Il Partito Pirata dal 2020

non minimizzo l’informatica ne l’apprendimento dell’uso di questa ma…perdonatemi, di fatto con questo assunto il Pirata che vorrà/potrà essere attivo nel radicamento territoriale del partito potrà essere solo un esperto in informatica. Quindi gente come me potrà solo fare da spettatore? Boh… secondo me, invece, il radicamento territoriale dovrebbe mettere in gioco un gran numero di competenze non solo informatiche, e permettere la partecipazione ad un progetto comune di competenze diverse. Un barbiere può essere un Pirata attivo? Il portiere? La casalinga?

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Assolutamente d’accordo. Se davvero vogliamo fare un qualcosa di controtendenza, l’idea di diffondere cultura (di ogni tipo, tecnologica, umanistica e “pratica” passatemi il termine) è ciò che può davvero differenziare il PP da ogni altra proposta politica.

Gli attuali partiti o hanno una visione negativa della conoscenza (vedi come la lega o i 5s litighino ogni giorno con tecnici e professori), o hanno una visione elitaria. Se si riuscisse a creare una nuova area in cui l’importante è la competenza delle persone e non il loro grado d’istruzione, potremmo davvero aspirare ad ottenere qualcosa.

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No! Assolutamente no!

Ti faccio un esempio pratico: la tua proposta sulla Discriminazione è una applicazione inconsapevole ed intuitiva dell’Informatica ad un sistema complesso che conosci bene.

Io quel sistema non lo conosco affatto, ma l’applicazione consapevole delle mie competenze informatiche mi ha permesso di individuare alcuni potenziali problemi e proporre alcune possibili soluzioni.

L’informatica fornisce una forma mentis che è applicabile a qualsiasi contesto. Non è l’unica materia a fornirla e non è condizione necessaria per averla, ma è uno strumento molto efficace per educare razionalità e pensiero critico (ed in realtà anche umiltà, perché di fronte a tutti gli errori che un programmatore compie, molte certezze si ridimensionano).

Ed è una materia con un grande potenziale educativo. Per esempio, proprio spiegando l’etimologia della parola “Informatica”, parlando con i bambini della 5a elementare di mia figlia, siamo arrivati a spiegare la differenza fra “automa” e “autonomo”, spiegando che il termine “robot” (che loro avevano proposto per spiegare cosa sia un automa) deriva dal ceco “robota” che significa schiavo. Da li abbiamo parlato della differenza fra legge e programma, della libertà che l’una presuppone e l’altro annichilisce e abbiamo parlato di come l’autonomia, la capacità di darsi delle regole, richieda un equilibrio dinamico fra libertà e responsabilità (usando esempi come scegliere come vestirsi al mattino e poi avere freddo, o farsi il letto etc). Parlando di protocolli di rete abbiamo parlato di identità, di differenza, di comunicazione e dialogo, di linguaggi comuni etc…

Insomma, l’informatica è una materia che si pone come punto di contatto (e talvolta sintesi) fra discipline umanistiche e scientifiche. E questo diventa evidente quando comprendi che i computer riproducono sempre modelli mentali umani. Giusto per fare un esempio concreto, il protocollo SMTP (a tutt’oggi il protocollo distribuito più diffuso) che permette l’invio e la ricezione di email, riproduce l’architettura della distribuita delle poste.

I Computer sono solo specchi per le nostre menti. Stanno all’Informatica come i telescopi stanno all’Astronomia.

E sia chiaro, l’informatica definisce metodi, non contenuti. Per quelli, la Storia è probabilmente la disciplina più importante.

In questo senso, nella mia proposta, l’informatica è una proposta caratterizzante del Partito Pirata, ma non è una condizione per esserne parte. E’ uno strumento da offrire per aumentare l’efficacia dell’attività politica e la razionalità dei nostri dialoghi.

Verissimo. Elitismo e Populismo sono complementari, uno non può esistere senza l’altro.

La mia visione per questo partito è sinceramente Democratica e Costituzionale:

Articolo 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Articolo 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Articolo 56

La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.

Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero.

Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i venticinque anni di età.

La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione, per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

Articolo 58

I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età.

Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno.

Articolo 67

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Per me, come cittadino e come hacker, l’idea che la Politica debba essere una professione, un’attività riservata alle persone colte, con un certo tipo di educazione e non un’altra, è una aberrazione eversiva.

Non è questo che prevede la nostra Costituzione, altrimenti ci potremmo risparmiare le campagne elettorali e fare un paio di concorsi ogni 5 anni per i posti di Parlamentare e Senatore in grado di selezionare i migliori su base meritocratica (termine del quale nessuno ricorda mai il vero significato, che è distopico).

Il Partito Pirata che ho in mente semina, ma non raccoglie necessariamente.

Offre uno strumento che gli è particolarmente congeniale per diffondere un valore fondamentale, la Curiosità, che è alla radice della sua identità, ma non ne richiede il possesso per entrare.

Non è un partito populista e non è un partito elitario.

E’ un partito di persone… curiose. :wink:

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nota medotodologica / richiesta moderativa

@solibo @Exekias è possibile estrapolare in un nuovo thread i post che riguardano LQFB e non sono connessi specificatamente al merito della mia proposta?

Il tema è assolutamente interessante, ma come sappiamo tutti, molto prono a diventare una flame war.

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@Shamar siamo d’accordo (la tua idea d’informatica, come l’etica hacker che anni fa ho approfondito con entusiasmo, fa parte del mio DNA molto più di quanto pensi. Anzi si può dire che il mio modo di pormi politicamente ha origine da questo, oltre ad una radice radicale iniziata da giovanissima adolescente). Però io mi rendo conto di avere un percorso politicamente formativo estremamente anomalo perfino in confronto con i miei stessi famigliari che, pur partendo da una cultura comune, considerano il “far politica” una cosa riservata a pochi eletti o furbi. Non certo roba che li riguarda direttamente. Ottimo partire dalle scuole, dai bambini ma anche dagli adolescenti che sono molto più in fermento di quanto si ritenga (lo vedo con i compagni di scuola di mio figlio, quando cominciano a capire cosa intendo io per “far politica” s’infiammano e cominciano ad attivarsi anche loro perchè fino a quel momento nessuno gli ha veramente detto cos’è realmente la politica). Secondo me il danno maggiore che ha portato il grillismo in Italia è stato soprattutto questo: è partito dal creare una consapevolezza nella gente comune che la politica riguardava tutti per poi ridurla ad un sistema di reclutamento di yes man dove non solo avere delle competenze ma delle opinioni personali diventa un “danno politico”…

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Gli hacker sono tutti anomali.

La Curiosità li spinge a farsi domande che altri non si pongono e cercare risposte che ad altri non interessano. Questo li spinge verso prospettive uniche.

Siamo tutti anomali.

Alcuni sotto dimensioni visibili. Altri sotto dimensioni drammatiche. Altri, come me, sembrano normali… all’inizio.

Ma la Curiosità non è l’unica caratteristica che ci accomuna. Noi siamo tutti a diverse deviazioni standard dalla media, seppure ciascuno sotto dimensioni diverse.

La differenza ci accomuna senza omologarci. La diversità è uno dei nostri beni in comune, che dobbiamo proteggere da noi stessi.

Ed è questo che vorrei dal Partito Pirata: un partito diverso, diversificato e diversificante. Un luogo dove ragionare razionalmente e con calma su qualsiasi tema, senza tabù, paure o patemi.

in russo invece significa “lavoro”

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Ho spostato un messaggio in un argomento esistente: Democrazia Liquida e Punti Fermi

I grillini non hanno colpe, sono semplicemente la voce di una parte di popolo che prima avevamo preferito ignorare, inconsapevoli che rasentassero la maggioranza. Odio fare quello che rinfaccia le cose, ma che i 5s sarebbero diventati un partito del cazzo, pieno di arrivisti e scappati di casa era palese dal loro primo raduno.

Questo non è una cosa a solo pannaggio degli hacker. Tbh non capisco questo voler centrare tutto sull’informatica, proprio perchè mi sembra un mezzo “delirio di onnipotenza” dell’informatica. Preciso perchè non voglio essere frainteso; non sto dando del pazzo a nessuno (sarei idiota se lo facessi), ed in gran parte sono perfettamente d’accordo con le vostre visioni, però sono convinto che quello che voi vedete nell’informatica, possa essere visto in ogni altra forma di competenza. Anche un pittore quando dipinge un quadro astratto lo fa perchè la realtà non è più sufficiente per mostrare il suo soggetto, e tutto lo studio preparatorio, altro non è che una ricerca di come possa essere rappresentato con un linguaggio comprensibile a (quasi) solo lui. Uno scienziato quando fa un esperimento (o un modello) non lo fa perchè vuole ottenere un guadagno personale, quanto perchè vuole aumentare il grado di conoscienza dell’intera umanità.

Sempre per questo motivo, onde evitare casini futuri, sottolineo il fatto che non intendevo offendere o insultare nessuno

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ERRATA CORRIGE: mi fanno notare che robota significa “lavoro forzato” anche in ceco, mentre robotnik è lo schiavo. Chiedo venia.

(devo leggerla per bene e non so quando avrò il tempo e la voglia)

Mi sembra un progetto da ong più che da partito. È una cosa buona, indubbiamente, ma sebbene mi piacciano le proposte che contiene (essere utili alle comunità, non fare promesse) non mi piacciono per niente le limitazioni che pone sulla propaganda e sulle campagne elettorali.

Sembra una proposta che idealizza la politica. La politica non è ideale.

(E l’informatica, boh, ci sono un sacco di problemi che si possono risolvere solo in maniera umanistica. Se ci fosse una strada univoca per far politica, non saremmo qui, o magari faremmo campagna per sostituire i governi con delle AI)

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Dipende da che cosa intendi tu per Politica.

Io intendo l’occuparsi attivamente delle Polis, avere cura delle comunità in cui opero, della loro organizzazione ma soprattutto delle persone che ne fanno o ne faranno parte.

Tutte le comunità in cui opero. Dalla mia famiglia, ai miei amici, al mio posto di lavoro, alle mie città, al mio Paese, all’Europa, al Mondo. E pure oltre, se sarà possibile.

Sembra. :wink:

In realtà è una proposta che utilizza l’Informatica come cavallo di Troia per espandere il Partito Pirata in modo lento ma solido, costruendo una cultura comune ma non omogenizzante, diffondendo consapevolezza dei temi che ci contraddistinguono e dunque espandendo il nostro bacino elettorale.

Quello che propongo è un approccio progettato per mortificare i personalismi e la sete di Potere.

E’ un approccio lento, ma efficace. Perché anche se non veniamo eletti, otteniamo comunque risultati Politici concreti. E sulla base di questi risultati, non di iniziative elettorali e propaganda, possiamo presentarci agli elettori per chiedere la loro fiducia. Sulla base di quei risultati, di quei servizi che forniamo senza produrre lock-in, di quelle competenze che diffondiamo, le battaglie Pirata prenderanno piede.

E questo successo produrrà altri successi. E altri. E altri ancora. E la nostra capacità di riconoscere pubblicamente i nostri errori e i nostri fallimenti, ci renderà credibili. Anche in presenza di quella eterogeneità che è fondamentale per elaborare nuove idee.

La gente non è stupida. Non è ignorante. Se siamo seri invece di cercare di sembrarlo, con gli anni lo capirà.

Alcuni giovani cui insegneremo informatica diventeranno Pirati e sapranno perché restare Curiosi.

Io non ambisco a governare una Nazione. Io ambisco a cambiare in meglio il mondo. Ambisco a renderlo Curioso del prossimo. Autocritico. Creativo. Razionale. Bello. Divertente. In Pace. E credo che possiamo farlo insieme. Proprio noi, proprio da qui.

Dobbiamo solo resistere alla fretta, alla paura, alla tentazione delle scorciatoie.

Non dobbiamo avere paura di essere un partito veramente diverso, nei metodi come nei valori.

L’Informatica è una materia Umanistica. Solo che non sa ancora di esserlo.

Dammi tempo: li convincerò. :wink:

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Conosco un ex senatore: Antonio Razzi.

Comunque secondo me si deve aprire un post in cui si spiega @Shamar e la sua visione…

Cerco di dire in breve le sue intenzioni…

(Secondo me) Lui non vuole imporre a nessuno la sua concezione di Informatica, lo continua a sottolineare perchè è una verità che imparare il linguaggio informatico, e non per forza saper programmare, apre la mente, la migliora, la potenzia.

Portare la conoscenza informatica e la sua filosofia non è di certo un handicap, è un plus, e non mi pare che voglia che sia il pilastro attorno a cui deve girare il partito, ma uno dei valori che si vogliono insegnare.

Dico così perchè pure io inizialmente gli facevo notare questo suo insistere, ma poi ho capito le sue intenzioni, e credo che facendo più attenzione le possano capire tutti…

Poi se sbaglio @shamar ovviamente ti prego di correggermi…

Dopo questo piccolo ma non per forza Off-Topic, mi ritiro nelle mie stanze.

In realtà alcuni post sulla mia visione del Partito Pirata già li ho scritti:

Mi piacerebbe, in tutta onestà, che altri avessero fatto lo stesso proponendo in modo chiaro e trasparente la propria visione del Partito Pirata. In modo da poterle confrontare apertamente.

No, i pilastri su cui vorrei che questo partito fosse fondato sono i valori fondamentali dell’etica hacker:

  • Curiosità
  • Comunione
  • Libertà
  • Onestà Intellettuale

Come ho descritto nei post suddetti, l’informatica è solo lo strumento più potente che possiamo adottare per diffondere questi valori. E’ un cavallo di Troia ed una spada Jedi insieme.

E dopo questa breve risposta, sposto i nostri due post nell’argomento Il Partito Pirata dal 2020.

Sono assolutamente d’accordo.

@o_zone posso chiederti la tua opinione su quanto ho proposto qui?

Se ti riferisci a questo pseudo-manifesto: Il Partito Pirata dal 2020 ti dico che mi piace e lo condivido.

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Sì, scusa l’ambiguità, intendevo proprio quello.

Bene, grazie della risposta! :smile:

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E mi è piaciuto il professor Tomba per il suo ripetuto uso della frase tertium semper datur — l’idea che una mente riesce a racchiudere tutte le opzioni senza che gli sfugga niente è disumana, e di conseguenza non potrà mai esistere un Sherlock Holmes reale. Il metodo Holmesiano, se tutte le opzioni sono escluse, l’unica rimanente deve essere la verità, e fallace e dietrologica. Perciò chi usa la frase tertium non datur ha probabilmente già sbagliato a prescindere, e si è accostato a Merkel con il suo famoso alternativlos ovvero TINA (there is no alternative). Nella mera logica e matematica ha il suo senso, ma già Aristotele indicava che per cose riguardanti il futuro non è prevedibile che non ci sia una terza via. Condorcet forse ha coniato tertium semper datur nell’ambito del suo metodo di voto. E così si chiude il cerchio. Populisticamente si potrebbe semplificare dicendo che è più pirata la frase di Condorcet che quella di Aristotele. :smiley:

L’unica ideologia che voglio io è l’assenza di ideologia, che tutto sia fondato sui fatti e la scienza, e quando non è possibile si valutino le probabilità.

Il partito che ho in mente non si cura molto dei social o della propaganda.

Beh, ci vogliono ragionamenti più profondi per decidere ciò. Buttata giù così infrange la regola dell’essere ideologico.

Un partito senza radicamento territoriale non è un partito vero, ma un artefatto retorico.

Anche questa frase merita un approfondimento. Il movimento pirata è nato come fenomeno comunicativo, e solo col tempo ha trovato capacità di radicarsi. Credo essere favorevole, ma se proprio vogliamo cementarlo come scelta strategica, ci vuole più conoscenza e certezza, non convinzione.

Essere radicati in un territorio significa essere utili alle persone che vi abitano.

Anche questa una tesi interessante. Potrebbe suonare strano a molte persone un partito che invece di sviluppare politica s’intromette nelle vite delle persone. Sarebbe da approfondire questa cosa, non è un assioma.

Noi non siamo in condizione di elargire questi doni perché non contiamo niente, ma possiamo certamente prometterle.

Questa cosa qui suona malissimo. Non credo che tu intendevi compravendita voti, ma comunque suona in strano modo utilitaristico. Non il partito promette cose alle persone, ma le persone che ci partecipano forse riescono a realizzare cose che sognano — come per esempio che l’ex caserma venga trasformata in parco e non centro commerciale. Ma anche questa è solo un’idea buttata lì, non abbiamo approfondito abbastanza per farne un dogma. Ma forse, come spiego ora, i dogmi non ci servono — mai.

Una serie di obbiettivi condivisi che derivano dai nostri valori e per cui lavoriamo.

Derivare cose concrete da idee generalizzate è uno dei principi fallaci della politica partitica tradizionale. Noi siamo quelli che non hanno bisogno di derivare le cose — noi siamo quelli che con la democrazia liquida hanno il potere di sintetizzare gli obiettivi ogni volta dal fondamento dei fatti e della conoscenza scientifica, valutando opinionisticamente solamente lo spazio degli aspetti sconosciuti e perciò senza necessità di alcuna ideologia, ma da un insieme di valori etici che nel atto della ricerca del consenso si manifestano automaticamente, e perciò non necessitano formulazione. Tertium semper datur. Spero di non scuotere le tue certezze, dovessi pensare che la politica abbia bisogno di assiomi. Nell’era della democrazia liquida non è più così. Possiamo essere pragmatici a seconda del problema che ci si pone, di sinistra qui, libertari di là… così come serve.

Lavoriamo, prima persona plurale, modo indicativo e tempo presente.

Anche questo dogma potrebbe dimostrarsi controproducente. Nel PP-DE ho fatto l’esperienza che la maggior parte del lavoro è stato svolto in modalità di procastrinazione. Se il lavoro è un obbligo, la manodopera svanisce. Come costruire un partito che motiva a contribuire, ma senza instaurare obblighi deterrenti? Forse è meglio evitare la parola lavoro.

Il Partito Pirata del 2020 evita iniziative durante la campagna elettorale.

A questo punto avrai capito dove vado a sbattere. Che queste certezze granitiche mi mettono i dubbi. Non abbiamo bisogno di una decisione generalizzante sul fare o non fare iniziative in condizioni x. Se abbiamo una democrazia liquida funzionante saremo in grado di decidere saggiamente sul momento. Dato che non siamo il PD non abbiamo necessità di premeditare ogni evenienza di questo tipo.

In campagna elettorale il Partito Pirata analizza i successi e rende conto dei fallimenti.

Riguardo alla campagna 2019 le analisi divergono nei modi più estremi da chi ci ha messo la faccia in tivù e chi ha tirato le somme a confronto con campagne precedenti… come la mettiamo? Abbiamo criteri un attimo più oggettivi per giudicare? In tal caso la vedo un po’ brutta per i promotori di questo giro.

Riconduce il lavoro svolto agli obbiettivi che persegue e ai valori che esprime, con Onestà Intellettuale.

Forse non hai inteso così, ma per esperienza sulla pelle ti dico: Mai e poi mai rendersi dipendenti dall’onestà individuale. Se le strutture fanno ciò, il primo che tradisce tale onestà, scala le strutture e si pone a capo. L’ho visto 2009-2011 a Berlino. Ho edificato le strutture di questo partito in modo diverso affinché qui non si ripeta — un po’ si ripete lo stesso, ma almeno succede solo perché le persone nei ruoli giuridici non comprendono ancora l’importanza del loro ruolo.

Preferisco un concetto diverso di onestà intellettuale alla quale magari puoi convergere con me: l’idea che i nostri metodi, tra democrazia liquida, buona convivenza e razionalità collettiva renda automatica, inevitabile, compulsiva una onestà intellettuale collettiva — semplicemente perché le certezze granitiche non possono prendere il sopravvento sulla realtà dei fatti.

Vai a vedere il thread che ho citato in alto con il contributo del professor Tomba. Tutta una serie di evidenze che scuotono la certezza granitica che il libero mandato costituzionale sia una buona idea. Solo se abbiamo la capacità di sufficiente onestà intellettuale di riconoscere quando la costituzione sbaglia, quando la costituzione è essa stessa figlia di una manipolazione politica avvenuta nel 18° secolo, ecco che siamo quelli che sono capaci di rendersene conto senza troppi rimpianti. Ecco che siamo onesti non solo verso noi stessi, ma verso il popolo che vogliamo rappresentare e difendere.

Tutti i partiti vulnerabili alle convinzioni granitiche non sono capaci di affrontare il mondo tecno-complesso odierno e salvare l’umanità dall’autodistruzione.

Dal 2020, l’attività politica degli iscritti al Partito Pirata adotterà un metodo semplice e flessibile: essere utili alle proprie comunità.

Ho già detto quel che ho da dire in questo senso, ma questa frase mi ricorda un altra espressione tua:

Io so che collaborare vuol dire “lavorare con”, non “lavorare per”.

Se i Pirati devono essere utili alle proprie comunità fosse una frase assiomatica del partito, io mi sentirei di stare a lavorare per il partito invece che con.

i Pirati dovranno porsi domande come queste:

Ecco questo invece rientra nel discorso della razionalità collettiva… aggiungere un vademecum lì potrebbe essere saggio.

Ma non con bandiere e tutto. Se i media ci riprendono e ne fanno una burla siamo finiti.

Non dobbiamo essere sempre tutti d’accordo.

Va bene, infatti vogliamo seguire solo percorsi che abbiamo scelto con un ampio consenso, non a maggioranza semplice… e quando il consenso non c’è… pazienza… possiamo anche toglierci la benda ed il tricorno per una volta.

Il Partito Pirata rifiuta i compromessi fra gli interessi e persegue sintesi fra i bisogni.

Sai cosa dico adesso, vero? Che non abbiamo necessità di fare granita al gusto di assiomi e convinzioni astratte. Potrebbero capitare situazioni nelle quali queste convinzioni sono errate, e grazie alla nostra capacità di fare avvalere l’intelligenza collettiva non abbiamo bisogno di crearci certezze granitiche.

Guarda, mi fermo qui. Penso che ho reso l’idea. Tu sei ispirato da questi pensieri e va bene così. Altri che leggono questo testo si sentiranno ispirati anch’essi e va bene così. Ma non ci sta alcun problema sul fatto che nessuno di noi percepisce la necessità di mettere questi ragionamenti in qualche manifesto etico del PP 2020, perché è il nostro modus operandi che di per se, se raffinato col tempo e limitato il raggio d’azione di certi elementi disturbanti, sarà sempre in grado di decidere nel modo giusto ed etico delle opzioni che si presentano avanti a noi.

Partiamo da qui.

Hai frainteso l’intenzione di questo testo: non è una fonte di ispirazione, tratteggia una panoramica del Partito Pirata che intendo realizzare dal 2020. Non mi interessa fare altro qui dentro: voglio un partito sinceramente democratico, capace di diffondere Curiosità e Cultura e di liberare, attraverso di esse, tutti i cittadini.

Ho cercato di delineare chiaramente questa visione proponendola come un progetto politico da accettare o rifiutare, eventualmente confrontandolo con alternative (che però, finora, non sono state presentate purtroppo).

E’ evidente che questa visione è diversa dalla tua. Per me, la democrazia liquida è uno strumento, per te è lo scopo fondamentale dell’esistenza di questo partito. Io sono felice di usare e perfezionare (o riscrivere) LQFB, ma il mio obbiettivo è un altro.

E io sto chiedendo al Partito Pirata di scegliere una visione chiara ed esplicita della propria attività futura. E spero che questa scelta sarà determinata dall’identità Pirata.


Di seguito ti rispondo ad alcuni passaggi sperando di poter chiarire il mio pensiero e la distanza con il tuo. Ti prego di rispondere in un argomento collegato per tutto ciò che è specifico della tua visione del Partito Pirata (democrazia liquida, razionalità collettiva etc) in modo che si possa confrontare le due visioni senza confondersi.

Chi nega di avere un’ideologia vuole solo nasconderla agli altri.

Tu hai un’ideologia. E non è basata su fatti e scienza, perché quando questi contraddicono le tue opinioni li abbandoni bellamente, giustificando l’incoerenza con superiori ragioni sociologiche denunciando l’assenza di una razionalità collettiva o cose simili. Si è visto in modo evidente in questo thread (e no, non sono “ancora offeso”, per me è solo un data point).

La tua ideologia si fonda sulla democrazia liquida, ma l’idea che un software possa far emergere decisioni razionali da una popolazione che si assume essere irrazionale è semplicemente ingenua: la razionalità di una decisione dipende anche dalla conoscenza della materia disponibile e dalla buona fede di coloro che la detengono. Inoltre, anche solo per decidere chi delegare su una materia, è necessaria un minimo di conoscenza sulla stessa.

Per questo l’educazione ai valori dell’etica hacker è prioritaria rispetto all’adozione di uno specifico strumento di decisione collettiva. Senza Comunione, senza Libertà e senza Onestà Intellettuale, non c’è software che tenga.

E nota: io non ho alcuna preclusione nei confronti della democrazia liquida, che considero un’ottima idea. Ma senza Cultura (e cultura informatica), questo strumento non può funzionare.

Questa è una differenza sostanziale fra la mia visione, e (se ho capito) la tua, di @exedre e @solibo. Io non voglio un partito mediatico.

Tutti gli altri partiti politici in Italia fanno lo stesso: si mettono in mostra.

Noi dobbiamo servire le comunità in cui operiamo. Ed in quel contesto, stabilire relazioni di dialogo e fiducia con la popolazione. Da quel dialogo emergeranno problemi politici da affrontare e soluzioni.

Non si tratta di “intromettersi nella vita delle persone”, si tratta di coinvolgerle e farsi coinvolgere, si tratta di ascoltare, di servire con le nostre peculiarità, non solo i singoli individui ma le comunità.

Il Partito Pirata che ho in mente è inevitabilmente distribuito, decentralizzato, ridondante. Sceglie la disponibilità alla consistenza, pur mantenendo una fondamentale coerenza con i valori fondamentali.

L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.

Chi si avvicina ad un partito politico italiano non può avere paura di lavorare.

Il lavoro che ho in mente è un lavoro altamente remunerativo sotto un profilo motivazionale e affettivo. Insegnare informatica (o qualsiasi altra cosa) stabilisce relazioni. Servire, stabilisce relazioni.

Noi dobbiamo uscire dall’isolamento sociale e politico, non attraverso fuffa propagandistica sui mass media, ma attraverso un lento ma inesorabile radicamento territoriale che ci doti di autorevolezza, che dia peso alle nostre parole perché a quelle parole seguono fatti concreti.

Certo, ero sarcastico.

Sottolineavo la differenza fra una campagna elettorale basata su vuote promesse elettorali (chiamate pomposamente “programma” o CEEP19), con un lavoro umile ma sistematico a vantaggio della popolazione che faccia guadagnare al partito una credibilità ed una autorevolezza tale da rendere non necessarie le promesse.

Non mi è chiaro cosa intendi ma credo di poter chiarire cosa intendo io.

All’interno del Partito Pirata, si lavora insieme. Nessun capo, nessuna autorità, nessun ordine, nessun divieto. Siamo tutti pari. A seconda dell’impatto territoriale di una decisione operativa, la decisione è presa dai pirati che ivi vivono e/o operano. Chi candidare per le elezioni a Milano lo decidono i pirati di Milano. Chi candidare per le elezioni regionali del Piemonte, lo decidono i Pirati piemontesi. Chi candidare per le elezioni nazionali lo decidiamo tutti insieme. Idem per le prossime europee.

Il Partito Pirata invece lavora sempre per le comunità in cui è presente. O meglio, non è il Partito Pirata che lavora per qualcuno, sono i Pirati. Ognuno con le sue peculiarità. Ci sarà il Pirata che va a raccogliere la spazzatura in spiaggia con il tricorno, quello che aiuta la Caritas nella distribuzione del pane ai poveri con la maglietta del PP, quello che aiuta i condomini anziani a portare la spesa, quello che tiene corsi di informatica per i bambini, quello che lo fa per gli adulti e così via…

La parola chiave è SERVIRE.

Nel Partito Pirata che ho in mente, la Politica è ANZITUTTO servizio della Polis. La Curiosità sarà il nostro “Perché?” ma il servizio sarà il nostro “Come?”.

E invece sì, con bandiere, tricorni e tutto.

Se io voglio andare ad una manifestazione di famiglie cattoliche e tu vuoi andare a quella contemporanea dei LGBT+ possiamo farlo, con bandiere e tutto. E poi magari a metà ci scambiamo di posto. E parliamo. Parliamo con tutti. Cerchiamo di comprendere tutti. E parlando con noi, le persone dialogheranno anche fra loro.

Io voglio un Partito Pirata che sia un ponte, un canale di dialogo al di là dei pregiudizi reciproci. Un partito votato alla comunione in un mondo polarizzato. Un partito votato alla libertà in un mondo soggiogato. Un partito votato alla varietà in un mondo conformista.

Lasciamo che i media ci attacchino. Si accorgeranno presto che fanno il nostro gioco. Perché noi puntiamo ad avere totale sovrapposizione fra iscritti ed elettori. Non vogliamo abbindolare nessuno.

Noi siamo Pirati. E i pirati puzzano. Sempre e comunque.

Chi ci conosce, chi vede cosa facciamo per il nostro Paese, producendo e diffondendo Cultura e software libero, liberando le persone dalla sorveglianza etc… aprirà semplicemente gli occhi su chi ci attacca.

Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.

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