovato questo (che rappresenta molto bene quello che è per me un approccio meramente idelogico - e quindi inefficace - alla questione, ma nonostante questo rifiutato).

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Sono tutte quelle attività che sono espressione della libertà garantita dall’articolo 18 della Costituzione:

I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.

Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.

Dunque sono tutte le attività svolte dai soci in quanto tali, con o senza la collaborazione di altre persone non associate. Nel caso specifico del Partito Pirata sono tutte quelle attività svolte da Pirati e simpatizzanti nell’ambito della attività politica del partito stesso. Se ci andiamo a bere una birra insieme non c’è bisogno di RdC, se nello stesso luogo iniziamo a discutere di chi di noi è più simpatico non c’è bisogno di RdC, ma se decidiamo di convincere i vicini di tavolo ad iscriversi al PP, dobbiamo nominare un RdC prima.

E’ più chiaro?

Si potrebbe dire lo stesso della stragrande maggioranza del Codice Civile.

Io sono molto favorevole all’uso del buon senso! Soprattutto nella scrittura e nella modifica delle regole.

Per esempio, modificare lo Statuto quando 380 persone aspettano di poter entrare in AP, non evidenzia buon senso. Su questo @lynX ha ragione. A maggior ragione se la regola di cui parliamo è superflua ed inutile, potremo abolirla tutti insieme quando la popolazione del Partito Pirata si sarà stabilizzata.

Aral Balkan qualche tempo fa mi ha raccontato che durante un aperitivo a latere di una conferenza, chiacchierando con Eric Schmidt questo gli disse candidamente qualcosa del tipo

I wake up at morning to fight regulations. I spend my whole day fighting regulations. And when I go to sleep, I thing how to fight regulations. Fighting regulations is my job. It’s what I do.

(cito a memoria una citazione a memoria… ma il messaggio era chiaro e il dialogo mi è stato confermato da altre fonti presenti)

Se progettate con intelligenza e buona fede, le regole non tutelano i forti, ma i deboli.

Non puoi sapere se, in presenza di un RdC autorevole, i problemi di convivenza che si sono verificati durante la campagna elettorale si sarebbero verificati comunque o meno. Non puoi sapere come sarebbero stati gestiti. E non puoi sapere se la campagna stessa non ne sarebbe risultata più efficace.

Non puoi saperlo.

Tuttavia, ricorderai che tu, candidato per il Partito Pirata, ti sei sottratto alla campagna elettorale il 17 maggio, rinunciando a qualsiasi comunicazione pubblica con i membri del partito a 10 giorni dalle elezioni. Per dieci giorni non sei più stato presente su questo forum. Proprio a causa di problemi di convivenza. Visto che spesso rivendichi (e giustamente!) il tuo apporto alla campagna elettorale, sostenere oggi che l’assenza di un RdC abbia funzionato mi sembra quanto meno contraddittorio.

Io credo che i RdC siano molto più importanti nelle riunioni private che in quelle pubbliche. Su questo forum abbiamo visto molto bene che sottolineare pubblicamente strawman, ad hominem etc, funziona molto bene per costringere tutti ad un dialogo civile, che è il primo passo per instaurare un dialogo costruttivo.

Scripta manent (anche sul Web! :wink:) e se costrette a rispondere del proprio comportamento, le persone diventano più responsabili.

In tal caso, il problema è l’educazione degli iscritti, spiegare loro attraverso un canale appropriato come operi il responsabile della convivenza, come debba facilitare la collaborazione non imporre la propria opinione. Ciò che manca, nell’articolo 24 dello Statuto sono incompatibilità e liquidità dell’incarico.

Per esempio, il ruolo di RdC dovrebbe essere incompatibile con il CA. E il gruppo dovrebbe essere in grado di sottrarre istantaneamente la delega al RdC se questo si dimostra inadeguato al contesto (semplicemente perché le persone non riescono a collaborare).

Su questo hai ragione. Ma nei fatti, è evidente che né tu né @lynX@solibo possiate definirvi nonviolenti. La violenza non è solo fisica: può essere anche verbale. E voi ne avete dato prova in diversi interventi, proprio con strawman, ad hominem etc… indirizzate a diversi interlocutori in diversi thread di questo forum.

La nonviolenza, per avere una qualche efficacia concreta, presuppone coerenza. Per questo chi non è coerente tende a scambiarla per una ideologia in chi la adotta davvero. :wink:


Lo Statuto del Partito Pirata non è perfetto, ma non mi sembra ci siano le condizioni per emendarlo adesso.

Ci saranno le condizioni per riscriverlo nel 2020.

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E ci credo se il responsabile è stato @solibo, da quello che ho potuto verificare in nemmeno un mese, non mi meraviglio di tale opinione… La verità è che se tu non sei in grado non è che le regole sono sbagliate…

Se non sai giocare al gioco del calcio, non è che si propone di cancellare il gioco, semplicemente fai giocare chi sa giocare meglio di te…

Poi la verità di fondo lo sai qual’è? E’ che qua invece di pensare a fare cose utili, si propongono cambiamenti per nulla urgenti, e che non assicurano nessun miglioramento.

Invece di affrontare problemi ad esempio come la creazione di “basi operative” o “agenti operativi” sul territorio, si parla di cazzate. Se non si capisce nemmeno quali sono gli argomenti da affrontare, significa che per adesso non posso dire che il Partito Pirata è in buone mani.

Servono più votanti per avere un equo giudizio, ma forse qualcuno è assetato di potere.

PS: Più frequento il Partito Pirata Italiano, più mi viene voglia di iscrivermi al Partito Radicale… Questo fa capire tante cose… @Shamar ci aveva visto lungo…

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Tieni, leggi questo post di 10 giorni fa: Perché non chiudiamo questo forum?

Non è sul forum che si lavora. E comunque «Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese».

Incomincio a pensare che tu non abbia le capacità per moderare e forse nemmeno per dibattere…

Devo leggere un post a cui ho persino dato una risposta? Leggilo tu per bene caro mio…

Peraltro confermi ciò che ho detto, che invece di affrontare problemi importanti, si parla di apportare cambiamenti inutili, come il thread da te creato sul chiudere il forum…

Poi la citazione di Kennedy, forse dovresti ricordartela tu, perchè se sono queste le cose utili che credi si debbano fare, significa che non hai capito molto bene la citazione.

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No, il post (quello di @exedre che ho linkato, mica tutto il thread) serviva a dirti che stai dando troppa importanza al forum. E poi tu che ne sai di cosa sto facendo io, che ne sai che ho passato la mattina a configurare nginx e codificare bot telegram per i certificatori e gli iscrivendi?

Non assumere. M’hai visto assai sul forum, ultimamente?

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Scusami se ho offeso il tuo lavoro che dedichi al partito, non volevo, non era mia intenzione.

Però se mi linki un post a cui ho risposto, posso anche dubitare sulle tue capacità di moderazione di un forum; e forse anche sul dibattere, non su tutti gli argomenti non dico questo, ma in questo caso ed altri che ho potuto vedere, concedimi il dubbio…

E comunque io non sto dando troppa importanza al forum, la date voi pensando di chiuderlo o pensando di cambiare le regole di convivenza…

Non dire cose che non intendo, sembra che io parlo e tu capisci quello che vuoi capire…

E poi la precisazione che non si lavora sul forum è “bho”… Sopratutto in un partito quasi senza strutture ed in cui il forum è forse l’unica struttura che c’è…

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A me sembra che tu stia qui a parlare, parlare, e non lavorare. Quella proposta sta lì da mesi e tu la scopri oggi perché qualcuno ha deciso di fare un’elegia dell’articolo dello statuto prima ancora che venga abolito. A me sembra una polemica abbastanza inutile, come buona parte di queste discussioni.

Ma ora chiediti: cosa posso fare per il partito, cosa so fare? Posso scrivere contenuti per il sito o i social? Posso collaborare con @Shamar a metter su Peertube? Ho altri progetti da proporre? Perché lamentarsi va bene, ma deve avere un fine.

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Guarda che le tue risposte sono veramente ridicole, sei totalmente frustato e non hai ancora affrontato il vero mondo politico… Scusami ma se devo dibattere su risposte inutili, non posso continuare…

[quote=“Cal, post:18, topic:2793”] A me sembra che tu stia qui a parlare, parlare, e non lavorare [/quote]Oltre che dedicare ore e ore per discutere su questo forum, è paragonabile tranquillamente ad un lavoro, peraltro non retribuito… E poi dall’inizio io voglio fare, ma se non so che cavolo è il PP è difficile lavorarci… Che vuoi degli schiavetti che fanno quello che dici tu o i tuoi soci senza porre domande? senza far notare problematiche?

[quote=“Cal, post:18, topic:2793”] Quella proposta sta lì da mesi e tu la scopri oggi perché qualcuno ha deciso di fare un’elegia dell’articolo dello statuto prima ancora che venga abolito. [/quote]Sta li da mesi? Confermi che tu hai scarse capacità di dibattere, meglio che continui a fare il tecnico di partito… Io sto da nemmeno un mese su questo forum, 29 giorni, ma come devo sapere di quella proposta… E casomai devo ringraziare che qualcuno abbia pensato di farla notare a quelli che non contano un cazzo…

[quote=“Cal, post:18, topic:2793”] A me sembra una polemica abbastanza inutile, come buona parte di queste discussioni. [/quote]Le parti più inutili di queste discussioni che ho visto fino ad adesso, sono quasi sempre le tue. Di costruttività nelle tue risposte non si vede quasi mai nemmeno l’ombra.

[quote=“Cal, post:18, topic:2793”] Ma ora chiediti: cosa posso fare per il partito, cosa so fare? [/quote]Ma se io non sto nemmeno da un mese, se non sono nemmeno iscritto?! E credo che in un mese la mia attività sia una dimostrazione che voglia fare qualcosa…

[quote=“Cal, post:18, topic:2793”] Posso scrivere contenuti per il sito o i social? [/quote]Nel dibattito sulla rivista sono quello che ha parlato di più a riguardo. Non posso fare nulla non avendo nessun potere, e soprattutto se non si capisce nemmeno che cavolo di rivista si voglia fare.

[quote=“Cal, post:18, topic:2793”] Perché lamentarsi va bene, ma deve avere un fine. [/quote]Hai ragione, ma forse non ti sei accorto che quello che si lamenta sei tu.

Hai detto molte volte a me sembra, e fai bene perchè ti sembra solo a te. Ed invece di attirarmi al PP, mi stai distaccando. Buon Lavoro.

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E questo ora lo dici? Di cosa hai bisogno?