#SmartphoneCostituzionale! Si può?

Ciao a tutti !! Circa l’intervento di Carlo von lynX su #Sorveglianza e #ControlloSociale mi interessava poter avere più informazioni in merito alla realizzazione di uno #SmartphoneCostituzionale, per poter studiare e per condividere l’argomento con il resto della comunità di questo Forum ! Interessante la possibilità di realizzazione di una tecnologia/codice/circuito (non so) che garantisca la Costituzionalità/Neutralità di un dispositivo come lo Smartphone, Tablet ecc… Un’idea molto forte e di potente impatto mediatico (secondo me). Vorrei intervenisse anche Mutek in merito, con il quale ne stavo parlando alla fine di #IUFitalia2015 ! Grazie ! :smile:

Vins

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Proprio quella era una delle poche cose fresche dalla mia folle mente… prodotta dal fatto che siamo circa una dozzina e mezza di persone pienamente consce del potenziale delle nuove tecnologie “costituzionali” … per dire che il mio collega christian si è inventato il http://taler.net, il micropagamento anonimo ma tassabile… piccoli frammenti di un puzzle per introdurre principi filosofici dell’illuminismo in un internet che si è degenerato ad essere una piattaforma per un capitalismo sregolato e illibero in quanto estremamente sofferente di asimmetrie di mercato. perciò sono in questo strano ruolo di promuovere tra pochi questa nuova prospettiva di un internet etico, totalmente diverso da quanto abbiamo avuto sinora. Ma invito chiunque a studiarsi queste tecnologie e diventarne promotore anche lui, perchè non voglio essere a capo di nulla. Anzi, mi fa sentire un potenziale target. Chiunque comprenda il potenziale di questa roba ha la capacità di prevederne le potenziali conseguenze per le tecnologie esistenti. Lo smartphone stile Android ne è solo un esempio. Vale altrettanto la pena discutere di un “GNU Internet of Things” (sempre che si voglia veramente rischiare di collegare il frigo alla rete, cosa che al momento non raccomando). Allora riguardo al piano dello smartphone attrezzato di un “civil rights defender chip” come disegnato qui: http://youbroketheinternet.org/legislation/defender.png ho fatto prime allusioni all’interno della proposta di legge al http://youbroketheinternet.org/#legislation – ho l’impressione che sarà necessario elaborare e dettagliare il concetto e in tutte le lingue e penso che apprezzerei un aiuto a sviluppare l’idea, non solo i materiali.

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Ecco il video che ha scaturito questo thread… IUFitalia2015 Materiale storico - Video

Cari pirati, in questi giorni alla fiffkon – la conferenza tedesca degli accademici informatici per la pace – ho incontrato personaggi interessanti, competenti ed influenti e ho parlato con loro di questi temi. Mi hanno dato lo spunto che con le “soft sim” in arrivo per tutti i smartphone si apre anche la possibilità di un pagamento anonimo senza contratto… in pratica la realtà tecnologica si sta avvicinando a quanto vi presentai l’anno scorso… anche in un altro aspetto: i telecom stanno discutendo una end-to-end encryption “opportunistica” (cioè senza autenticazione) by default.

Inoltre sono stato invitato a dare una presentazione alla security conference di Monaco, sezione “pirata”. Vorrei presentare la proposta di legge che ho linkato in alto, quella che permette tale genere di telefonino costituzionale e mi domando che tipo di testo possiamo deliberare in AP se vogliamo rendere questo progetto ufficialmente dei pirati italiani. Prendiamo la bozza pdl in inglese così com’è o bisogna formulare un testo più astratto in lingua italiana?

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potresti aggiungere links per download pdf in inglese se c’è? comunque a parte la virtualizzazione del processo di accreditamento in rete manca tutta la parte del silicio costituzionale e quindi fonderia e stampa piantonati dai militari etc etc

se virtualizzi comunque il bare metal va costituzionalizzato

il baseband in silicio se lo tengono molto stretto, sto vedendo anche sullo Jolla che usa ofono ma alla fine scendi scendi e devi comunque farti una chiacchierata con il computer del baseband e non se ne esce cosi

non mi fido di queste telco anche se ti vendono end-to-end, meglio la proposta di legge

ciao mutek, stavo iniziando a sentire la tua mancanza :wink:

PDF e ODT sono linkati alla fine del paragrafo sulla homepage ybti… e lo storico delle versioni… volevo in qualche modo convertire lo storico degli odt in un git in formato geekabile (tex, markdown, orgmode, wtf) ma non ho trovato soluzione convincente… pandoc mi è antipatico per le sue epiche dependencies haskell, ma mi sa che mi tocca… se qualcun’altro qui ha esperienza a fare documentazione digitale in questo modo sarei grato prendesse l’iniziativa per fare fuori gli odt.

già… sarà perchè mi piacerebbe una soluzione più bella, ma non ne ho. i freesoftwaristi mi rinfacciano che è un approccio un po’ come il DRM… si, purtroppo, ma invece di togliere i diritti alla modificazione del hardware per porre il copyright al di sopra dei diritti civili noi facciamo il contrario.

credo che la pdl indichi di già il diritto degli hackers di costruire e flashare la propria hardware a volontà anche in futuro – a condizione che non si implementino funzioni di priorità costituzionale: in pratica puoi costruirti un tuo controller remoto per il frigorifero ma non un cellulare per partecipare alla rete telefonica in quanto sarebbe in grado di bypassare il law enforcement.

vabbeh che bypassare il LE neanche ti aiuta molto… se ignori il comando le autorità se ne accorgono e se non lo ignori puoi al massimo avvertire il proprietario della imminente sorveglianza per poi passare comunque ad eseguire la sorveglianza.

formalmente i dettagli sulla produzione del hardware andrebbero nel “implementing act” che la pdl menziona varie volte ma non esiste di fatto… cioè una ulteriore pdl che indica i dettagli di implementazione, cosa che ovviamente i parlamentari e governi andrebbero a smucinare.

nella pdl ho previsto gateway alla rete legacy stile tor exit node, perciò i nuovi cellulari non necessitano di alcun supporto GSM. utilizzano direttamente da 4G in su…

già… non ci vuole nulla ad exfiltrare una chiave effimera attraverso un side channel… ed è quanto presumo facciano whatsapp e signal – conoscendo l’effimera iniziale e l’algoritmo di ratcheting chiunque ha accesso ai flussi di dati può decifrare tale canale chat/telefonia dal momento della creazione fino alla sua chiusura… e chi chiude mai le vecchie chat in whatsapp?

p.s. credo non sarò più in grado di recuperare la mia vecchia identità telegram… la sim è scaduta.

Ho finalmente inserito in assemblea la richiesta di supporto per la PdL dello smartphone costituzionale!

https://agora.partito-pirata.it/initiative/show/6325.html

In questo momento entra la conferma della Pirate Security Conference che vorrebbero sentirmi parlare di law enforcement digitale costituzionale… perfetto! Ho in piano di comunicare ai referenti dei ministri degli interni d’Europa che la caccia ai terroristi ecc è più semplice se allo stesso tempo si migliorano i diritti civili della popolazione…

Ho letto parti cruciali della PdL che ho compreso benissimo in inglese (allenato dalle traduzioni per secushare). Spero di riuscire a leggere tutto. L’unico punto di perplessità riguarda la data. Non credo sia semplice attuare tutte le richieste avanzate nella PdL e credo (ma posso anche ricredermi) che è più verosimile una pianificazione per tappe, senza date vincolanti, piuttosto che un 201x, che fosse anche 2019 sarebbe dietro l’angolo per me… no?

Infine, in merito al post qui sopra, non comprendo in che modo la caccia ai terroristi venga facilitata garantendo migliori diritti civili nell’ambito delle telecomunicazioni private.

Si, l’annata ora si rende difficile da mantenere, ma volevo esprimere un certo ottimismo… ovviamente non è un elemento cardine e la proposta di supporto non si ferma stoicamente alla versione attuale del testo ma piuttosto conferma la necessità di sviluppare un pensiero in questa direzione… l’idea che ci sta dietro.

Di recente, dopo che ho presentato la pdl alla Datenspuren di Dresda in 2016 (una conferenza CCC di nicchia, più concentrata a svolgere lavoro utile piuttosto di quella superlativa di Amburgo) mi è stato fatto notare che attualmente i servizi in realtà fanno ancora molta fatica a trovare i dati utili alle loro indagini nell’ammasso di dati ai quali non dovrebbero neanche accedere, stando alla costituzione (cioè, la buona volontà da parte dei servizi in molti paese esiste davvero). Perciò, se lo smartphone costituzionale permette l’accesso strutturato ai dati delle persone legalmente sorvegliate, ecco che si elimina la necessità di cercarle in un vasto ammasso di dati– che tanto con i nuovi sistemi di comunicazione sarebbero finalmente e giustamente indecifrabili. Questo è l’elemento nuovo chiave che presento alla psc, dato che nel pubblico presumo ci saranno i referenti dei servizi e dei ministeri degli interni. Il resto del talk sarà più o meno quello dello smartphone costituzionale, reso in modo più palpabile ai rispettabili signori.

La questione è complessa, io al momento sono impegnato in altre cose, credo che più che una PdL (a meno che non riesci a curare i dettagli che desideri) potremmo mettere in programma alcune direzioni fondamentali da prendere: rispetto della comunicazione privata tra cittadini (elencare i rischi di tale violazione), indirizzi da dare all’architettura di Internet e ai dispositivi per le comunicazioni che vengono prodotti.

Limitando l’esposizione delle richieste, credo sia più facile arricchire il Programma (il rischio è che arriviamo alla votazione che quasi nessuno ha letto e il lavoro è incompleto - e non passa).

Tradizionalmente noi non mettiamo le pdl nel programma stesso… le pdl avevano un sito proprio al pdl.votopirata.it che non funziona più… magari le trovi sul sito regolare, altrimenti dobbiamo inventarci qualcosa… sono piuttosto buone di qualità e sono qualcosa di speciale che altre formazioni politiche in genere non hanno.

È giusto avere gli stessi punti tematici anche nel programma, e ti invito di cuore di stilarne il testo… ma le due cose possono coesistere ed evolvere a mo di ping pong.

Se non passa, pazienza… ma è normale che il lavoro sia incompleto: è una pdl che cresce e impara col tempo e sto appunto chiedendo il supporto allo sviluppo dell’idea, non alla precisa formulazione attuale…

Aggiungo una nota… la scoperta in “Vault7” che la CIA utilizza anche le smart-TV per invadere la privacy dell’umanità non è sorprendente considerando quanto sapevamo già da parte di Snowden. La proposta di legge che discutiamo qui si applicherebbe anche alla produzione di smart-TV, perciò, se ci fosse la volontà politica, una soluzione tecno-legislativa già ce l’abbiamo.

Versione 2017 inglese della presentazione

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La Commissione Europea ha lanciato una consultazione sul tema di una ‘Next Generation Internet’. Ci sta di mezzo l’industria in forma della Gartner, ma ci stanno anche i bravi ragazzi di NLnet — la fondazione che è nata dalla vendita di XS4ALL, storico provider degli hackers olandesi. Fondazione nota per essere sempre la prima a finanziare progetti promettenti come GNUnet e secushare.

In pratica abbiamo hackers alla guida di una consultazione europea e si nota già nel modo come formulano il testo introduttivo:

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Ecco il futuro della politica. Ci serve una Rete resistente a questo tipo di attacchi!

Segnalo

https://puri.sm/shop/librem-5/

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30 novembre 2018, ci è stata una versione aggiornata della presentazione ObCrypto a https://e-privacy.winstonsmith.org/ … dopo di essa gli adesivi pirata andavano via a ruba … purtroppo le registrazioni video non sono ancora apparse …

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Esiste una registrazione sul sito di radioradicale — linkata sul sito eprivacy, ma non ho capito come fare un deeplink alla nostra presentazione…

Stando a questo articolo di yawnbox i problemi che la rete Tor affronta per diventare più celere e più sicura (hardware libero) sono tutti legati al capitalismo e l’assenza di normative adatte. La nostra legislazione risolverebbe tutte le questioni elencate e darebbe il via libera non solo a tecnologie simili a Tor quali quelle proposte nella nostra pdl, ma anche a Tor stessa.

Filosoficamente in tema…

"The Goliath of totalitarianism will be brought down by the David of the microchip,” Ronald Reagan said in 1989.

“True personalization is now upon us,” wrote MIT professor Nicholas Negroponte in his 1995 bestseller Being Digital. Corporations, industries, and even whole nations would soon be transformed as centralized authorities were demolished. Hierarchies would dissolve and peer-to-peer collaborations would take their place. “Like a force of nature,” wrote Negroponte, “the digital age cannot be denied or stopped.”

One of the deepest ironies of our current situation is that the modes of communication that enable today’s authoritarians were first dreamed up to defeat them. The same technologies that were meant to level the political playing field have brought troll farms and Russian bots to corrupt our elections. The same platforms of self-expression that we thought would let us empathize with one another and build a more harmonious society have been co-opted by figures such as Milo Yiannopoulos and, for that matter, Donald Trump, to turn white supremacy into a topic of dinner-­table conversation. And the same networked methods of organizing that so many thought would bring down malevolent states have not only failed to do so—think of the Arab Spring—but have instead empowered autocrats to more closely monitor protest and dissent.

Today’s social media will never be able to do the difficult, embodied work of democracy. Computer-­supported interconnection is simply no substitute for face-to-face negotiation, long-term collaboration, and the hard work of living together. The Black Lives Matter and #MeToo movements have taught us that social media can be a powerful force for liberating us from the fiction that all is well just as it is. But the attention these activists have brought to their causes will mean little if the changes they call for are not enshrined in explicit, enforceable laws. Even though the American state can be inefficient, unfair, corrupt, and discriminatory, the logic of representation that underlies it remains the most effective engine we have for ensuring the equable distribution of our collective wealth.

It’s time to let go of the fantasy that engineers can do our politics for us, and that all we need to do to change the world is to voice our desires in the public forums they build. For much of the twentieth century, Americans on both the left and right believed that the organs of the state were the enemy and that bureaucracy was totalitarian by definition. Our challenge now is to reinvigorate the institutions they rejected and do the long, hard work of turning the truths of our experience into legislation.

Fred Turner, Harper’s Magazine January 2019 edition titled “THE DARK HOLE OF SOCIAL MEDIA: HOW THE INTERNET SUBVERTS DEMOCRACY.”