Messa in Pratica della Democrazia Razionale Collettiva

Continua la discussione da Filosofia della Democrazia Razionale Collettiva partendo da un bel riassunto del concetto in modo che non sia necessario leggere l’intero thread originale. Dato che nessuno mi paga per sviluppare metodi di razionalità collettiva, questo riassunto è presentato in forma di accozzaglia come i lettori meno condiscendenti preferiscono descrivere il metodo del mero uso di evidenziatore ad un testo originariamente più ampio, piuttosto di una ristrutturazione del intero testo che necessita il suo tempo. Se ritenete che la razionalità collettiva è un oggetto di studio interessante ed importante per il genere umano, siete benvenuti ad istituire un fondo di ricerca apposito.

Ed il riassunto del riassunto, detto in altre parole:

Perché a questo sostanzialmente equivale una tecnologia adatta ad eliminare i bias psicologici, le semplificazioni ideologiche e demagogiche dal processo di comprensione e giudizio di una specifica materia allo scopo di una conseguente deliberazione di una rotta operativa non corrotta.

Domande e risposte seguono nel prossimo post.

Credo che una persona seconda all’autore iniziale non solo si ritrova le precondizioni linguistiche migliori per soddisfare quest’esigenza, ma può anche concentrarsi all’impiego delle adeguate finestre. In questo senso serve fare chiarimenti dove dubbi son rimasti…

Fatta questa premessa ci sono alcuni punti che vorrei approfondire, primo fra tutti questo: che poi dovrebbe travasarsi in…

ecco io da tutto sto processo sto cominciando a capire il tuo atteggiamento estremamente rigido sulla forma non sulla sostanza: se c’è stato in passato un Gruppo Integrità che ha validato alcune parole quelle restano granitiche fino alla loro presunta invalidazione. Ho molte perplessità al riguardo semplicemente perché ho un po’ d’idiosincrasia per le verità granitiche anche se provate scientificamente.

È la stessa cosa del modo come la decisione presa da una corte costituzionale/suprema diventa granitica eccetto se il parlamento decide di ri-deliberare la questione. Dato che le verità granitiche in questo modello sono intersoggettive, basta che utilizzando una di quelle policy senza voto finale il consenso ottenuto si perde a causa di nuove informazioni scientifiche che mettono in dubbio, per dare un esempio calzante, la cancerogenicità degli ammorbidenti nel latte solare. Crollato tale consenso, il gruppo integrità potrebbe dedurre e raccomandare all’assemblea che la nostra attuale policy riguardo alla protezione solare va riconsiderata. In pratica è granitico solo ciò che scientificamente giustamente granitico deve essere — io non vorrei un PP che si mette seriamente a teorizzare il terrapiattismo, le scie chimiche o la vaccinofobia.

Questo metodo ci protegge da queste scemenze — la mera applicazione della democrazia liquida però in parte anche, semplicemente perché involve più persone e prende più tempo di un’assemblea occasionale, e non è manipolabile come l’incaricato che di queste cose decide da solo. Qui stiamo parlando di un miglioramento di quanto già la democrazia liquida da se riesce ad ottenere.

Per carità non intendo con questo che si debba essere aperti a qualsiasi opinione (e concordo con le valutazioni fatte nel post in merito), ma il fatto che una maggioranza “validi” un assunto diventa, potenzialmente, una farraginosità che ne impedisce l’evoluzione concettuale.

No, come dicevo non c’è alcuna necessità di chiudere il processo assembleare ed in questo modo impedire una continua rivalutazione della condizione.

E questo impedisce l’evoluzione ed il migliore adattamento di un contesto ad un mondo che cambia molto velocemente.

Al contrario: se esce uno studio scientifico che indica la tossicità di X, il GI ne riconosce la rilevanza per il punto di programma P e la proposta di legge L e suggerisce all’assemblea permanente di riconsiderare le conseguenti posizioni. In tempo reale, quasi…

Almeno io la vedo così…quindi m’inquieta parecchio che sia stato formalizzato un Gruppo d’Integrità…

Senza di esso non eravamo capaci di prendere decisioni coerenti, ci si può ritrovare a ratificare tutto ed il contrario di tutto.

Interessante. Quante parole pesanti per dire una cosa semplice e banalmente sbagliata: il metodo qui presentato per eliminare le idee politiche sostanzialmente sbagliate non impedisce in alcun modo il processo creativo di formulare le idee da esaminare. Anzi, crea lo spazio necessario per le idee legittime una volta rimosse le scemenze ideologiche e demagogiche.

Invece che scoprire qualcuno così degno di fiducia da delegargli decisionalità oppure esecuzione (oppure ambedue)

Ah ah, ma davvero si sta tentando di legittimare la cosiddetta democrazia rappresentativa con la voglia di impedire che le idee possano essere esaminate con metodo? Le deduzioni da questo pensiero iniziale sbagliato lasciano il tempo che trovano. In pratica tutto il resto del thread è da buttare.

No per niente, io sono la persona più ottimista che conosco, altrimenti non sarei ancora in questo pollaio :smiley: Rifiuto categoricamente l’ottimismo compulsivo, gli optimusts, cioè coloro che mettono da parte la razionalità per arrivare ad ottimismo fallace, per esempio quelli che declamano che i problemi globali dell’umanità non sono veri perché tanto entro i prossimi 50 anni avremo trovato soluzioni tecnologiche a tutti quei problemi o avremo trovato il modo per colonizzare lo spazio.

No, l’ottimismo mio sta nel ragionare in profondità su tutte le eventualità di un approccio per arrivare ad una via risolutiva che veramente fermerebbe gli sviluppi deprimenti della società umana… l’obcrypto per fermare i danni creati dalla tecnologia, la razionalità collettiva per fermare i danni causati dalla cosiddetta democrazia rappresentativa, il reddito d’esistenza come possibile vettore per regolamentare il capitalismo rapace.

Ecco nel confronto con @lynX sto imparando molto sulla democrazia liquida e questa cosa non mi dispiace affatto, fosse meno polemico e pessimista su tutto veramente potrebbe insegnare molto :wink:

Lo trovo deprimente che tu possa arrivare ad un pensiero così distante dal mio essere, dato che ovunque critico ho sempre anche la ricetta costruttiva per come risolvere la questione nel modo che non arrechi danni. Proprio a me dai del disfattismo se per settimane è quello che abbiamo osservato nei contributi di benaltri interlocutori?

Non entro nei dettagli di quanto dice @Shamar dato che è sostanzialmente una risposta all’off-topic di @exedre e non c’entra nulla con il tema in questione. Sarà che il deragliamento dei dibattiti è anche una strategia… e magari farli addirittura chiudere da un moderatore snervato. Sarebbe stato più gentile spostare i contributi OT, cioè @exedre e le repliche ad esso.

Irrazionalità sistematica e demagogica… 8) ……… se continuiamo per questa rotta diventeremo come l’M5S, da una parte uno strumento di deliberazione di poca rilevanza, dall’altra degli amministratori che dicono di servire il partito ma di fatto prendono le decisioni…

Non cito altro del tuo post, ma ne raccomando la lettura intera (cliccare sulla freccia) per capire certe demagogie in corso nel PP ultimamente. Comunque grazie @exedre per avere depistato il mio thread ed istigato un litigio con due persone che nemmeno ero io. Per causa tua il mio thread preferito ora è chiuso ed è seccante estrarne citazioni (perché marcare & copiare è disabilitato). Ed anche il commento finale del moderatore lascia il tempo che trova. Solo un anno fa in questo forum non avevamo alcun comportamento distruttivo come quelli esibiti qui. Mille grazie!

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nemmeno io ma un conto sono le conoscenze scientifiche un conto sono le posizioni politiche per esempio…sul “omicidio stradale” o, ancora meglio una questione che conosco meglio, sull’inasprimento delle pene nei casi di lotta alle “false certificazioni d’invalidità” che in Italia hanno politicamente tenuto banco per oltre una decina di anni e vengono riproposte periodicamente ogni volta che si deve risparmiare sui conti. Ci sono voluti 10 anni di lacrime e sangue per dimostrare, dati alla mano, che la presunta lotta ai falsi invalidi è costata un’enormità di soldi pubblici nella criminalizzazione dei veri invalidi, per ottenere la cattura di una manciata, ma proprio una manciata ne’, di accertati ( dopo tutti i gradi dei processi) veri truffatori. Nel frattempo migliaia di persone accusate di essere falsi invalidi sono riusciti a dimostrare nei processi la loro reale infermità contro la quale combattevano anche sforzandosi di condurre una vita normale che li ha resi oggetto d’indagine da parte della forza pubblica e sbattuti sui giornali come ignobili truffatori. Senza contare quello che hanno subito i veri invalidi obbligati a continui e gravosissimi controlli dove venivano trattati come potenziali truffatori. Mi chiedo, come sarebbe stata la posizione di un Gruppo Integrità all’inizio di questo percorso, dove l’indignazione generalizzata dei fatti di Bibbiano è un bruscolino al confronto, e dove ogni giorno - ogni giorno - veniva sbattuta sui giornali o in tv una persona accusata di essere un falso invalido? Considerando che la posizione votata al 90% dal Partito era conforme ad una battaglia che sembrava essere, ed era stata presentata a tutti gli effetti, di giustizia sociale e legalità, tale posizione avrebbe dovuto cambiare solo quando i dati ufficiali di 10 anni di criminizzazione di una popolazione in condizioni di svantaggio sociale hanno dimostrato che era solo fuffa? A me sta cosa mette i brividi, è la creazione di una struttura rigida di opinioni ingabbiate, incasellate in certezze, che a mio giudizio non dovrebbe proprio esserci in nessun Partito perché non è proprio per nulla il ruolo di un Partito quello di validare come certezze delle posizioni politiche. Se la necessità di questo Gruppo Integrità è quello di prendere delle posizioni politiche l’impegno non dovrebbe essere quello di certificare delle opinioni ma di leggere le istanze proposte dalla popolazione, analizzarle, non per sintetizzarle e semplificarle in una semplice richiesta verso la quale fornire una risposta di potere, ma proporre contesti situazionali differenti e costruttivi. Vogliamo parlare dei terrapiattisti? La risposta semplice è: sono matti. La risposta politica invece dovrebbe essere: qual è l’esigenza che ha portato tante persone a rifiutare degli eclatanti elementi scientifici? Chi sono queste persone? Qual è il loro vissuto con le istituzioni e la società in genere? Come riuscire a dialogare anche con loro per tramutare quello che c’è dietro alla loro rivendicazione de “la terra è piatta” in una lettura mirata sul disagio che ha creato questa credenza? Un discorso politico diverso, un discorso politico Pirata non dovrebbe andare alla ricerca della certezza per dare una risposta di potere, quanto, invece, dovrebbe stimolare il mondo ad una maggiore conoscenza di una questione ben sapendo che la conoscenza, proprio per sua natura, è in continua evoluzione e non può fermarsi se non vuole diventare dottrina.

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ti posso rispondere con una cosa che ho appena letta su facebook: Dialogo tra un ottimista e un pessimista : Ottimista: Punta alla luna. Se ti andrà male, cadrai fra le stelle! Pessimista: Sì, ma cadrò in eterno! Ci vogliono entrambe le posizioni per costruire qualcosa, perché se non si punta alla luna si resta inchiodati allo stesso posto per sempre, ma al contempo se non c’è chi riporta alla realtà ANCHE di un possibile fallimento (anche, bada bene, non è l’unica realtà con la quale chi punta alla luna deve avere a che fare) non si possono costruire delle strategie efficaci per andare sulla luna. A volte lo sei un po’ disfattista @lynX: io non ti conosco, ti leggo su questo forum da qualche mese, anzi direi che ho iniziato a leggere proprio i tuoi thread, quindi questa opinione me la sono formata solo attraverso la lettura in questo forum. Sono sicurissima che dietro c’è molto altro, infatti ci sono state molte proposte operative tue in passato…ma negli interventi attuali io non ne ho trovate o sicuramente mi sono sfuggite, perché non riesco a leggere proprio tutto tutto.

Io ho l’impressione che stiate cercando un assolutismo scientifico che la scienza e l’epistemologia non possono fornirvi.

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Al Gruppo Integrità i giornali non interessano per niente. Se qualcuno i dati che hai elencato li introduce in AP affinché vengano considerati, allora il GI non può assecondare una criminalizzazione dei veri invalidi — se nessuno lo ha fatto, allora può capitare che un’opinione superficiale temporaneamente convinca 90% del partito. In un partito che questo metodo non ce l’ha ti può capitare che l’AP decida di criminalizzare gli invalidi comunque… mentre col metodo i dati alla mano che hai elencato impedirebbero che si prendono decisioni superficiali. Tutto qua. Il metodo in questo caso difenderebbe proprio i tuoi interessi in quanto fondati nei dati alla mano che hai provveduto.

Vuoi impedire al partito che possa commettere errori anche quando non ci sono i fatti alla mano per sapere in anticipo che sono errori? Popper ci insegna che è troppo difficile fare ciò, ma si può evitare di ripetere errori già commessi. Il metodo provvede questo.

Così sdogani il qualunquismo permettendo a qualsiasi persona di fare qualsiasi cosa a nome del partito purché si attenga a qualche forma di ideologia astratta che poi è capace di arrecare danni in quanto ideologia è sempre una semplificazione. Molto meglio avere sempre un’idea collettiva fondata di cosa è sbagliato, e dedurre da ciò cosa potrebbe essere non sbagliato.

Il partito può scegliere di permetterti di sperimentare liberamente tutte le cose non intersoggettivamente accertate come cose sbagliate. Per esempio un accordo intersoggettivo (triviale) del partito potrebbe essere che puoi provare qualsiasi politica che allieva le condizioni dei migranti nelle scialuppe fuorché l’opzione di lasciarli a naufragare. Un esempio troppo banale, ma forse da l’idea del concetto generale.

E se il giudizio riguardo a questo metodo razional-collettivo è esso stesso intaccato da irrazionalità individuale?

Il GI non prende posizioni, elimina solamente quelle dimostratamente sbagliate, usando le certezze intersoggettive del partito su cosa sia dimostratamente sbagliato (gli ampi consensi). Il resto lo fa l’AP di consueto.

No, quella è già una deduzione. E la categorizzazione come matti a chi spetta, all’assemblea? Io trovo molto più giusto ed equilibrato esaminare le teorie del terrapiattismo, esporne la fallacia, confermare collettivamente che sono fallaci e di conseguenza impedire legittimamente ai terrapiattisti di promuovere le loro malsane teorie ed in questo modo metterli onestamente e correttamente davanti alla scelta di educarsi o smetterla. Ed in nessun momento è necessario etichettare persone come matte.

Come riuscire a dialogare anche con loro

Esattamente in questo modo. Finché gli dai il diritto di parlare di qualcosa di falso non ne esci, e se glielo impedisci senza un solido fondamento legale commetti un’ingiustizia. Se invece hai un modo formale per chiarire di cosa il partito non vuole sentire parlare, hai lo strumento per educare le persone e fare in modo che debbano dialogare con te. Perciò secondo me il metodo razional-collettivo è il più inclusivo e reintegrante dalla prospettiva della convivenza — ed infatti se ne parla anche nelle linee guida della convivenza di queste cose.

Il metodo che promuovo non lo fa. Permette però di scegliere da una rosa di opzioni non sbagliate una che il partito vuole perseguire insieme… un consenso! Solo in questo caso entra in gioco il metodo Schulze e l’ordinamento Condorcet.

invece, dovrebbe stimolare il mondo ad una maggiore conoscenza di una questione ben sapendo che la conoscenza, proprio per sua natura, è in continua evoluzione e non può fermarsi se non vuole diventare dottrina.

Esattamente ciò realizziamo con questo metodo.

E noi possiamo con questo metodo dare il giusto spazio ad entrambe le posizioni e dedurne scelte politiche non previamente constatate come sbagliate, che se resta necessario che tutti si educhino di ogni eventualità e di ogni esperienza passata per riuscire a sfornare una decisione ragionevole, è probabile che ogni quattro anni si perdono tutte le esperienze passate e gli errori già commessi — perché non abbiamo memoria collettiva. Senza questo metodo siamo condannati a ripetere errori in modo non costruttivo bensì semplicemente stupido, come le mosche. Ed infatti sta avvenendo — si sta discutendo di tornale alle strutture dimostratamente disfunzionali della democrazia cd. rappresentativa.

Sta li il problema perché se qualcuno dice una cosa in forum che si è scordata di tutti gli errori passati per la quale è sbagliata, io scrivo un paragrafo a spiegare perché è sbagliata e poi metto un link alla proposta ottimista che risolverebbe il problema — ma se nessuno legge il link, si forma l’impressione che io stia solo criticando.

No, come ho spiegato nel primo post si cerca solo di eliminare le cose scientificamente confutate. È sufficiente per creare una politica assai più intelligente di quella odierna.

i dati ci sono stati “dopo” che si è fatto tutto l’ambaradam. Prima c’erano solo i dati di quanto pesa per l’italia mantenere tanti invalidi, e quanto tali invalidi fossero soprattutto al sud e nelle isole, e questo dato veniva letto come l’aver distribuito una sorta di sussidio sociale ai poveri che disabili veri non erano (ovviamente non era ancora esplosa la conoscenza delle elevati condizioni d’inquinamento del sud, come il caso ILVA, che aveva regalato a quel territorio una moltitudine di veri disabili frutto d’inquinamento. Adesso questi dati si leggono sulla base di una complessità di conoscenze che all’epoca non c’erano o erano appena iniziate, quindi l’analisi politica e sociale rilevava un’anomala presenza di troppe persone con disabilità al sud e, quindi, quello che non andava era probabilmente che al sud si era stati di troppa manica larga nelle certificazioni.Ma ciò che si sa adesso non si sapeva all’epoca, parlo di dati ufficiali e della lettura/interpretazione di quei dati ufficiali.

[quote=“lynX, post:6, topic:3056”] Il GI non prende posizioni, elimina solamente quelle dimostratamente sbagliate, usando le certezze intersoggettive del partito su cosa sia dimostratamente sbagliato (gli ampi consensi). [/quote] ecco, questo è un punto importante. Quindi il GI non certifica ciò che è vero ha solo il compito di trovare ampliare le conoscenze del partito individuando le fakenews o ciò che non è ancora verificato. Questa è tutta un’altra cosa. Mi ha tratto in inganno il nome, lasciamelo dire, pessimo, di “Gruppo Integrità” che mi sa tanto di orwelliano…

[quote=“lynX, post:6, topic:3056”] si sta discutendo di tornale alle strutture dimostratamente disfunzionali della democrazia cd. rappresentativa. [/quote] no, scusami ma a mio giudizio non si sta per nulla discutendo di quello che stai dicendo tu. Si sta discutendo di come rendersi operativi rendendo più fluidi gli strumenti che il Partito Pirata ha in questi anni adottati. Perché è evidente che questi strumenti rendono difficoltosa una risposta politica efficace, cercare di ragionare come renderli più efficaci non significa cancellare il passato.

[quote=“lynX, post:6, topic:3056”] ma se nessuno legge il link, si forma l’impressione che io stia solo criticando. [/quote] ma cristo santo @lynX perché invece di mettere il link non intervieni nel merito e con esempi concreti? D’ora in avanti ti chiamerò Link non @lynX :grinning: anche perché, non so se ti rendi conto, ma dai link che avevi postato sopra a me erano venuti i capelli bianchi nel leggere della creazione di un Gruppo d’Integrità mentre la tua spiegazione attuale mi ha chiarito il senso. Torno a ripetere che dovresti proprio leggertelo il libro sulla manomissione delle parole. Poi puoi anche citare gli altri thread per approfondire, ma intanto hai spiegato. Non fa per nulla male spiegare, credimi, io lo faccio continuamente e con tutti anche di cose trite e ritrite ma ogni volta che spiego rendo più chiaro quello che dico a me ed agli altri con esempi pratici e concreti migliorando la mia comunicazione. Ed una buona comunicazione è indispensabile per fare politica :wink:

Non si può accostare il terrapiattismo contro cui ci sono provre scientifiche evidenti con le scie chimiche e la vaccinofobia dove vi è un dibattito scientifico.

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Il metodo razional-collettivo non credo impedisca che si commettano nuovi errori mai commessi prima. Se non ci sono certezze alle quali ci si può appellare, allora dipenderà dalle tue argomentazioni se riesci ad impedire che l’AP faccia delle scelte stolte. Forse si potrebbe decostruire l’argomentazione dei promotori per trovarci degli errori di logica, come “una sorta di sussidio” allude.

Ma ciò che si sa adesso non si sapeva all’epoca

E allora secondo te in quale modo i parlamentari avrebbero dovuto sapere che si stavano sbagliando?

No, di meno. Il GI ha esclusivamente il compito di impedire che l’AP prenda delle decisioni legali che sono incompatibili tra di loro. Per questo se esiste il consenso che i vaccini servono e ce n’è un altro che indica che la popolazione non è sufficientemente vaccinata, non può decidere di rilasciare un comunicato stampa anti-vaccini solo per dare contro al governo. Solo in questo caso il GI deve agire ed intervenire. Oppure se c’è un’incongruenza tra le decisioni assembleari ed il codice civile.

Le fake news le individua l’assemblea esprimendo un consenso che notizia X è una fake news. Da quel momento il GI deve bocciare ogni proposta di legge che si basa su tale fake news. Decostruendo le proposte e chiedendo all’AP di esprimersi su semplici dati di fatto ci permette di impedire proposte demagogiche che si basano su falsità. È un metodo anti-Salvini per il PP.

Mi ha tratto in inganno il nome, lasciamelo dire, pessimo, di “Gruppo Integrità” che mi sa tanto di orwelliano…

Il nome originale che gli volevo dare era “presidenza di assemblea”, dato che non fa altro che smanettare le decisioni assembleari. Poi @mutek ebbe l’idea un po’ informatica di considerarlo un lavoro di “integrità” dei dati.

Va bene, ne abbiamo discusso nell’altro thread come le proposte per snellire l’uso di LQFB sono sul tavolo dal 2013 e il partito deve solo decidersi a usarle. Se invece si mette a incaricare persone a decidere tutto, ha scelto di abbandonare la democrazia liquida.

perché invece di mettere il link non intervieni nel merito e con esempi concreti?

Perché poi mi si dice che sono un disco incantato che si ripete ogni tre mesi… inoltre perché ripetermi se nell’altro thread ci sta spiegato tutto ?

la tua spiegazione attuale mi ha chiarito il senso

Puoi anche semplicemente consultare quel paragrafo nello Statuto che lo definisce…

Non fa per nulla male spiegare, credimi, io lo faccio continuamente e con tutti anche di cose trite e ritrite ma ogni volta che spiego rendo più chiaro quello che dico

E infatti sono noto che dal 2013 sto a fare quello… imperterritamente… e allora mi si accusa di ripetizioni o addirittura di propaganda… sai, i Pirati sono gentili in questo…

Ma sono tutti e tre buoni esempi per una votazione intersoggettiva allo scopo di poterne usare gli esiti (se consenso c’è) nelle nostre mozioni politiche…

per il principio di rispetto dei diritti umani della popolazione in condizioni di svantaggio. E guarda che questa è una mia personale battaglia di almeno 30 anni: non si danno risposte di potere dove c’è una condizione di fragilità potenziale, perché è come utilizzare un bazooka per uccidere una zanzara: l’unico risultato che ottieni è quello di colpire chi è incapace di ripararsi dalla distruzione mentre la zanzara fugge via. Per colpire la zanzara non fai nulla, NULLA, prima di aver trovato lo strumento adatto per colpire la zanzara. Ti metti a studiare attentamente la zanzara, ne comprendi la modalità di movimento e poi ti metti a trovare una soluzione che uccida solo ed esclusivamente la zanzara. Questo comporta tempo e fatica? Pazienza. Meglio lasciare la zanzara libera di pungere piuttosto che colpire altre persone che con la zanzara non c’entrano un fico secco.

[quote=“lynX, post:9, topic:3056”] Perché poi mi si dice che sono un disco incantato che si ripete ogni tre mesi… inoltre perché ripetermi se nell’altro thread ci sta spiegato tutto ? [/quote] no se ti sforzi di ripetere i concetti in maniera diversa e semplificandoli. Io sono una fervente fautrice del linguaggio semplice in politica, che non vuol dire volgarizzato alla Salvini e co ma accessibile a chiunque. E, ti parlo sul serio per esperienza diretta, mi sono resa conto che ogni volta che rispiego lo stesso concetto cercando di adattarlo al mio interlocutore del momento, con i pochi o tanti elementi che conosco del suo vissuto, finisco per elaborarlo meglio e renderlo più chiaro in ogni punto. Renderlo digeribile a chiunque, perfino ad un neonato, insomma. (adoro le parafrasi alimentari, non so se si è già notato… :wink: )

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Lynx, apprezzo molte cose che dici, ma confesso di essere ESTREMAMENTE IGNORANTE: per caso esiste in zona una specie di dizionario che spieghi, ad esempio, cosa e’ l’effetto Dunning-Kruger di cui parlasti? Inoltre ti chiedo cosa intendevi con "contriubuto (negativo) di “Elsevier ed altri banditi” (io credevo pubblicasse libri). Mi scuso con chi sa e spero le prossime volte di poter fare domande in modo piu diretto senza coinvolgere il gruppo.

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Ah ecco, allora l’appiglio per la razionalità collettiva c’è. Se l’AP si è espressa in favore dei diritti umani puoi appellarti alla giusta priorizzazione… uhm, ma comunque rimane una questione di valutazione senza fatti empirici alla mano da poterci applicare… perciò, no, in questo caso il metodo che propongo non risolve il problema dato che si parla di commettere errori nuovi.

Nel post originale sono linkati tutti i bias psicologici citati nel riassunto. Nel processo del copia-incolla i link se ne son iti.

Un allusione al lavoro di Aaron Swartz ed il problema di poterci lavorare con la conoscenza e la scienza se essa è nascosta dietro a delle paywall.

Mi scuso con chi…

Fai benissimo a domandare perché in effetti avevo fatto allusioni piratesche mentre è meglio se questi testi sono comprensibili per chiunque.

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Nel thread che promuove il cosiddetto “antisessismo” ne ho debunkato le fondamenta ideologiche, ho illustrato come è un pericolo per il Partito Pirata non applicare un metodo di razionalità collettiva e come potrebbe essere una ragione di ricevere fiducia e voti dalla popolazione se invece lo facessimo.